Milano Cortina 2026 va in archivio: il medagliere finale

Articolo di Aldo Seghedoni

Milano Cortina 2026 riunisce 16 discipline e 116 competizioni, distribuite in 19 giorni di quello che rappresenta il più grande palcoscenico degli sport invernali

Le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 sono finite: oltre 2.900 atleti, provenienti da oltre 90 Comitati Olimpici Nazionali, si sono affrontati in 16 discipline e 116 competizioni, distribuite in 19 giorni di quello che rappresenta il più grande palcoscenico degli sport invernali. Nella classifica definitiva del medagliere troneggia la Norvegia con 18 ori, davanti a Stati Uniti, Olanda e Italia. Per gli Azzurri (30 medaglie) è il miglior risultato di sempre nei Giochi Invernali.

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I Giochi di Milano Cortina 2026 incarnano un’idea di progresso e continuità, inserendosi in una tradizione che supera il secolo di gare su ghiaccio e neve. Fin dalla loro nascita,  gli sport  invernali sono stati profondamente influenzati da questo evento globale. La prima edizione si svolse a  Chamonix, in Francia, nel 1924. In dieci giorni di gare presero parte 260 atleti e atlete di 16 Paesi,  impegnati in 16 discipline. All’epoca l’evento era conosciuto come “Settimana degli Sport Invernali dell’VIII Olimpiade” e solo nel 1926 venne riconosciuto ufficialmente come la prima edizione dei Giochi Olimpici Invernali.

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Quell’esperienza segnò l’inizio di un movimento internazionale dedicato agli sport invernali e contribuì alla nascita di realtà fondamentali come la Federazione Internazionale Sci e Snowboard e la Federazione Francese di Sci. A distanza di 102 anni e dopo 24 edizioni, i  Giochi Olimpici Invernali hanno lasciato un’impronta duratura sulle città ospitanti, su miliardi di persone che li hanno seguiti nel mondo e su tutti coloro che hanno avuto l’onore di gareggiare.

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Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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