Adriano Panatta diretto su Jannik Sinner dopo il forfait: “Una cosa mi fa un po’ ridere…”

Articolo di Martino Davidi

L'ex tennista azzurro ha detto la sua sul forfait del numero uno del mondo, fermo dalla finale di Wimbledon

L’ex tennista azzurro Adriano Panatta ai microfoni della Domenica Sportiva ha commentato la decisione di Jannik Sinner di dare forfait agli US Open, non avendo recuperato pienamente dal problema al ginocchio che lo sta tormentando da alcune settimane. L’Azzurro, fermo da Wimbledon, aveva saltato in precedenza anche il Masters 1000 di Montreal e quello di Cincinnati.

“Non me l’aspettavo, evidentemente non sta ancora al meglio e lui ha avuto delle esperienze brutte giocando in condizioni precarie. Questa volta non ha voluto rischiare – ha evidenziato Panatta, che poi non si è risparmiato una battutina -. La cosa che mi fa un po’ ridere è che tutti i giocatori di tennis dicono ‘ho ascoltato il mio corpo…’. Io se lo ascolto, la mattina nemmeno mi alzo”.

Tornando serio, Panatta ha poi indicato come colpevole numero uno dei tanti infortuni dei big il tipo di gioco: “Conta molto, Nadal ad esempio aveva un gioco violento e più di strappo di Federer, che era il dio del tennis. Djokovic anche aveva un fisico più elastico e dei colpi più soavi e quindi aveva meno incidenti”.

“Ma qui parliamo di troppi infortuni, a parte Sinner e Carlos Alcaraz abbiamo avuto Rune, Berrettini, Musetti, Fritz, tutti giocatori nei primi dieci con grossi incidenti. Qualcosa non sta funzionando, penso sia il tipo di gioco che ti costringe ad andare troppo forte”.

Una tesi che trova sponda nelle parole di Diego Nargiso, ex tennista azzurro e attuale commentatore di Supertennis, che ha offerto una chiave di lettura tecnica sul problema di Sinner. “Ho la sensazione sia una problematica che si porta dietro da un po’”, ha dichiarato al Quotidiano Nazionale. “È fra i principali ‘imitatori’ di Djokovic in recuperi formidabili e scivolate sul cemento. Un gioco che crea progressivamente microtraumi. Sinner non essendo fra i giocatori più muscolari del circuito evidentemente tende a subire maggiormente questo tipo di danno articolare”.

L’ex coach di Sinner Riccardo Piatti ha inquadrato il problema in una cornice più ampia, puntando il dito contro i ritmi insostenibili del circuito moderno. “Credo che questi infortuni e questi lunghi stop dipendano dalla programmazione che è cambiata rispetto ad altri tempi. Ora bisogna essere intelligenti e fare le scelte giuste per il calendario. Questi tennisti non possono giocare tutto l’anno”, ha dichiarato alla Rai. “Nel tennis ci sono molti soldi e c’è molta attenzione mediatica, quindi i direttori dei tornei o anche gli spettatori se non vedono questi campioni incominciano a fremere. Ma Sinner e Alcaraz devono pensare al loro futuro: se vogliono avere una carriera molto lunga devono essere capaci di trovare un equilibrio anche al di fuori del tennis, altrimenti dopo due o tre anni si logorano e quindi o smettono o non hanno più voglia di giocare”.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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