Jannik Sinner al Roland Garros da favoritissimo: le principali incognite

Articolo di Marco Enzo Venturini

Nonostante un cammino immacolato nel 2026 su terra rossa e le 29 vittorie consecutive, il Roland Garros presenta alcuni evidenti rischi per Jannik Sinner.

Jannik Sinner si presenta al Roland Garros 2026, dove debutterà martedì 26 maggio contro la wild card francese Clement Tabur, forte di numeri da urlo e un tabellone particolarmente favorevole. L’altoatesino è infatti reduce da 29 vittorie consecutive, un cammino immacolato nel 2026 su terra rossa e con la consapevolezza che potrebbe affrontare Alexander Zverev o Novak Djokovic solo in finale, con Carlos Alcaraz fermo per infortunio. Eppure ci sono degli aspetti del Grande Slam transalpino che il campione di Sesto Pusteria dovrà tenere sotto controllo, per proseguire la sua stagione da sogno con un altro trionfo.

Intanto, già nelle fasi conclusive degli Internazionali di Roma, Sinner ha denunciato una certa esigenza di riposo indispensabile dopo mesi sempre in prima linea. Al Roland Garros, come noto, si gioca al meglio dei cinque e non dei tre set, un aspetto che potrebbe ricavarsi un peso specifico non indifferente. Tanto più che, ad oggi, l’azzurro ha vinto sei dei match finora disputati in carriera e risolti al quinto set, perdendone però undici. Di essi, oltretutto, ben tre si sono verificati proprio al Roland Garros: contro Daniel Altmaier nel 2023 e contro Carlos Alcaraz nel 2024 e nel 2025. Quest’ultimo caso si verificò in una tesissima finale, con tanto di 7-6 dello spagnolo nel set decisivo dopo i tre match point non sfruttati dall’altoatesino nel quarto.

Il tema della gestione fisica è del resto al centro del dibattito tra gli addetti ai lavori. Boris Becker, sei volte campione Slam, ha sottolineato come la vera sfida per Sinner non sia tecnica ma energetica: “Questa è la sfida più grande. Credo che abbia fatto bene a tornare in montagna, a Sesto Pusteria. È il modo migliore per ricaricare le energie, stare lontano dal rumore e scegliere di stare con la famiglia e gli amici”. Il tedesco non ha dubbi sulla necessità di una pausa anche dopo Parigi: “Non importa il risultato: ha bisogno di fermarsi. Quello che sta facendo è quasi disumano, lui non è una macchina. Ha bisogno di tempo per recuperare, fisicamente ed emotivamente”. Una linea confermata anche dal coach Simone Vagnozzi, che ha rivelato come il programma preveda una sosta di tre settimane dopo Roland Garros prima di tornare direttamente a Wimbledon, saltando i tornei preparatori sull’erba.

Sul fronte dei possibili avversari, è Daniil Medvedev quello indicato da più parti come il pericolo più concreto prima di un’eventuale finale. Il russo, che potrebbe incrociare Sinner in semifinale, ha già dimostrato a Roma di saper mettere in difficoltà l’azzurro, e ha spiegato con lucidità la complessità di affrontarlo: “In un certo senso, sai già cosa farà. Non c’è una formula contro Jannik. Devi solo colpire la palla molto bene, preferibilmente forte, correre molto ed essere pronto a tutto, perché è capace di effettuare qualsiasi colpo”. Mats Wilander ha aggiunto un ulteriore elemento di riflessione, individuando nelle sessioni serali parigine un contesto potenzialmente insidioso: con il campo più lento e i colpi di Medvedev particolarmente pesanti, la stanchezza accumulata potrebbe rivelarsi il fattore decisivo.

Non mancano, nel contesto della vigilia, le voci fuori dal coro. Frances Tiafoe ha scelto di andare controcorrente rispetto alla narrativa dominante, invitando il circuito a non arrendersi psicologicamente prima ancora di scendere in campo: “È un giocatore straordinario, questo è fuori discussione. Ma non sarò io ad aggiungermi a quelli che lo mettono sul piedistallo. Noi giocatori dobbiamo prima di tutto convincerci che batterlo è possibile: in questo momento stiamo contribuendo a creare un’aura attorno a lui, e anche questo pesa”. Parole che fotografano bene il clima attorno all’azzurro, ormai percepito — per usare le parole di John McEnroe — come “Sinner contro il resto del gruppo”.

A rendere ancora più suggestiva la cornice storica di questo Roland Garros è il paragone tracciato dagli analisti di ‘ESPN Research’ con Rafael Nadal nel 2009: l’unico altro giocatore, dal 1990 a oggi, ad essersi presentato a Parigi con una quotazione dei bookmakers inferiore a quella attuale di Sinner. Nadal arrivò quell’anno con 31 vittorie consecutive e quattro titoli consecutivi al Roland Garros, salvo poi essere eliminato clamorosamente agli ottavi da Robin Soderling. È proprio lo stesso Nadal, interpellato dalla ‘Gazzetta dello Sport’, ad esaltare le qualità dell’azzurro pur con una nota di prudenza: “È sempre difficile immaginare un livello simile di successo e continuità. Quello che sta facendo è straordinariamente complicato: ha una costanza incredibile”. Un monito velato, quello del campione di Manacor, che i tifosi di Sinner preferiscono leggere come un omaggio — nella speranza che le similitudini con il 2009 si fermino ben prima degli ottavi di finale.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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