L'ex tennista slovacca, criticando le tenniste del circuito WTA, ha citato ad esempio l'Azzurro (e Carlos Alcaraz)
L’ex tennista slovacca Daniela Hantuchova in una intervista a Canal Plus Sport ha aspramente criticato le sue ex colleghe del circuito WTA, a suo dire viziate ed egoiste: “Vedo in loro una mancanza di rispetto e di gratitudine verso chi ha costruito tutto questo. Pensano di non dover muovere un dito per il tennis. Allo stesso tempo, però, pretendono montepremi sempre più alti”.
Daniela Hantuchova stupisce ancora: le foto più belle
Nella sua aspra disamina Hantuchova, che ora lavora come responsabile delle relazioni tra giocatori e media, ha citato il caso di Iga Swiatek: “Le tenniste pensano che il mondo intero ruoti attorno a loro. La mental coach di Iga Swiątek ha preteso del pollo caldo per le 11. Probabilmente si aspettava che accendessi un fuoco sfregando due pietre. La Swiątek mi ha portato di persona i panni sporchi chiedendomi cosa dovesse farci! Non riesco a immaginarmi a fare una cosa del genere a qualcuno della generazione precedente”.
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Hantuchova ha invece esaltato come esempi virtuosi le due stelle del tennis Jannik Sinner e Carlos Alcaraz: “A Madrid non sono riuscita a convincere nemmeno una giocatrice della top 5 a dedicare dieci minuti a un’attività con lo sponsor principale. Quando l’ho chiesto a Carlos Alcaraz o a Jannik Sinner, hanno accettato immediatamente”.
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La stagione di Jannik Sinner si è chiusa in anticipo, ma i numeri raccontano comunque un’annata straordinaria. Dopo il trionfo a Wimbledon contro Alexander Zverev, che gli ha regalato il secondo titolo ai Championships, l’altoatesino non è più tornato in campo. I cinque Masters 1000 conquistati consecutivamente da Indian Wells a Roma e il successo sull’erba londinese restano tra i risultati più prestigiosi della sua carriera, ma c’è un altro dato che certifica la sua continuità ai massimi livelli: Sinner è entrato nel ristretto gruppo dei campioni capaci di chiudere almeno tre stagioni consecutive con una percentuale di vittorie superiore al 90% nell’era Open. Un club esclusivo, nel quale figurano leggende come Bjorn Borg, Jimmy Connors, Ivan Lendl e Roger Federer.