Senegal

Aggiornato Mer 15 Lug 2026 alle 09:09

Il Senegal ha vissuto mesi intensissimi e spesso turbolenti, tra gioie effimere, polemiche roventi e delusioni brucianti. Le ultime notizie sui Leoni della Teranga raccontano una nazionale capace di grandi prestazioni ma anche di clamorosi crolli, sia sul piano sportivo che disciplinare, in un arco di tempo che va dalla Coppa d’Africa 2026 fino ai Mondiali negli Stati Uniti.

Il caos della Coppa d’Africa e la revoca del titolo

Tutto era cominciato nel gennaio 2026 con quella finale di Coppa d’Africa contro il Marocco, destinata a diventare uno degli episodi più controversi nella storia del calcio africano. Negli ultimi minuti di recupero, l’arbitro aveva assegnato un calcio di rigore ai marocchini: la reazione del Senegal fu clamorosa e inaccettabile. Sadio Mané e compagni abbandonarono il campo in segno di protesta, lasciando l’arbitro da solo sul terreno di gioco mentre sugli spalti i tifosi senegalesi tentavano di invadere il campo. Dopo diversi minuti di caos, la squadra tornò in campo e Brahim Diaz, probabilmente condizionato dalla situazione surreale, fallì il rigore tentando un cucchiaio neutralizzato da Mendy. La partita si prolungò ai supplementari e il gol di Pape Gueye regalò al Senegal quella che sembrava la seconda Coppa d’Africa della sua storia.

La gioia durò poco. A marzo 2026 la CAF revocò il titolo al Senegal, assegnandolo a tavolino al Marocco con il risultato di 3-0, in applicazione degli articoli 82 e 84 del Regolamento della competizione. La Commissione d’Appello accolse il ricorso della federazione marocchina, sancendo che il comportamento della squadra senegalese aveva violato le norme regolamentari. Le sanzioni erano già arrivate nelle settimane precedenti: il commissario tecnico Pape Bouna Thiaw era stato squalificato per cinque giornate e multato di 100.000 dollari, mentre Ismaila Sarr e Ndiaye avevano ricevuto due turni di stop ciascuno. La federazione senegalese era stata colpita da multe per oltre 700.000 dollari complessivi. Il presidente della FIFA Gianni Infantino aveva tuonato contro le «scene inaccettabili», definendo l’abbandono del campo «inammissibile».

Mondiali 2026: alti e bassi ai gironi, poi l’eliminazione beffa

Nonostante le squalifiche e le polemiche, il Senegal si presentò ai Mondiali 2026 negli Stati Uniti con ambizioni intatte. L’esordio nel Girone I contro la Francia, tuttavia, fu un’altra doccia fredda. I Bleus vinsero 3-1 in rimonta, dopo aver chiuso un primo tempo dominato dai senegalesi con zero tiri in porta. Jackson colpì un clamoroso palo, Mané e Sarr sprecarono occasioni nitide, ma nella ripresa la qualità individuale francese fece la differenza: Mbappé, Barcola e ancora Mbappé ribaltarono tutto. Una sconfitta che bruciava, perché il Senegal aveva dimostrato di poter competere ad altissimo livello per oltre un’ora di gioco.

Anche contro la Norvegia arrivò una sconfitta, ma il Senegal non si arrese. Nell’ultima giornata del girone, i Leoni della Teranga travolsero l’Iraq per 5-0 in una serata di grazia collettiva: Diarra, Sarr, una doppietta di Gueye e Ndiaye confezionarono una vittoria che rilanciò il Senegal nella corsa alle migliori terze. Il tridente Sarr-Jackson-Mané, rimasto a lungo sterile nel torneo, trovò finalmente continuità, e Thiaw poté sperare nel passaggio del turno.

La qualificazione arrivò, ma il cammino ai sedicesimi si concluse con un’altra eliminazione dolorosa. Contro il Belgio negli ottavi di finale, il Senegal dominò per oltre cento minuti: le reti di Diarra e di un ispirato Ismaïla Sarr avevano costruito un vantaggio che sembrava solido. I senegalesi colpirono anche due legni e controllarono il gioco con autorità. Ma nel finale riaffiorarono le fragilità già viste in precedenza: l’ingresso di Romelu Lukaku cambiò l’inerzia della partita, il Belgio pareggiò all’89’ e al 125′ dei tempi supplementari Tielemans trasformò il rigore del 3-2, spedendo i Diavoli Rossi agli ottavi e il Senegal a casa. Una rimonta storica per il Belgio, una sconfitta devastante per i Leoni della Teranga, che avevano avuto in mano la qualificazione per quasi tutta la durata del match.

La partita fu anche teatro di un episodio spiacevole: al 32° minuto tre invasori scavalcarono le barriere di sicurezza, costringendo l’arbitro Said Martínez a sospendere temporaneamente il gioco. Un ulteriore elemento di disturbo in una serata già carica di tensione, che sui social scatenò le critiche di numerosi tifosi verso i responsabili dell’invasione.

Il bilancio complessivo del Senegal in questo ciclo è dunque amaro. Una nazionale di talento, con individualità di assoluto livello come Sarr, Mané e Diarra, che però continua a pagare dazio nei momenti decisivi, sia per fragilità mentale che per lacune tattiche. Le ultime news sui Leoni della Teranga fotografano una squadra in cerca di stabilità, dopo mesi segnati da polemiche, sanzioni e occasioni sprecate sul più bello.