Dopo la seconda vittoria su due della sua "giovane" Italia, qualcuno suggerisce che Silvio Baldini potrebbe essere confermato: lui non ha dubbi.
Calciomercato Italia: e se ora Silvio Baldini restasse ct della Nazionale? Fatto salvo il valore di Lussemburgo e Grecia, avversarie nelle sue due uniche partite alla guida degli Azzurri, il commissario tecnico ad interim vanta un ruolino di marcia immacolato. Dopo aver raccolto solo vittorie nella sua breve esperienza alla Nazionale maggiore, caratterizzata peraltro dalla scelta di giocatori giovanissimi, c’è chi inizia a pensare a una sua conferma. E il diretto interessato ha dichiarato a chiare lettere che cosa ne pensa.
Nel dopopartita di Grecia-Italia ospitato sugli schermi della Rai, chiara è stata l’indicazione fornita a Baldini: ora in molti vorranno che rimanga. E il ct “a tempo” dell’Italia ha risposto senza tradire lo stile che lo ha contraddistinto sin da quando ha preso il posto di Gennaro Gattuso. “Ho voluto essere utile alla Nazionale. Qualsiasi altro discorso non mi interessa. Quello che volevo era che si valorizzassero questi ragazzi per ciò che sono. Mi interessa fare il mio lavoro, poi il calcio è noto per metterti addosso le etichette. Ma io non sono uno scappato di casa, e la strada da fare è ancora lunga e tortuosa”.
Eppure i numeri parlano chiaro. Contro la Grecia, l’Italia ha conquistato il secondo 1-0 consecutivo dopo quello sul Lussemburgo, con Francesco Pio Esposito ancora una volta mattatore: l’attaccante dell’Inter ha aperto le marcature al 18′ raccogliendo l’assist di Ekhator e sfruttando una decisiva deviazione di Hatzidiakos, replicando di fatto il gol di testa con cui aveva deciso la gara in Lussemburgo di pochi giorni prima. Una doppia firma che certifica il ruolo di trascinatore assoluto di questa giovane Italia.
Sul campo di Creta, la “Giovane Italia” ha mostrato personalità ben oltre le aspettative. Koleosho ha centrato la traversa in apertura di ripresa, Pisilli ha sfiorato più volte la doppietta e persino l’inferiorità numerica — causata dall’espulsione di Reggiani a meno di un quarto d’ora dal suo ingresso in campo per una trattenuta su Douvikas — non ha scalfito la solidità degli Azzurri. A blindare il risultato ci ha pensato Donnarumma, unico vero veterano di questa Nazionale sperimentale con 81 presenze in Azzurro, che ha risposto nel migliore dei modi al grande sogno dichiarato alla vigilia dall’attaccante del Como: riuscire a segnare al portiere del Manchester City.
Del resto, la missione di Baldini aveva fin dall’inizio un perimetro ben definito. Chiamato a traghettare gli Azzurri dopo le dimissioni di Gattuso all’indomani del disastro di Zenica — che ha certificato la terza assenza consecutiva dell’Italia dai Mondiali — il tecnico di Canevara aveva chiarito con brutale onestà i propri obiettivi già in conferenza stampa a Coverciano: “Per allenare l’Italia serve un certo curriculum, e io oggi non ce l’ho. Non faccio certo il pavone: punto all’Europeo Under 21 e alle Olimpiadi. Se riuscissi a portare a casa quei risultati potrei avere una speranza: io credo nel merito, non nei colpi di fortuna”. Parole rispettate nei fatti, con una rosa dall’età media di poco superiore ai 20 anni costruita attorno al nucleo della sua Under 21.
Non era mancato neppure qualche momento di tensione diplomatica: la Grecia aveva inizialmente minacciato di annullare l’amichevole per i troppi Under 21 presenti nella rosa azzurra, polemica poi rientrata dopo le parole del capo delegazione Giancarlo Antognoni, che aveva definito quella italiana “la migliore Nazionale possibile in questo momento per motivazioni e prospettiva”. Il campo, alla fine, ha dato ragione a entrambi.
Ora Baldini torna alla guida dell’Under 21, con in tasca due vittorie e la consapevolezza di aver centrato l’obiettivo con pieno merito. La sua eredità alla Nazionale maggiore è un gruppo di talenti in crescita e, soprattutto, la certezza che il futuro del calcio italiano ha un volto giovane e promettente. La nomina del nuovo ct resterà in sospeso fino all’esito delle elezioni federali: chiunque raccoglierà il testimone, troverà una base su cui costruire che, fino a qualche settimana fa, sembrava ben più fragile di quanto questa “Giovane Italia” abbia saputo dimostrare.