Diego Nargiso ha una teoria chiara sul forfait di Jannik Sinner

Articolo di Martino Davidi

L'ex tennista azzurro: "Ho la sensazione sia una problematica che si porta dietro da un po', è per il suo tipo di gioco"

L’ex tennista azzurro e attuale commentatore di Supertennis Diego Nargiso in una intervista al Quotidiano Nazionale ha parlato di Jannik Sinner e del suo forfait agli US Open, sottolineando un dettaglio che potrebbe essere alla base del problema al ginocchio. “Ho la sensazione sia una problematica che si porta dietro da un po’”.

“È fra i principali ’imitatori’ di Djokovic in recuperi formidabili e scivolate sul cemento. Un gioco che crea progressivamente microtraumi. Sinner non essendo fra i giocatori più muscolari del circuito evidentemente tende a subire maggior Flavio Cobolli, 24 anni, è lui a guidare la spedizione azzurra a New York mente questo tipo di danno articolare”. Nargiso non crede che il problema sia grave: “Credo sia più che altro un fastidio che tiene da tempo sotto controllo. Sicuramente gestibile, ma per ripresentarsi senza preoccupazioni e non compromettere il finale di stagione ha scelto di mettere la salute davanti a tutto”.

L’Italia presenta comunque altri grandi giocatori come Flavio Cobolli: “Il ragazzo sta veramente crescendo. A Cincinnati aveva le carte per andare in finale, ma già a inizio anno stava impressionando per gioco e personalità. La finale al Roland Garros suggerisce che anche in questo Slam possa essere fra i primi otto giocatori da battere: i cinque set gli permetteranno di tornare in partita nei momenti di difficoltà, poi i grandi palcoscenici lo esaltano. Ha le caratteristiche per essere un vero leader in assenza di Jannik”.

Poi c’è Lorenzo Musetti: “Musetti è sempre un belvedere. Lui è pronto per la zampata che tutti attendono, chissà se arriverà la prossima settimana. Per crescere ancora prossimamente dovrà aggiungere più verticalità al suo gioco”. E Luciano Darderi: “Conosco Luciano da quando era piccolo. Ha fatto un salto incredibile, ma credo dovrà mettere un po’da parte spregiudicatezza e spirito da lottatore, trovando un’identità, perché sul veloce gioca davvero bene”. Su Matteo Berrettini: “Dobbiamo solo sperare che stia bene. Se prende il ritmo e arriva alla seconda settimana può battere quasi chiunque. Non dimentichiamo poi Arnaldi, che a Parigi si è spinto fino in semifinale (non giocata per un virus, ndr). Va battuto venti volte”.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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