Mauro Pini, responsabile delle discipline tecniche maschili, si fa da parte.
“Mi assumo la responsabilità per i deludenti risultati ottenuti dagli atleti italiani nelle discipline tecniche. Dopo un’attenta riflessione, e preso atto del venir meno del necessario rapporto di fiducia reciproco con i superiori, ritengo corretto fare un passo indietro. Ringrazio la FISI per l’opportunità ricevuta e auguro agli atleti un futuro ricco di soddisfazioni sportive”. Questa la dichiarazione diffusa dal tecnico ticinese Mauro Pini, responsabile delle discipline tecniche maschili. Ora seguirà un incontro a Milano, al termine dei Giochi Olimpici.
Tra gli allievi di Pini Alex Vinatzer, che non può certo essere soddisfatto del suo percorso alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina: nella combinata non era riuscito a incidere e nel gigante era caduto nella seconda manche, poi è successo lo stesso a Bormio. Il campione ha voluto sfogare tutta la sua delusione attraverso un post Facebook: “Non è andata come sognavo, ma ogni sogno insegna qualcosa. Le Olimpiadi in casa capitano, se sei fortunato, una sola volta nella vita. Per me sono state una grande delusione. Non sono stato all’altezza di performare quando contava davvero”.
“Ho sempre pensato che alle Olimpiadi contassero solo le medaglie. Per questo motivo, in queste gare ho preso qualche rischio in più pur di inseguire il risultato che avevo sognato. Ora, però, sono tornato a casa a mani vuote. Chi mi conosce sa che non mollo mai. Darò tutto me stesso per rialzarmi più forte. Infine, un grazie di cuore a tutti voi che avete sempre creduto in me, che mi avete tifato e sostenuto in questo periodo. Sapete chi siete, e il mio ringraziamento va a ciascuno di voi. La stagione non è finita. Si torna al lavoro. A testa alta. Sempre” ha aggiunto Vinatzer.
Solo pochi giorni prima il campione aveva scritto un altro messaggio struggente dopo il flop nella combinata: “Non so nemmeno da dove iniziare. Questo è lo sport. A volte vinci, a volte perdi. Ma soprattutto impari. Anche quando devi imparare quanto può far male crederci fino in fondo. Oggi per me non è stato facile. E non lo dico per giustificarmi, perché scuse non ce ne sono. Difendere una discesa fatta bene, difendere un primo posto e partire come ultimo non era semplice. Farlo poi in casa, alle Olimpiadi, ha reso tutto ancora più difficile”.