Ripescaggio Italia ai Mondiali, Silvio Baldini finisce nell’occhio del ciclone

Articolo di Flavio Brambilla

Manca poco più di una settimana al via dei campionati del mondo di calcio che si giocheranno nel Nordamerica, tra Canada, Messico e Stati Uniti.

Manca poco più di una settimana al via dei campionati del mondo di calcio che si giocheranno nel Nordamerica, tra Canada, Messico e Stati Uniti e ancora non vi è la certezza che ai nastri di partenza ci sarà anche l’Iran, qualificatosi sul campo ma che sta vivendo l’ennesima non facile situazione a livello geopolitico. Qualora il Team Melli dovesse gettare la spugna ci sono gli Emirati Arabi Uniti in pole position per la sostituzione mentre l’Italia non sembra crederci più.

Le convocazioni super-sperimentali del commissario tecnico a interim, Silvio Baldini, per le sfide con Lussemburgo e Grecia, vanno in quel senso. E c’è chi non le ha gradite: “Lasciando a casa quasi tutti i big abbiamo dato un segnale sbagliato, perché se avevamo l’1% di partecipare al Mondiale ora abbiamo lo 0%” il pensiero di più di un fan della Nazionale.

A complicare ulteriormente il quadro è intervenuto il Segretario di Stato americano Marco Rubio, che ha dichiarato davanti ai parlamentari che gli Stati Uniti non permetteranno a iraniani legati al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) di infiltrarsi nella delegazione per partecipare ai Mondiali. Rubio ha precisato che Washington non ha “nessun problema” con l’ingresso della nazionale iraniana in sé, ma ha aggiunto: “Quello che non permetteremo è che inseriscano nella loro delegazione un gruppo di persone che sappiamo non avere nulla a che fare con lo sport e che hanno legami con l’IRGC o realtà di questo tipo, quindi monitoreremo la situazione molto attentamente”. Un nodo tutt’altro che semplice da sciogliere, considerando che diversi giocatori e dirigenti al seguito della squadra hanno un passato proprio nell’IRGC.

Sul piano logistico, la situazione dell’Iran rimane intricata: la squadra, che si sta allenando in Turchia, dovrebbe partire nel weekend alla volta di Tijuana, in Messico, dove è stata allestita la nuova sede di allenamento dopo il rifiuto dell’amministrazione Trump di ospitare il ritiro in Arizona. I visti per giocatori e staff, però, non sono ancora arrivati. La preoccupazione maggiore riguarda quelli a entrata multipla per gli Stati Uniti: l’Iran dovrà attraversare per ben tre volte il confine tra Messico e USA per disputare le sue partite del Gruppo G, due a Los Angeles — contro Nuova Zelanda il 15 giugno e contro il Belgio il 21 — e una a Seattle contro l’Egitto il 26 giugno. Il presidente della Federcalcio iraniana, Mehdi Taj, ha dichiarato che i visti messicani dovrebbero arrivare a breve e che quelli statunitensi seguiranno rapidamente. Lo scoppio della guerra in Medio Oriente il 28 febbraio, con l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, ha secondo Taj “sconvolto completamente” i piani della nazionale, costringendo tra l’altro ad annullare amichevoli di preparazione già programmate.

In questo scenario, anche Paolo Zampolli, inviato speciale dell’amministrazione Trump e principale sponsor della causa italiana, ha di fatto alzato bandiera bianca: “Il mio sogno e quello di tanti era di avere l’Italia con noi. Avevo suggerito al presidente e a Gianni Infantino che, in caso l’Iran non fosse venuto per qualsiasi ragione, si sarebbe potuto ripescare l’Italia. Purtroppo le cose non sono andate così e abbiamo l’Iran che si allenerà in Messico. I giocatori dell’Iran avranno il permesso soltanto di venire a giocare in giornata negli USA e poi tornare”. Parole che suonano come un epitaffio per le speranze azzurre.

Del resto, lo stesso Baldini aveva già chiarito la propria posizione fin dalla vigilia del raduno di Coverciano, con una franchezza disarmante: “Per allenare l’Italia serve un certo curriculum, e io oggi non ce l’ho. Non faccio certo il pavone: punto all’Europeo Under 21 e alle Olimpiadi”. Il tecnico ha convocato il gruppo dell’Under 21 integrandolo con profili come Donnarumma e Pio Esposito proprio in funzione di quel percorso olimpico, guardando già oltre l’orizzonte del Mondiale che si apre tra pochi giorni senza gli Azzurri.

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

TG SPORT

Articoli correlati