Zinédine Zidane

Aggiornato Mar 06 Ott 2026 alle 21:14

Le ultime notizie su Zinédine Zidane raccontano di un uomo finalmente tornato al centro della scena calcistica mondiale, non più come leggenda del passato ma come protagonista attivo del presente. Dopo anni di attesa, il sogno di Zizou si è concretizzato: dalla panchina della nazionale francese, il tecnico transalpino sta già scrivendo un nuovo capitolo della sua straordinaria storia nel calcio.

Zidane commissario tecnico della Francia: il sogno diventato realtà

Era nell’aria da tempo, ma ora è ufficiale. Dopo i Mondiali 2026, con la conclusione del lungo ciclo di Didier Deschamps — quattordici anni sulla panchina dei Bleus, un Mondiale nel 2018, una Nations League nel 2021 e tre piazzamenti consecutivi tra le prime quattro del mondo — Zidane ha preso in mano la nazionale francese. Un passaggio di consegne atteso da anni, che la Federazione calcistica francese aveva di fatto già pianificato da tempo. Il presidente Philippe Diallo aveva tracciato il percorso con chiarezza: «Zinedine Zidane è un monumento del calcio francese. Non è una questione di ‘se’, ma di ‘quando’ le condizioni professionali saranno allineate per entrambi».

Zidane non allenava dal 2021, anno del suo secondo addio al Real Madrid. In quel lungo periodo di pausa aveva rifiutato sistematicamente ogni proposta che non fosse quella della nazionale francese: niente club, niente progetti alternativi. Solo attesa. Una scelta di coerenza assoluta, che lo ha portato dritto all’obiettivo. Secondo quanto riportato da Le Parisien, tra le parti era già stato raggiunto un accordo verbale definitivo nel corso della primavera del 2026, con la nomina ufficiale programmata per il termine del Mondiale nordamericano.

Al suo fianco, come vice, il fedelissimo David Bettoni, già collaboratore nei quattro anni vincenti al Real Madrid. La struttura tecnica prevede anche un potenziamento dell’area scouting e analisi dati, con l’obiettivo dichiarato di modernizzare ulteriormente la macchina organizzativa della nazionale. Il rapporto di stima reciproca con Kylian Mbappé e le altre stelle della rosa lascia presagire una transizione fluida verso quella che molti in Francia definiscono già l’era del «calcio totale» targato Zizou.

La conferenza stampa che ha fatto discutere: Zidane e il fantasma di Materazzi

Il debutto ufficiale di Zidane sulla panchina francese è stato preceduto da una conferenza stampa che ha immediatamente acceso i riflettori mediatici. Alla vigilia di Francia-Italia, gara di Nations League in programma venerdì 3 ottobre a Parigi, un cronista ha inevitabilmente sollevato la questione del suo ultimo precedente da calciatore contro gli Azzurri: la finale dei Mondiali 2006, conclusa con il celebre cartellino rosso per la testata su Marco Materazzi.

La risposta di Zidane è stata secca e diretta: «Non ho più avuto modo di parlare con Materazzi dopo quell’episodio. Non provo rimpianti, anche se non posso certo essere orgoglioso di quanto accaduto. Fa parte della mia carriera e della mia storia: oltre a quel momento, però, ci sono stati tanti successi e molte pagine positive che preferisco ricordare». Parole che hanno immediatamente alimentato la discussione tra i tifosi, dividendo chi apprezza la franchezza di Zizou e chi avrebbe preferito un gesto di riconciliazione simbolica con l’ex difensore dell’Inter.

Curiosamente, quella di Berlino fu l’ultima partita da calciatore professionista di Zidane. Una carriera chiusa nel modo peggiore possibile, con un’espulsione nei supplementari della finale mondiale, dopo aver realizzato il gol del vantaggio su rigore e aver condotto la Francia fino a quel punto. Materazzi stesso aveva riflettuto amaramente sull’episodio in una recente intervista, ammettendo che quella testata aveva condizionato la sua reputazione più di quanto avrebbe voluto: «Quell’episodio non sarebbe mai dovuto accadere. Non rende giustizia all’intero arco della mia carriera».

Un palmarès da allenatore che parla da solo

Al di là delle polemiche legate al passato, il curriculum di Zidane tecnico è di quelli che impongono rispetto. Nei suoi anni al Real Madrid ha conquistato tre Champions League consecutive — primo allenatore nella storia a riuscirci — due campionati spagnoli, due Supercoppe UEFA e due Supercoppe di Spagna. Un palmarès costruito in pochi anni di panchina che lo colloca tra i tecnici più vincenti della sua generazione.

Con la nazionale francese da calciatore, Zidane aveva disputato 108 partite tra il 1994 e il 2006, segnando 31 reti e vincendo da protagonista i Mondiali del 1998 — con una doppietta in finale contro il Brasile — e gli Europei del 2000. Ora, da allenatore, si appresta a scrivere un nuovo capitolo di quella storia. La sfida contro l’Italia in Nations League rappresenta già un banco di prova simbolicamente potente: contro la nazionale che lo vide uscire di scena da giocatore, Zidane si presenta stavolta dall’altra parte della barricata, con la testa sulle spalle e un progetto tecnico ambizioso da costruire.