Brad Gilbert ha parlato delle sue perplessità sulla gestione dell'infortunio, anche in relazione a quanto raccontatogli da Darren Cahill.
L’infortunio al ginocchio che ha costretto Jannik Sinner a chiudere anzitempo la stagione resta uno dei temi centrali nel mondo del tennis e nelle ultime ore nuovi dettagli sulla gestione del problema fisico del numero uno azzurro, raccontati da Brad Gilbert durante il podcast ‘Big T’, hanno ulteriormente infiammato la discussione.
L’ex giocatore e allenatore statunitense ha rivelato un retroscena che riguarda Darren Cahill, figura centrale nella crescita di Sinner e membro ormai storico del suo team. Secondo Gilbert, il supercoach australiano sarebbe stato informato soltanto all’ultimo momento della rinuncia al Masters 1000 di Cincinnati, torneo che avrebbe dovuto rappresentare uno degli appuntamenti chiave della seconda parte di stagione.
“Ho parlato spesso con Darren, tutto è iniziato quando stava andando all’aeroporto da Los Angeles per raggiungere Cincinnati. È stato allora che ha ricevuto la telefonata che annunciava il forfait di Jannik. Da quel momento è rimasto sostanzialmente in attesa degli altri sviluppi” ha raccontato Gilbert.
Secondo Gilbert, la complessità della vicenda sarebbe confermata anche dal numero di specialisti coinvolti nelle valutazioni. Sinner avrebbe infatti consultato diversi medici nel tentativo di trovare la soluzione migliore per risolvere definitivamente il problema al ginocchio destro e tornare in campo senza rischi.
L’ex coach statunitense ha poi posto una domanda destinata ad alimentare il dibattito nelle prossime settimane. La scelta attuale è quella di seguire un percorso conservativo basato su terapie, riposo e lavoro specifico di rinforzo muscolare, evitando per ora un intervento chirurgico.
“Ma cosa accadrebbe – si è chiesto Gilbert – se il dolore dovesse ripresentarsi durante la preparazione in vista del 2027? Immaginate di arrivare a dicembre o all’inizio di gennaio, quando il lavoro aumenta per preparare l’Australian Open, e il dolore non è ancora sparito. È una situazione che potrebbe richiedere decisioni difficili”.
Nel frattempo, il piano dello staff di Sinner resta invariato. L’obiettivo è consentire al campione altoatesino di recuperare completamente e farsi trovare pronto per l’inizio della prossima stagione, con l’Australian Open che rappresenta il grande traguardo fissato all’orizzonte. Ma il silenzio di Darren Cahill su tutta la vicenda inizia paradossalmente a fare molto rumore.