Senegal
Aggiornato Mer 01 Lug 2026 alle 22:59Il Senegal ha vissuto mesi intensissimi e ricchi di colpi di scena, tra trionfi contestati, polemiche internazionali e la corsa ai Mondiali 2026. Le ultime notizie sui Leoni della Teranga raccontano una nazionale capace di toccare vette di gioia e abissi di controversia in un arco di tempo brevissimo, rendendola una delle protagoniste assolute del calcio africano e mondiale.
Il caos della Coppa d’Africa e la revoca del titolo
Tutto era cominciato il 18 gennaio 2026, quando il Senegal aveva conquistato la Coppa d’Africa battendo il Marocco ai tempi supplementari grazie al gol di Pape Gueye. Una vittoria subito avvelenata dal caos: negli ultimi minuti di recupero del secondo tempo, dopo che l’arbitro aveva assegnato un calcio di rigore al Marocco, Sadio Mané e compagni avevano abbandonato il campo per protesta, scatenando il panico sugli spalti con i tifosi senegalesi che tentavano di invadere il terreno di gioco. Brahim Diaz, probabilmente condizionato dalla situazione surreale, aveva poi fallito il rigore tentando un cucchiaio neutralizzato da Mendy. La gioia per il titolo, però, era durata poco.
Il presidente della FIFA Gianni Infantino aveva tuonato il giorno successivo, definendo le scene «inaccettabili» e condannando con fermezza il comportamento dei giocatori senegalesi. Le parole di Infantino avevano fatto il giro del mondo, aprendo una stagione di sanzioni pesantissime: il commissario tecnico Pape Bouna Thiaw era stato squalificato per cinque giornate e multato di 100.000 dollari, mentre la federazione senegalese aveva ricevuto multe complessive per oltre 700.000 dollari. A marzo 2026 era poi arrivato il colpo finale: la CAF aveva revocato il titolo al Senegal, assegnandolo a tavolino al Marocco con il risultato di 3-0. La clamorosa decisione della CAF aveva chiuso ufficialmente una delle vicende più assurde nella storia del calcio africano, anche se non è escluso che la federazione senegalese possa tentare ulteriori ricorsi.
Il riscatto ai Mondiali 2026: tra delusioni e speranza
Con questo pesante bagaglio emotivo e disciplinare, i Leoni della Teranga si sono presentati ai Mondiali 2026 negli Stati Uniti, inseriti nel Girone I insieme a Francia, Norvegia e Iraq. L’esordio contro la Francia, il 16 giugno, aveva mostrato un Senegal capace di dominare per oltre un’ora di gioco, sfiorando il vantaggio con un clamoroso palo di Jackson e un salvataggio miracoloso di Maignan addirittura con il tacco. Poi, però, la qualità dei Bleus aveva fatto la differenza: Mbappé aveva sbloccato il risultato al 66′, Barcola aveva raddoppiato e, nonostante il momentaneo 2-1 di Mbaye, il capitano francese aveva chiuso i conti con una prodezza da fuori area. Finiva 3-1, con il Senegal a mani vuote nonostante una prestazione tutt’altro che disonorevole.
La seconda sconfitta consecutiva, questa volta contro la Norvegia, aveva messo i Leoni della Teranga con le spalle al muro. Ma nell’ultima giornata del girone, il 26 giugno, è arrivata la reazione tanto attesa: un netto 5-0 contro l’Iraq ha rilanciato le speranze di qualificazione. Diarra aveva aperto le marcature al 4′, approfittando anche dell’espulsione di Sulaka al 13′. Nella ripresa erano poi arrivati i gol di Sarr, la doppietta di Gueye e la rete di Ndiaye, confezionando una vittoria di proporzioni tali da tenere vivo il sogno degli ottavi di finale. Il 5-0 sull’Iraq ha proiettato il Senegal al quinto posto nella classifica delle migliori terze, con sole cinque squadre ancora in grado di superarli aritmeticamente.
Il tridente Sarr-Jackson-Mané, rimasto a lungo sterile nel corso del torneo, ha finalmente trovato la via del gol, regalando al commissario tecnico Thiaw — già alle prese con la squalifica rimediata dopo il caos della Coppa d’Africa — una boccata d’ossigeno fondamentale. Ora i Leoni della Teranga attendono con fiducia il verdetto degli altri gironi per conoscere il proprio destino nella corsa ai sedicesimi di finale di questi Mondiali 2026, consapevoli di aver fatto tutto il possibile nell’ultima partita disponibile.
Un percorso tormentato, il loro: dalla gioia strappata e poi revocata in Coppa d’Africa, alle difficoltà nel girone mondiale, fino all’esplosione finale contro l’Iraq. Il Senegal resta una delle nazionali africane più affascinanti e imprevedibili del panorama calcistico internazionale, capace di regalare emozioni forti — nel bene e nel male — a ogni competizione cui prende parte. Le ultime news confermano che seguire i Leoni della Teranga non è mai una questione di routine.