Il tennista azzurro ha voluto rassicurare tutti: "Quelle lacrime non erano di dolore"
Le lacrime di Flavio Cobolli hanno commosso tutti nella serata di giovedì. Il tennista romano è stato costretto a lasciare il campo a Vienna dopo essersi ritirato al settimo game dell’ottavo di finale contro l’amico Matteo Berrettini, che lo ha consolato a bordo campo.
Sui social l’Azzurro ha cercato di rassicurare tutti, soprattutto sull’entità dell’infortunio: “Vienna, mi dispiace salutarti così. Amo questo torneo e avevo tantissima voglia di sfidare Matteo, con tutti voi sugli spalti. Ho sentito qualcosa nel match dell’altra sera, ma ho voluto provarci fino in fondo. Oggi però ho capito che continuare avrebbe significato forzare troppo e mi sono dovuto fermare”.
“Quelle lacrime non erano di dolore. Erano emozione, forse un po’ di stress e la delusione di dover lasciare il campo quando avrei voluto solo restarci. Domani farò tutti gli esami e vi aggiornerò appena possibile. Non preoccupatevi, conto di esserci a Parigi. Grazie per tutto l’affetto”.
Cobolli rischia di saltare le ATP Finals, l’obiettivo di una vita. Matteo Berrettini in conferenza stampa gli ha rivolto belle parole: “Ci sono passato tante volte, forse anche troppe. È per questo che mi sono emozionato. So quanto possa essere difficile. So quanto desideri essere a Torino e so che l’ultima cosa che vorresti è infortunarti a poche settimane da un appuntamento così importante. Però speriamo che non sia niente di troppo serio. Oggi l’idea era semplicemente quella di scendere in campo e celebrare il percorso che stiamo facendo entrambi. Veniamo entrambi da Roma, eravamo due bambini che giocavano a tennis nei fine settimana. Mi ricordo il giorno in cui ha scelto il tennis al posto del calcio e mi ricordo i suoi occhi, gli stessi occhi che ha ancora oggi, quelli di quel bambino che sognava di giocare sui palcoscenici più importanti”.