Flavio Cobolli dopo il Roland Garros: battuta a Zverev e lacrime sfiorate

Articolo di Marco Enzo Venturini

Girandola di emozioni per l'azzurro dopo i 5 set che hanno regalato il Roland Garros a Zverev: le dichiarazioni di Cobolli tra orgoglio e amarezza.

Flavio Cobolli si è arreso a Sascha Zverev nella storica finale del Roland Garros, durata cinque set e terminata con un tifo indiavolato nei suoi confronti da parte del pubblico di Parigi. E il tennista toscano da un lato ha voluto ringraziare di cuore proprio i tifosi, dall’altro si è complimentato con il collega dedicandogli anche una battuta a caldo dopo la sconfitta.

“Adesso per me non è facile parlare, ma partirò da te – ha dichiarato Cobolli rivolgendosi a Zverev -. Se mi avessero chiesto chi credevo meritasse più degli altri di aggiudicarsi il Roland Garros, avrei risposto Sascha. Sono felice per te, anche se ovviamente c’è la tristezza di esserci andato davvero vicino. Hai coronato il tuo sogno, adesso fai vincere me la prossima volta”.

Dopo aver sorriso con Zverev, quindi, Cobolli si è rivolto a Panatta: “Il Roland Garros è il mio Slam preferito, lo guardavo sempre anche quando tu non c’eri. E averti qui è stato un onore per me, anche se un po’ di pressione addosso me l’hai messa. Queste sono state in ogni caso le settimane migliori della mia vita, e voglio ringraziare i tifosi che durante la partita hanno sempre cercato di aiutarmi. Non posso guardarvi, altrimenti piango”.

Una sconfitta che brucia, ma che non cancella la straordinaria impresa compiuta dal romano in queste due settimane parigine. Cobolli ha ceduto con il punteggio di 6-1, 4-6, 6-4, 6-7(5), 6-1 al termine di una battaglia durata 4 ore e 20 minuti, in cui ha saputo rialzarsi più volte dopo momenti di difficoltà, trascinando la finale fino al quinto set con un tie-break strappato nel quarto parziale grazie a un magnifico passante di dritto lungolinea. Nel set decisivo, tuttavia, Zverev è partito in maniera travolgente, portandosi rapidamente sul 3-0 con due break e non lasciando più spazio all’azzurro, che ha accusato anche qualche difficoltà negli spostamenti laterali nelle fasi conclusive.

Nonostante la sconfitta, per Cobolli arrivano importanti soddisfazioni sul fronte della classifica mondiale. Da lunedì il romano entrerà per la prima volta nella Top 10 ATP, attestandosi proprio al numero 10 del ranking, mentre nella Race verso le ATP Finals di Torino salirà al quarto posto, alle spalle di Jannik Sinner, lo stesso Alexander Zverev e Carlos Alcaraz. Un risultato che certifica la crescita straordinaria di un giocatore arrivato a questa finale da numero 14 del mondo.

Il cammino di Cobolli verso l’atto conclusivo del Roland Garros è stato da antologia. Il romano ha superato nell’ordine Andrea Pellegrino, Wu Yibing, Learner Tien, Zachary Svajda e Felix Auger-Aliassime, prima di approdare in finale grazie al ritiro del connazionale Matteo Arnaldi in semifinale, costretto ad alzare bandiera bianca a causa di un virus intestinale prima ancora di scendere in campo. Proprio ad Arnaldi, protagonista di un torneo straordinario partendo dal numero 104 del ranking, Cobolli aveva dedicato le prime parole in conferenza stampa dopo la semifinale.

Sullo sfondo di questa finale c’era anche la figura di Adriano Panatta, ultimo italiano a trionfare a Parigi nel lontano 1976. Il campione romano aveva ricevuto un invito speciale dalla direzione del torneo ed era presente sugli spalti del Philippe-Chatrier, rappresentando al tempo stesso un’ispirazione e, come ammesso dallo stesso Cobolli, una fonte di pressione aggiuntiva. Cinquant’anni dopo il suo storico successo, il sogno di vedere un altro italiano alzare la Coupe des Mousquetaires si è fermato a un passo dal compimento, ma la prestazione di Cobolli ha dimostrato che il tennis italiano è più vivo che mai anche oltre Sinner.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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