Il team manager della squadra di Borgo Panigale ha duramente ripreso il pilota piemontese
Marc Marquez vince il Gran Premio d’Aragon e si avvicina alla vetta della classifica mondiale di MotoGP, mentre Pecco Bagnaia si inabissa nell’anonimato fino a cadere durante la gara domenicale: ancora una volta, il box del team ufficiale della Ducati è diviso a metà.
Il team manager Davide Tardozzi questa volta ha apertamente criticato il pilota piemontese, ormai lontano parente del due volte campione del mondo di MotoGP. “E’ un peccato che sia caduto, stava lottando in settima posizione. Non so qual era il problema, ma ha dimostrato che può stare lì vicino ai primi quattro-cinque. Noi ci aspettiamo un Bagnaia da top 5, ma non ha fiducia, non spinge, non riusciamo a trovare la strada per superare questo problema”.
“Credo sia una questione psicologica, il suo approccio limita la prestazione. Non abbiamo dubbi che sia veloce, ma deve superare questo momento, avere fiducia e provarci. Ora dobbiamo ricostruire qualcosa per lui, voglio dire come fiducia per Misano perché è il suo circuito e il Pecco di Misano deve essere nei primi cinque”. Bagnaia lascerà la Ducati a fine anno per trasferirsi in Aprilia: “Sappiamo che sta affrontando un momento molto difficile nella sua carriera, ma penso che l’abbia detto alla stampa che il rapporto con la Ducati è perfetto e che lavoriamo tanto per lui”.
Il general manager di Ducati Corse Gigi Dall’Igna sabato era stato altrettanto lapidario nel commentare la situazione del pilota piemontese: “Dobbiamo parlarci e capire cosa è successo. È un momento di difficoltà, lo sappiamo e lo sa anche lui. Oggi non è riuscito a entrare in zona punti e questo non può soddisfarci. Ma dobbiamo stare uniti, perché solo così se ne esce: squadra, pilota, tutti insieme”. Una crisi che Bagnaia stesso ha ammesso apertamente ai microfoni di Sky Sport: “Credo di stare affrontando uno dei momenti più bassi a livello sportivo della mia vita. In pista do il massimo, ma questo mi permette al massimo un decimo o dodicesimo posto. Cose che qualche anno fa facevo tranquillamente ora sembrano impossibili”.