Venerdì sera a Saint Denis gli Azzurri affrontano i Bleus nella terza giornata della Nations League 2026-2027.
Per l’Italia è arrivato il momento della verità. Dopo un avvio di Nations League caratterizzato da due prestazioni diematralmente opposte fra loro (sconfitta per 2-0 contro il Belgio a Roma, vittoria per 4-1 in Turchia) e un dibattito che resta accesissimo attorno alla Nazionale non solo per questioni di campo (come dimostrano le dimissioni di Diana Bianchedi dal ruolo di capo delegazione, in polemica con il ministro dello Sport Abodi), gli Azzurri sono attesi dalla trasferta sul campo della Francia, un autentico banco di prova per il gruppo di Roberto Mancini.
L’appuntamento di Saint-Denis mette infatti di fronte due selezioni con obiettivi e percorsi differenti, ma accomunate dall’ambizione di recitare un ruolo da protagonista sulla scena internazionale. I transalpini, oggi tra le squadre più accreditate del panorama mondiale, possono contare su una rosa profondissima e su un organico ricco di alternative in ogni reparto, anche se dovranno fare i conti con alcune assenze pesanti, prima fra tutte quella di Kylian Mbappé.
Dal canto suo, l’Italia cerca conferme dopo aver mostrato due volti molto diversi nelle uscite più recenti. Proprio per questo la gara contro i Bleus assume il valore di un vero e proprio esame di maturità: un risultato positivo consentirebbe agli Azzurri di consolidare il percorso intrapreso e di guardare con maggiore fiducia ai prossimi impegni.
Mancini, in vista della gara di venerdì sera, ha lavorato soprattutto sugli equilibri della squadra. Restano infatti da sciogliere alcuni dubbi di formazione, con il commissario tecnico orientato a concedere spazio a chi ha fornito le migliori risposte nell’attuale finestra internazionale. Particolare attenzione è rivolta al ruolo di playmaker, dove potrebbe essere scelto Sandro Tonali, e quello di riferimento offensivo, con la possibilità di vedere Antonio Vergara dal 1′ in un attacco completato dai fratelli Sebastiano e Pio Esposito.
La Francia di Zinedine Zidane, però, rappresenta un ostacolo di altissimo livello. Il tecnico francese dispone di numerose soluzioni e può permettersi rotazioni che poche nazionali al mondo sono in grado di sostenere. Per questo motivo all’Italia serviranno personalità, intensità e soprattutto la capacità di restare compatta nei momenti più complicati della partita.
Al di là della classifica del girone, il confronto di Parigi è atteso anche perché potrà fornire indicazioni molto importanti sul reale stato di crescita degli Azzurri. Ed è proprio questo l’aspetto che interessa maggiormente a Mancini, chiamato a capire quanto la sua Nazionale sia pronta per competere stabilmente contro le grandi potenze del calcio europeo.