La formazione di Pape Thiaw ha trionfato grazie al gol di Pape Gueye nel primo tempo supplementare.
Il Senegal ha vinto la Coppa d’Africa battendo in finale il Marocco grazie al bellissimo gol di Pape Gueye, che ha regalato il successo al suo Paese con un potente tiro da fuori durante il primo tempo supplementare in una gara caratterizzata dal caos nel finale.
Durante gli ultimi minuti di recupero del secondo tempo l’arbitro ha concesso un calcio di rigore a favore del Marocco ma Sadio Mané e compagni non l’hanno presa bene. I calciatori del Senegal hanno pensato bene di abbandonare il campo per protestare contro la decisione del direttore di gara e sono tornati nel tunnel per diversi minuti tra lo stupore generale. L’arbitro Ndala, piuttosto confuso, è rimasto in campo.
Anche sugli spalti la situazione si è agitata: molti tifosi senegalesi hanno cercato di invadere il campo e la sicurezza dello Stade Prince Moulay Abdallah di Rabat ha faticato a contenere l’ira dei supporter.
Dopo diversi minuti il Senegal ha deciso di tornare in campo e Brahim Diaz ha finalmente potuto tirare il calcio di rigore. Probabilmente condizionato dal caos generale, il campione del Real Madrid ha fallito il tiro: ha tentato il cucchiaio ma Édouard Mendy non si è fatto cogliere impreparato e ha neutralizzato il tiro. La sfida si è dunque protratta ai tempi supplementari. Al 94′ è arrivato il gol di Pape Gueye, che da lunga distanza ha scaraventato il pallone sotto al sette. Per il Senegal è la seconda Coppa d’Africa della sua storia dopo il trionfo in Camerun nel 2021, quando Koulibaly e compagni trionfarono ai calci di rigore contro l’Egitto.
La Coppa d’Africa è la più importante competizione calcistica che confronta le nazionali africane iscritte alla CAF. La prima edizione fu organizzata in Sudan nel 1957 e da allora si è sempre disputata ogni due anni, tranne nel 1968, quando fu ospitata dall’Etiopia tre anni dopo l’edizione precedente del 1965.
Con gli anni il numero delle squadre iscritte alla CAF si è notevolmente ingrandito, al punto da costringere all’introduzione di un torneo di qualificazione tramite il quale sono selezionate (dal 2019) le nazionali che, aggiungendosi alla squadra del paese ospitante (qualificata d’ufficio, talora anche più di una), formano le 24 partecipanti alla manifestazione.