Jannik Sinner, dopo il “no” a Cincinnati si riaccende la discussione: i tifosi dell’Azzurro emettono la loro sentenza

Articolo di Nicola Lama

Il secondo forfait consecutivo a livello di Masters 1000 ha riaperto il vibrante dibattuto sul calendario del tennis professionistico.

Il forfait di Jannik Sinner al Masters 1000 di Cincinnati non è solo una notizia di cronaca sportiva: è, infatti, la scintilla che ha riaperto una discussione già accesa nei mesi scorsi, soprattutto dopo il malessere che gli aveva impedito di andare oltre il secondo turno al Roland Garros. L’Azzurro, stavolta costretto a fare un passo indietro per il fastidio al ginocchio destro, ha spiegato di non essere ancora pronto a competere nonostante gli sforzi del suo team medico e di lavorare in prospettiva per arrivare al cento per cento agli US Open.

Sinner si è sottoposto a controlli a Milano e poi al J-Medical di Torino, dove proseguirà i trattamenti (tra cui una terapia con onde d’urto) per eliminare definitivamente il dolore. La priorità è recuperare senza forzare, rinunciando seppur a malincuore a un torneo chiave nella marcia verso gli US Open, il grande obiettivo di fine estate.

Cincinnati rappresentava l’ultimo test prima di New York: con questo forfait, Sinner arriverà allo Slam con oltre un mese di distanza dall’ultima partita, la finale vinta a Wimbledon. Una pausa lunga, ma non necessariamente un problema: proprio ai Championships l’Azzurro aveva dimostrato di saper ritrovare subito il suo livello anche senza partite ufficiali di preparazione (prima di Wimbledon aveva giocato un solo match di esibizione).

Il ritiro da Cincinnati ha però riacceso un tema che serpeggia da tempo: secondo i tifosi dell’Azzurro, e non solo, il calendario ATP va ripensato perché, a loro modo di vedere, la struttura attuale dei Masters 1000 è diventata insostenibile: “Troppi tornei ravvicinati, sequenze massacranti prima degli Slam, top player costretti a scegliere cosa sacrificare” si legge in uno dei commenti con più like, che raccoglie la frustrazione per un altro appuntamento senza il numero uno del ranking dopo quello di Montreal.

La discussione si è dunque riaccesa con forza: secondo una larga fetta di pubblico, l’ATP dovrebbe ricalibrare interamente il calendario, rivedendo il numero dei Masters 1000 e quello degli ATP 500, creando una stagione più sostenibile. L’idea è chiara: “Meno obblighi e più pause vogliono dire più qualità. Per come è adesso, invece, ci sarà sempre qualche big costretto a rinunciare” scrive un altro tifoso.

Insieme con la musica lo sport è sempre stato al centro dei suoi interessi. Gli piace leggere e scrivere ed è anche appassionato di cinema: il suo idolo è Quentin Tarantino e il suo film preferito è Pulp Fiction.

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