Jannik Sinner “anti-personaggio”? Larissa Iapichino smonta i critici

Articolo di Martino Davidi

La saltatrice in lungo italiana manda un bel messaggio al numero uno del mondo

La lunghista azzurra Larissa Iapichino in una intervista a Rivista Undici ha voluto dedicare alcune belle parole al numero uno del mondo Jannik Sinner. L’Azzurro è spesso criticato perché freddo e riservato, molto calcolatore, al punto che alcuni addetti ai lavori lo hanno bollato come un “anti-personaggio”.

L’atleta azzurra non è assolutamente d’accordo con questa definizione, anzi: “Per me è una persona estremamente piacevole perché è così spontaneo, è molto alla mano. Secondo me è un personaggio che va oltre il campo, è così umano, così vicino forse a me perché sono un po’ più introverso, quindi molto spesso, per certi versi, lo capisco”, ha spiegato Iapichino, che alcune settimane fa ha infranto il record italiano di salto in lungo con la misura di 7,12 metri, migliorando quello del 1998 della madre Fiona May.

Non è la prima volta che un grande campione dell’atletica italiana si esprime con ammirazione nei confronti di Sinner. Anche Sara Simeoni, leggenda del salto in alto e campionessa olimpica, aveva dichiarato alla Gazzetta dello Sport di essere rimasta stregata dall’altoatesino: “Risposta troppo facile: Jannik Sinner. Non ho mai seguito il tennis, ma con lui è impossibile non farlo. Non perdo mai una partita, né sua, né degli altri giocatori italiani”.

Sinner era finito nel mirino della critica per aver rinunciato alla possibilità di conquistare tutti i Masters 1000 dell’anno: il giornalista di Eurosport Simone Eterno non aveva usato mezzi termini. “Uno sportivo per entrare nel mito ha anche bisogno di essere personaggio. Fossi stato in Sinner per come si era configurata la stagione sarei andato a Montreal per provare a fare la storia per provare a vincere tutti i Master 1000. Invece dobbiamo prendere atto che Sinner è un anti-personaggio, bisogna rendersi conto che Sinner è così”.

La scelta di saltare il Masters 1000 di Montreal ha sollevato qualche polemica, ma sono stati in molti a difendere la decisione dell’Azzurro. Tra questi Ben Shelton, che a Washington ha spiegato: “Jannik conosce il proprio corpo meglio di chiunque altro. Se si sentisse pronto fisicamente e mentalmente, giocherebbe. Non salta un torneo senza un motivo”. Una visione condivisa anche dall’ex tennista Greg Rusedski, secondo cui Sinner “non commette mai lo stesso errore due volte”, e che ha ricordato come l’obiettivo principale dell’altoatesino sia presentarsi al meglio agli US Open, al via il 31 agosto, per conquistare il secondo titolo Slam stagionale.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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