Silvio Baldini
Aggiornato Sab 25 Lug 2026 alle 12:05Le ultime notizie su Silvio Baldini raccontano la storia di un tecnico che, nel giro di pochi mesi, è passato dall’essere ct ad interim della Nazionale maggiore a diventare uno dei nomi più discussi per la panchina azzurra a tempo pieno. Un percorso inatteso, costruito sulla concretezza dei risultati e su una comunicazione sempre diretta, quasi brutale nella sua onestà.
Baldini candidato a sorpresa per la panchina azzurra
Le novità più recenti arrivano dal fronte della successione sulla panchina della Nazionale. Dopo il no definitivo di Pep Guardiola — che ha confermato la volontà di prendersi un anno sabbatico nonostante l’offerta ambiziosa costruita da Maldini e Leonardo — il dossier ct è tornato completamente aperto. Andrea Pirlo resta il favorito numero uno, con la FIGC pronta a offrirgli un contratto fino al 2030 da circa un milione e mezzo a stagione. Ma nelle ultime ore è cresciuto in modo significativo il fronte di chi vorrebbe proprio Baldini sulla panchina della Nazionale maggiore.
A farsi portavoce di questa corrente è stato, tra gli altri, il campione del mondo Marco Tardelli, che ha indicato il tecnico di Canevara come la scelta ideale: “Silvio Baldini fa parte della federazione, l’esempio spagnolo di Luis de la Fuente dovrebbe servire da lezione, ha guidato tutte le nazionali giovanili prima di arrivare alla prima squadra”. Un paragone che non è casuale: la Spagna ha costruito il suo ciclo vincente proprio valorizzando chi conosceva il vivaio federale dall’interno. Sui social, intanto, il coro si fa sempre più forte: “Piuttosto che Pirlo darei una chance a Baldini” è il sentiment che circola tra tifosi e addetti ai lavori.
Eppure lo stesso Baldini, appena un mese e mezzo fa, aveva tracciato con chiarezza i confini del suo ruolo. In conferenza stampa a Coverciano, prima delle amichevoli di giugno, aveva dichiarato senza mezzi termini: “Per allenare l’Italia serve un certo curriculum, e io oggi non ce l’ho. Non faccio certo il pavone: punto all’Europeo Under 21 e alle Olimpiadi. Se riuscissi a portare a casa quei risultati potrei avere una speranza: io credo nel merito, non nei colpi di fortuna”. Parole che oggi suonano quasi profetiche, considerando come il campo abbia poi parlato in suo favore.
La “Giovane Italia” e il ruolino immacolato
Il punto di svolta nella storia recente di Silvio Baldini ct sono state le due amichevoli di giugno contro Lussemburgo e Grecia. Chiamato a traghettare gli Azzurri dopo le dimissioni di Gennaro Gattuso — seguite alla sconfitta di Zenica contro la Bosnia che ha certificato la terza assenza consecutiva dell’Italia dai Mondiali — il tecnico ha scelto una strada coraggiosa: convocare quasi esclusivamente il blocco della sua Under 21, con l’aggiunta di pochi profili selezionati come Donnarumma e Francesco Pio Esposito.
Il risultato è stato sorprendente. Contro la Grecia sull’isola di Creta, l’Italia ha conquistato il secondo 1-0 consecutivo, con Pio Esposito ancora mattatore grazie a un gol al 18′ su assist di Ekhator. Una doppia firma nelle due gare che ha certificato il ruolo di trascinatore dell’attaccante dell’Inter in questa giovane Nazionale. La squadra ha mostrato personalità e solidità anche in inferiorità numerica — dopo l’espulsione di Reggiani — con Donnarumma a blindare il risultato nel finale. Una prestazione che ha convinto anche i più scettici.
Non era mancata qualche polemica: la Grecia aveva inizialmente minacciato di annullare l’amichevole per i troppi Under 21 presenti nella rosa azzurra, polemica poi rientrata dopo le parole del capo delegazione Giancarlo Antognoni. Il campo, alla fine, ha dato ragione alla scelta di Baldini. E nel dopopartita, interpellato sulla possibilità di una conferma, il tecnico aveva risposto con lo stile che lo contraddistingue: “Ho voluto essere utile alla Nazionale. Qualsiasi altro discorso non mi interessa. Non sono uno scappato di casa, e la strada da fare è ancora lunga e tortuosa”.
Un profilo fuori dagli schemi
Ciò che rende Baldini un caso unico nel panorama del calcio italiano è la combinazione tra metodi non convenzionali e una comunicazione sempre autentica. Già nell’ottobre 2025, durante la preparazione dell’Under 21 per le qualificazioni europee, aveva fatto allenare i suoi ragazzi con un occhio bendato — metodo mutuato dalla boxe per ridurre la percezione della fatica — spiegando semplicemente: “Voglio che usino la mente”. Un approccio che aveva sorpreso i giovani calciatori ma che rispecchia la filosofia di un allenatore che non ha mai cercato di compiacere nessuno.
La sua nomina ufficiale come ct dell’Italia Under 21 era arrivata nel luglio 2025, dopo la promozione del Pescara in Serie B conquistata in una stagione complicata. Anche in quell’occasione, Baldini non aveva risparmiato parole taglienti verso chi aveva cercato di farlo esonerare durante l’anno. Prima ancora, aveva difeso pubblicamente Luciano Spalletti quando era sotto attacco, sostenendo che il problema del calcio italiano non fosse il commissario tecnico ma una generazione che aveva perso il senso di cosa significhi indossare la maglia azzurra.
Ora, con Pirlo in pole position ma il fronte pro-Baldini in crescita, la Federazione si trova di fronte a una scelta che va ben oltre i nomi. È una scelta di filosofia: puntare su un nome di richiamo internazionale o costruire un progetto dall’interno, seguendo il modello che la Spagna ha reso vincente con De la Fuente. Le ultime notizie suggeriscono che il dibattito sia tutt’altro che chiuso.