Jannik Sinner, Paolo Bertolucci sentenzia: “Come un pilota che ha avuto un incidente”

Articolo di Aldo Seghedoni

La leggenda Azzurra ha analizzato gli ultimi mesi del numero uno al mondo dopo il trionfo a Wimbledon.

Domenica sera Jannik Sinner si è laureato campione di Wimbledon per la seconda volta consecutiva. L’azzurro, che l’anno scorso ha battuto in finale Carlos Alcaraz, quest’anno ha superato (non senza qualche difficoltà) Alexander Zverev nell’atto finale del torneo londinese.

Eppure per Jannik Sinner l’esordio a Wimbledon era iniziato con una vittoria soffertissima contro Miomir Kecmanović e al Roland Garros c’era stato il dramma Juan Manuel Cerundolo. “Sinner è come un pilota che ha avuto un incidente in macchina. Quando riparti, all’inizio vai più piano. C’è un po’ di paura. Ma, dopo qualche giorno, riprendi con la velocità di prima. Guardiamo a questo Wimbledon: Sinner ha iniziato “piano”, se vogliamo. Ma tra semifinale e finale ha giocato un tennis grandissimo” ha analizzato paolo Bertolucci alla Gazzetta dello Sport.

“È saldo in vetta e il suo regno è destinato a durare. Perché è ancora giovane, si alza la mattina e pensa a migliorarsi un centimetro alla volta, fa le cose giuste ed è seguito da un team molto serio, di persone molto capaci e attente. È una formula, questa. Sinner ha trovato la formula vincente e andrà avanti così. I difetti io non riesco a vederli, i pregi sono milioni per come si comporta in campo e fuori. È un esempio per tutti”.

“È arrivato a Wimbledon con qualche dubbio in testa – ha evidenziato la leggenda Azzurra -. Alla fine, poi, ha risolto alla grandissima il problema: nell’atto conclusivo a Church Road, ha trovato Sascha Zverev e non Carlos Alcaraz, e qualcuno può pensare che il match sia stato più semplice, invece no”.

“Lo Zverev della finale, specie nei primi due set, due set e mezzo, probabilmente ha espresso il miglior tennis della sua vita. Di sicuro mai aveva giocato a un simile livello sull’erba. Sinner è stato fantastico, ha tenuto botta, non è retrocesso di un millimetro” ha concluso Bertolucci.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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