Davide Tardozzi

Aggiornato Ven 04 Set 2026 alle 15:30

Davide Tardozzi è stato senza dubbio uno dei protagonisti assoluti della stagione MotoGP 2026, non solo per i risultati sportivi del team Ducati Lenovo, ma anche per le dichiarazioni che hanno animato il dibattito nel paddock e sui social. Le ultime notizie che lo riguardano raccontano di un manager capace di guardare avanti con lucidità, anche quando le scelte sono difficili e dolorose.

L’addio a Bagnaia e la fiducia totale in Marquez

La novità più significativa degli ultimi mesi riguarda la separazione tra Ducati e Pecco Bagnaia, che lascerà la casa di Borgo Panigale al termine di questa stagione. Tardozzi ha affrontato l’argomento con una sincerità disarmante in un’intervista a Moto.it: «Pecco è il pilota più vincente della storia in MotoGP di Ducati. Ha 31 vittorie, 28 pole position, 63 podi, due titoli mondiali. Rimarrà e sarà sempre nella storia di Ducati». Eppure, nonostante l’affetto genuino, il team manager ha chiarito che nel lavoro esistono momenti in cui separarsi è la scelta migliore per entrambe le parti. All’Aprilia, ha aggiunto, Bagnaia troverà una moto competitiva e se lo merita.

Al suo posto arriverà Pedro Acosta, che lascerà la KTM: Tardozzi lo considera il talento più cristallino delle ultime generazioni, capace di dominare ogni categoria prima di approdare in MotoGP. Ma è su Marc Marquez che il team manager ha riversato il proprio entusiasmo più autentico, soprattutto dopo il rinnovo del contratto del pilota catalano fino al 2028. «Marc è incredibile e non smette mai di stupirmi. Quello che sta facendo è sovrumano, nessun altro pilota potrebbe farlo nelle sue condizioni fisiche», ha dichiarato Tardozzi, riferendosi ai problemi fisici che hanno condizionato parte della stagione del numero 93.

Un’annata segnata dagli infortuni di Marquez

Le ultime notizie sulla stagione 2026 della Ducati non possono prescindere dal capitolo infortuni. A maggio, dopo il violento highside nella Sprint del Gran Premio di Francia, Marc Marquez era stato operato al piede — con una placca al quinto metatarso e una vite al quarto — e contestualmente era stato sottoposto a un intervento alla spalla destra per risolvere un problema al nervo radiale risalente alla caduta in Indonesia dell’anno precedente. Tardozzi aveva spiegato che lo stop sarebbe potuto essere lungo proprio a causa dell’operazione al nervo, ammettendo di non conoscere con certezza i tempi di recupero.

Nonostante le difficoltà, il team manager non ha mai perso la fiducia nel campione catalano. Già ad aprile, prima del GP di Jerez, Tardozzi aveva sottolineato come le tre settimane di pausa fossero state preziose per il recupero fisico di Marquez, invitando tutti ad aspettare il suo verdetto dopo i test. La resilienza del pilota, capace di tornare competitivo nonostante le condizioni fisiche precarie, ha ulteriormente consolidato il rapporto tra i due. Non a caso, nel weekend di Brno — dove Bagnaia ha vinto la Sprint e Marquez la gara domenicale — Tardozzi aveva esultato parlando di una Ducati che «non dorme mai», sottolineando però che l’unica priorità in quel momento era il percorso di recupero fisico del catalano.

La MotoGP e il confronto con l’era Valentino Rossi

Tra i temi che hanno animato il dibattito nelle ultime settimane c’è anche una riflessione più ampia sul presente e sul futuro della MotoGP. Tardozzi, intervistato da Speedweek, ha toccato un nervo scoperto parlando del calo di popolarità del Motomondiale rispetto all’epoca d’oro di Valentino Rossi: «Valentino era una stella e un eroe anche per le nonne, in quegli anni anche loro guardavano la MotoGP». Un’eredità difficile da raccogliere, anche se il manager Ducati ha riconosciuto il ruolo positivo di Bagnaia nel mantenere alto l’interesse in Italia, e ha sottolineato come il dualismo tra Ducati e Aprilia stia contribuendo a rendere il campionato 2026 particolarmente avvincente.

Tardozzi ha anche lanciato una frecciata indiretta alla gestione del marketing del campionato, osservando come le tribune della Formula 1 siano piene dal venerdì mattina, mentre la MotoGP sembri commettere qualche errore nella promozione. Un’autocritica lucida, che dimostra come il team manager della Ducati non si limiti a guardare dentro il proprio box, ma abbia una visione più ampia delle sfide che attendono l’intero movimento motociclistico sotto la nuova proprietà di Liberty Media.

In sintesi, le ultime news su Davide Tardozzi restituiscono il ritratto di un dirigente che sa essere duro nelle scelte — come nel caso dell’addio a Bagnaia — ma anche capace di grande umanità, come dimostrano le parole spese per il pilota piemontese e il sostegno incondizionato a Marquez nei momenti più difficili. Un equilibrio non semplice da mantenere, ma che sembra essere la cifra distintiva del suo stile di leadership.