Davide Tardozzi
Aggiornato Lun 21 Set 2026 alle 09:31Davide Tardozzi è stato senza dubbio uno dei protagonisti assoluti della stagione MotoGP 2026, non solo per le sue dichiarazioni tecniche ma anche per le reazioni emotive che hanno caratterizzato i momenti più intensi del campionato. Le ultime notizie lo vedono al centro di una doppia narrativa: l’euforia per il trionfo di Marc Marquez e la gestione di un rapporto sempre più complicato con Pecco Bagnaia.
Il team manager della Ducati ha vissuto uno dei momenti più esaltanti della stagione a Misano, dove Marquez ha dominato il Gran Premio dall’inizio alla fine, conquistando la vetta della classifica mondiale. Le immagini del muretto Ducati hanno fatto il giro del web: Tardozzi ha tirato pugni sulla struttura, ha esultato con tutta la squadra e, rivolgendosi alla telecamera, ha urlato con tutto il fiato che aveva in corpo ‘È rosso!’. Un’esultanza liberatoria, che racconta meglio di qualsiasi analisi tecnica quanto fosse importante quella vittoria per Borgo Panigale. La reazione di Tardozzi dopo Misano ha fatto rapidamente il giro dei social, diventando uno dei simboli di questa fase del campionato.
Marquez verso il decimo titolo: la fiducia totale di Tardozzi
Il direttore generale Gigi Dall’Igna ha commentato con sobrietà il successo di Misano — ‘Ha saputo gestire tutto, dalla partenza all’arrivo’ — ma è Tardozzi a incarnare meglio l’entusiasmo del box. La sua fiducia in Marquez è ormai totale e si è consolidata nel corso di una stagione straordinaria. Già dopo la Sprint Race del sabato, il team manager aveva esaltato la capacità del pilota catalano di inventarsi un primo giro incredibile per tenere a bada Marco Bezzecchi, sottolineando come l’Aprilia avesse dimostrato di avere un pacchetto competitivo ma Marquez avesse risposto colpo su colpo.
Il numero 93 guida ora la classifica generale con un vantaggio significativo, e il suo decimo titolo iridato sembra sempre più vicino. Tardozzi non si sbilancia pubblicamente sul Mondiale — ‘Non vogliamo parlare di campionato, l’importante è rimetterci a posto’ aveva detto già a Brno — ma la sua esultanza a Misano racconta una storia diversa. La Ducati sa di avere tra le mani qualcosa di storico, e il team manager ne è il primo testimone emotivo.
Il caso Bagnaia: frecciate, critiche e un rapporto logorato
L’altra faccia della medaglia è rappresentata dalla situazione di Francesco Bagnaia, che ha vissuto una stagione da incubo prima di mostrare qualche segnale di ripresa. Le ultime novità sul fronte del pilota piemontese sono però tutt’altro che positive: a Misano, Bagnaia ha faticato ancora una volta, confermando le difficoltà che lo hanno accompagnato per gran parte del 2026.
Tardozzi non ha usato mezzi termini nelle settimane precedenti la gara di Misano. In un’intervista a Mundo Deportivo aveva dichiarato senza giri di parole: ‘Purtroppo non siamo riusciti a trovare l’equilibrio che cercava in sella alla moto. Non è riuscito a stare al passo con lo sviluppo che abbiamo portato avanti’. Parole durissime, a cui Bagnaia aveva risposto in conferenza stampa con altrettanta chiarezza: ‘Con la GP24 saremmo in testa a questo Mondiale’, accusando implicitamente la Ducati di aver fatto un passo indietro con la moto attuale.
Lo scontro dialettico tra il team manager e il pilota ha raggiunto il suo apice nelle settimane di Aragon e Misano. Le frecciate tra Bagnaia e Tardozzi hanno alimentato un dibattito acceso nel paddock e sui social, con i tifosi del pilota piemontese divisi tra chi chiede maggiore protezione per il campione e chi invoca un cambio di passo mentale. Tardozzi aveva già sollevato la questione psicologica dopo Aragon: ‘Credo sia una questione psicologica, il suo approccio limita la prestazione. Non abbiamo dubbi che sia veloce, ma deve superare questo momento’. Bagnaia, che lascerà la Ducati a fine stagione per trasferirsi all’Aprilia, si trova attualmente all’ottavo posto in classifica con 143 punti, staccato di quasi 100 lunghezze dal compagno di squadra.
Il futuro: Acosta e la nuova era Ducati
Mentre il presente è dominato dal duello Marquez-Bagnaia, Tardozzi guarda già al futuro con ottimismo. Pedro Acosta, che dal 2027 affiancherà Marquez nel team ufficiale, ha convinto il team manager con le sue prestazioni stagionali. Le parole di Tardozzi su Acosta non lasciano spazio a dubbi: ‘Pedro non è una scommessa, è una certezza’, aveva dichiarato dopo il podio di Aragon, sottolineando come il giovane spagnolo rappresenti un futuro ‘molto promettente’ per Borgo Panigale.
La Ducati si prepara dunque a una transizione epocale: da un lato la caccia al titolo con Marquez, dall’altro la costruzione di un nuovo ciclo con Acosta. In mezzo, la figura di Tardozzi: esultante, polemico, sincero fino all’eccesso. Un team manager che non si nasconde mai, nel bene e nel male, e che in questa stagione 2026 ha dimostrato di essere molto più di un semplice gestore del box.