Marcell Jacobs
Aggiornato Gio 13 Ago 2026 alle 08:38L’ennesimo capitolo di una storia fatta di lampi di genio e dolori fisici. Marcell Jacobs si è fermato ancora una volta sul più bello, lasciando a terra i sogni di gloria agli Europei di Birmingham. Una finale dei 100 metri che doveva essere il momento del riscatto si è trasformata nell’ennesima pagina amara di una carriera tormentata dagli infortuni.
Il dramma di Birmingham: infortunio in finale
Nella serata dell’11 agosto 2026, Jacobs si è fermato dopo soli 40 metri della finale dei 100 metri agli Europei di Birmingham, costretto ad abbandonare la gara per un problema muscolare all’adduttore. Un epilogo crudele per un atleta che aveva dominato le semifinali con un convincente 10″08, il miglior crono tra tutti gli otto finalisti, e che partiva da netto favorito per la vittoria.
«Dispiace tantissimo, mi sentivo veramente bene. Ho sentito un fastidio grandissimo all’adduttore quando mi sono messo sul blocco di riscaldamento, quello che mi aveva fatto fermare prima di Monte Carlo. Sarei stato disposto a rompermi qualsiasi cosa pur di fare questa gara. Sapevo di poter vincere, per come avevo corso la semifinale», le sue parole a RaiSport, cariche di frustrazione e rimpianto.
In sua assenza, l’oro è andato al britannico Romell Glave in 10.09, davanti al connazionale Jeremiah Azu (10.16) e al tedesco Owen Ansah (10.19). L’altro azzurro in gara, Chituru Ali, ha chiuso sesto in 10.34. Jacobs ha tagliato il traguardo in 12.26, un tempo che racconta tutto il dramma di una gara interrotta anzitempo.
Una carriera segnata dagli infortuni: la lista nera
Per comprendere la portata di questo nuovo stop, basta ripercorrere la lunga lista degli infortuni che ha costellato la carriera di Jacobs dopo il trionfo olimpico di Tokyo 2021. Già ai Mondiali del 2022 fu costretto a rinunciare alla semifinale dei 100 per una contrattura all’adduttore della coscia destra. Il 2023 fu un disastro tra blocco lombo-sacrale e una preparazione deficitaria per i Mondiali di Budapest. Bene agli Europei di Roma 2024, malissimo alle Olimpiadi di Parigi dove chiuse quinto in 9″85 pur accusando un problema fisico al bicipite femorale al termine della finale. Poi altri stop, un Mondiale anonimo a Tokyo nel settembre 2025 dove non riuscì nemmeno ad accedere alla finale, diverse tappe di Diamond League saltate, e ora questo nuovo infortunio agli Europei di Birmingham.
La stagione 2026 aveva però fatto sperare in una svolta definitiva. Il percorso di avvicinamento agli Europei era stato incoraggiante: a giugno Jacobs era tornato sotto i dieci secondi al Golden Gala di Roma con 9.99, per poi migliorarsi con il 9.96 in Diamond League a Parigi, conquistando la leadership europea stagionale. Il momento più esaltante era arrivato il primo luglio a Eisenstadt, in Austria, dove l’azzurro aveva firmato uno straordinario 9.67 con vento oltre il limite (+4.1), terzo miglior tempo mondiale di sempre in qualsiasi condizione, alle spalle soltanto dei 9.58 e 9.63 di Usain Bolt. Segnali che facevano presagire un grande Europeo.
Invece, ancora una volta, il fisico ha tradito Jacobs nel momento più importante. Un copione già visto troppe volte, che alimenta interrogativi sulla capacità del campione italo-americano di mantenere la continuità fisica necessaria per competere ai massimi livelli. Non è un caso che proprio Usain Bolt, in un’intervista rilasciata nel settembre 2025, avesse lanciato un messaggio diretto al velocista azzurro: «Deve capire cosa gli sta succedendo. Deve pensare a se stesso, alla sua vita e alla sua routine. Per riprendere nel modo giusto dagli infortuni, meglio fermarsi. Anche a lungo».
Il talento indiscutibile e il futuro incerto
Ciò che rende ancora più dolorosa questa situazione è la consapevolezza del talento cristallino di Jacobs. Quando è in forma, il campione olimpico di Tokyo è ancora capace di prestazioni straordinarie, come dimostrato dal 9.67 ventoso di Eisenstadt o dal 9.96 regolare di Parigi. Il problema non è la velocità, ma la capacità di arrivare integro agli appuntamenti che contano.
A 32 anni, Jacobs si trova a un bivio. La carriera del velocista delle Fiamme Oro è un alternarsi continuo di picchi entusiasmanti e vallate dolorose, di ritorni promettenti e ricadute fisiche che ne hanno impedito la consacrazione definitiva come dominatore assoluto dello sprint europeo nel post-Tokyo. Il titolo continentale conquistato a Roma nel 2024 sembrava aver aperto una nuova fase, ma Birmingham ha riportato tutto alla realtà di un atleta che fatica a trovare quella continuità che i grandi campioni riescono a garantire.
Ora lo sguardo si sposta inevitabilmente al futuro. Cosa resterà di questa stagione 2026 per Marcell Jacobs? Le ultime notizie parlano di un atleta che dovrà nuovamente fare i conti con i tempi di recupero, con la necessità di ricostruire la propria condizione fisica e mentale. La speranza è che questo ennesimo stop non segni la fine di un percorso, ma l’inizio di una nuova, definitiva rinascita. Il talento c’è, la voglia di vincere anche. Manca solo la salute, il bene più prezioso per uno sprinter.