Martina Di Centa, addio allo sci nordico a soli 25 anni

Articolo di Andrea Gussoni

"Non poteva finire meglio di così il mio percorso, ci sono ancora alcune gare che voglio fare e vediamo se le cose andranno per il verso giusto"

Martina Di Centa ha annunciato a soli 25 anni il suo addio allo sci nordico: “La scelta di ritirarsi a fine stagione viene da lontano ed è stata comunicata prima delle Olimpiadi alla mia famiglia, al centro sportivo, alla squadra nazionale, ai miei allenatori e allo staff. La mia decisione è questa, chiudere al termine di questa stagione”

“Sono felice che il mio percorso olimpico sia stato un crescendo a livello di performance e di aver chiuso con una bella prestazione di squadra, aver dato il massimo e dato il cambio nella staffetta di oggi in terza posizione. Non poteva finire meglio di così il mio percorso, ci sono ancora alcune gare che voglio fare e vediamo se le cose andranno per il verso giusto e si porta partecipare ancora a qualche competizione”, ha concluso la fondista ai microfoni della Rai.

E’ stata anche la giornata di una storica medaglia per l’Italia che torna sul podio olimpico nello sci nordico conquistando uno splendido bronzo nella staffetta maschile 4×7,5 km. Il quartetto composto da Elia Barp, Davide Graz, Martino Carollo e Federico Pellegrino chiude al terzo posto una finale dominata dalla Norvegia, oro davanti alla Francia. A vent’anni di distanza da Torino 2006, gli azzurri tornano a festeggiare una medaglia nella disciplina. Decisiva l’ultima frazione, dove un commovente Pellegrino completa la rimonta su Niko Anttola, superandolo nel finale e regalando all’Italia un podio che sembrava sfumare.

La gara degli azzurri è stata un crescendo di emozioni. Barp e Graz mantengono l’Italia in scia alle posizioni che contano, mentre Carollo fatica in salita nella terza frazione e perde terreno prezioso. Il distacco dalla Finlandia supera i dieci secondi e il bronzo appare lontano. Ma nell’ultimo segmento Pellegrino ricuce metro dopo metro lo svantaggio, fino ad affiancare Anttola e batterlo in volata grazie alla sua esperienza e potenza.

Per l’oro e l’argento, invece, non c’è mai vera battaglia: la Norvegia, trascinata dal fuoriclasse Johannes Hoesflot Klaebo (il più vincente di sempre ai Giochi Invernali) domina la prova e chiude con oltre 22 secondi di vantaggio sulla Francia. Per l’Italia è una medaglia dal valore storico ed emotivo: interrompe un digiuno lungo vent’anni e porta a 19 il totale delle medaglie conquistate ai Giochi di Milano-Cortina.

Giornalista dal 2008 e grande appassionato di tutti gli sport da sempre, segue con particolare interesse basket e volley che ha anche praticato a livello dilettantistico fino ai tempi dell’università. Ama viaggiare, sia per lavoro che con la mia famiglia, e non sa resistere alle tentazioni in cucina.

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