Larissa Iapichino

Aggiornato Sab 12 Set 2026 alle 08:57

Larissa Iapichino è la grande protagonista dell’atletica italiana di questo 2026. Le ultime notizie la vedono al centro di una stagione straordinaria, culminata con la conquista della medaglia d’oro agli Europei di Birmingham nel salto in lungo, un titolo che entra di diritto nella storia dello sport azzurro.

L’oro europeo di Birmingham: Iapichino nella storia

La lunghista fiorentina ha scritto una pagina indelebile per l’atletica italiana il 16 agosto scorso, vincendo il titolo continentale all’aperto con la misura di 7.00 metri ottenuta al primo salto della finale. Un risultato che vale doppio: Larissa è diventata la prima azzurra nella storia a conquistare il titolo europeo outdoor nel lungo femminile, superando simbolicamente anche la madre Fiona May, che si era fermata all’argento. Alle sue spalle la britannica Jasmin Sawyers con 6.99 e la francese Hilary Kpatcha con 6.98, in una finale decisa da margini minimi che ha reso ancora più prezioso il successo dell’atleta delle Fiamme Oro. La serata di Birmingham è stata magica per l’Italia intera: la staffetta maschile 4×400 ha poi completato il capolavoro azzurro, consentendo all’Italia di vincere il medagliere complessivo con 10 ori, 6 argenti e 6 bronzi.

Questo oro europeo rappresenta il punto più alto di un percorso di crescita costante. Già a maggio 2025, a Palermo, Iapichino aveva superato per la prima volta la barriera dei 7 metri con 7.06, avvicinandosi al record italiano della madre. Poi, nel corso della stagione 2026, ha migliorato ulteriormente quel primato portandolo a 7.12 metri, cancellando definitivamente il record che Fiona May aveva stabilito nel lontano 1998. Un cerchio che si chiude in modo emozionante, con la figlia che supera la leggenda di famiglia.

Il legame con Sinner e la popolarità oltre la pedana

Le ultime novità che riguardano Larissa Iapichino non si limitano alle imprese atletiche. Dopo la vittoria a Birmingham, la campionessa ha ricevuto un messaggio di congratulazioni da Jannik Sinner, numero uno del mondo nel tennis, che l’ha lasciata «di stucco». Un gesto che ha fatto molto parlare, soprattutto alla luce delle parole della nuotatrice Sara Curtis, che aveva elogiato Sinner per comportamenti analoghi: «Un calciatore non sarebbe mai sceso dal suo piedistallo per farmi i complimenti come ha fatto Jannik Sinner».

In una recente intervista a Rivista Undici, Iapichino ha parlato del suo rapporto con il campione altoatesino con parole di grande ammirazione: «Sono vittima di Sinner come tutti. Lo vedo umano, sento che mi è vicino per carattere: anche io sono molto introversa e, per certi versi, lo capisco, lo sento vicino». La lunghista ha confessato che Sinner l’ha fatta appassionare al tennis non solo per i risultati, ma soprattutto per la sua genuinità e spontaneità, qualità che lei stessa riconosce come proprie. Non è la prima volta che grandi campioni dell’atletica italiana esprimono ammirazione per il tennista: anche Sara Simeoni, leggenda del salto in alto, aveva dichiarato di essere rimasta stregata dall’altoatesino.

Questo scambio di stima reciproca tra due dei volti più rappresentativi dello sport italiano racconta qualcosa di più profondo: una generazione di atleti che si riconosce in valori comuni, lontani dalla retorica del personaggio costruito a tavolino. Iapichino, del resto, ha difeso Sinner dalle accuse di essere un «anti-personaggio», ribaltando la critica: «Per me è una persona estremamente piacevole perché è così spontaneo, è molto alla mano. È un personaggio che va oltre il campo». Parole che potrebbero essere scritte anche su di lei.

Un percorso di resilienza e crescita continua

La storia di Larissa Iapichino è anche una storia di resilienza. Costretta a saltare le Olimpiadi di Tokyo 2020 per un grave infortunio, la fiorentina ha saputo rialzarsi con determinazione, trovando ispirazione in campioni come Sofia Goggia e Gianmarco Tamberi. A Parigi 2024 ha finalmente vissuto la sua prima esperienza olimpica, chiudendo al quarto posto nella finale del lungo con 6.87, a soli 9 centimetri dal bronzo. Una delusione bruciante, elaborata con maturità e trasformata in carburante per la stagione successiva.

Il 2025 aveva già mostrato segnali importanti: l’oro agli Europei indoor di Apeldoorn a marzo, con 6.94 metri, e il superamento dei 7 metri all’aperto a maggio. Il 2026 ha poi consacrato definitivamente Larissa come la migliore lunghista europea, con il record italiano e il titolo continentale. A 24 anni, con i Mondiali di Tokyo già disputati e una carriera in piena ascesa, la figlia di Fiona May e Gianni Iapichino sembra aver trovato la dimensione giusta per esprimere tutto il suo talento. Le ultime notizie la dipingono come un’atleta completa, capace di gestire la pressione delle grandi occasioni e di trasformare ogni delusione in motivazione. Il meglio, probabilmente, deve ancora venire.