Dominik Paris
Aggiornato Dom 22 Mar 2026 alle 14:39Le ultime notizie su Dominik Paris raccontano la storia di un campione che ha saputo riscrivere il proprio finale di carriera con una stagione straordinaria, culminata in un trionfo alle finali di Coppa del Mondo a Kvitfjell. Il veterano altoatesino della Val d’Ultimo ha chiuso un’annata memorabile nel migliore dei modi, confermando di essere ancora uno degli sciatori più forti del mondo nelle discipline veloci.
Il trionfo di Kvitfjell e la chiusura di una stagione da leggenda
Sabato 21 marzo 2026, sulla pista Olympiabakken di Kvitfjell, Paris ha vinto la discesa libera delle finali di Coppa del Mondo, battendo il campione olimpico svizzero Franjo von Allmen di 19 centesimi e l’austriaco Vincent Kriechmayr di 60. Un successo che porta la firma inconfondibile del carabiniere della Val d’Ultimo: il primo e l’ultimo settore percorsi a velocità superiore rispetto a tutti gli avversari, con un livello altissimo mantenuto anche negli altri quattro intertempi. Per Paris si tratta del terzo podio stagionale in discesa libera, dopo il terzo posto in Val Gardena a dicembre e il secondo posto a Crans-Montana a febbraio, a pochi giorni dai Giochi Olimpici.
Con questa vittoria, il trentasettenne azzurro ha chiuso la Coppa del Mondo di discesa libera al terzo posto con 441 punti, alle spalle di Marco Odermatt (706) e dello stesso Von Allmen (515). Un risultato che premia una stagione costruita con pazienza, lavoro e la capacità di ritrovarsi dopo un avvio non privo di difficoltà, inclusa una distorsione alla caviglia sinistra rimediata durante un allenamento a Copper Mountain a novembre. Dopo la vittoria, Paris ha commentato con la consueta modestia: «Non è stata una gara perfetta, ma ho cercato di far scorrere al massimo gli sci. Avevo buone sensazioni, mi sentivo sicuro e percepivo la velocità: vedere quel tempo è stato fantastico».
Il legame tra Paris e l’Olympiabakken è ormai storia dello sci alpino: su questa pista il campione ha collezionato sei vittorie in carriera, quattro in discesa libera e due in superG. Un feeling speciale che si è confermato anche in questa stagione, con Paris capace di interpretare alla perfezione ogni tratto del tracciato norvegese. Significativo anche il gesto umano del campione, che dopo la gara ha trovato le parole giuste per consolare il giovane compagno di squadra Giovanni Franzoni, solo undicesimo: «In questa stagione ha dimostrato di essere veloce in ogni condizione, disputando un inverno straordinario. Oggi l’ho visto un po’ deluso, ma giornate come queste servono anche per crescere».
Il bronzo olimpico e la chiusura di un cerchio
Il capitolo più emozionante di questa stagione era però arrivato il 7 febbraio 2026, quando Paris è salito per la prima volta sul podio olimpico nella discesa libera di Milano Cortina 2026. Alla quinta partecipazione ai Giochi, dopo anni di rimpianti e il quarto posto bruciante di Pyeongchang 2018, il campione azzurro ha conquistato la medaglia di bronzo sulla Stelvio di Bormio, chiudendo alle spalle di Von Allmen e del giovane connazionale Giovanni Franzoni. Un risultato che Paris stesso ha definito come la chiusura di un cerchio: «Ci avevo provato così tante volte che quasi non ci credevo più. Ho sciato con una sensazione di fiducia totale, come se potessi fare esattamente ciò che volevo in ogni curva».
Il bronzo olimpico ha rappresentato la consacrazione definitiva di una carriera già ricchissima di successi in Coppa del Mondo, ma che mancava proprio del sigillo a Cinque Cerchi. Pochi giorni dopo, nel superG olimpico sulla Stelvio, la fortuna ha girato le spalle a Paris: una caduta dopo appena sei porte, causata dalla perdita di uno sci su una sconnessione del terreno, ha messo fine prematuramente alla sua gara. «Ho perso lo sci, non so spiegarmi perché», aveva dichiarato l’azzurro con amarezza, consolandosi con il ricordo del bronzo in discesa.
Una stagione costruita gara dopo gara
Le ultime news su Dominik Paris confermano che questa annata è stata il frutto di una crescita progressiva e di un lavoro certosino sui materiali e sulla fiducia. Già a dicembre 2025, il campione aveva mostrato segnali incoraggianti con il terzo posto in discesa sulla Saslong di Val Gardena, tornando sul podio per la 51ª volta in carriera. A Crans-Montana, a febbraio, aveva poi centrato il secondo posto nella discesa libera, con quattro azzurri nei primi nove: un risultato che aveva già anticipato le ambizioni della squadra di velocità in vista delle Olimpiadi.
Il percorso di rinascita era iniziato nella stagione precedente, quando Paris aveva vinto sia la discesa che il superG di Kvitfjell nel marzo 2025, raggiungendo quota 24 vittorie in carriera e eguagliando il grande Gustavo Thoeni nella speciale classifica dei plurivincitori italiani. Quella doppietta aveva rappresentato il punto di svolta, la dimostrazione che il campione della Val d’Ultimo sapeva ancora essere competitivo ai massimi livelli. «Sono tornato al top», aveva detto allora Paris, e la stagione 2025-2026 ha confermato ogni parola.
A margine delle finali di Coppa del Mondo, Paris ha anche ricevuto un riconoscimento speciale fuori dalla neve: a marzo, insieme a Federica Brignone, è stato premiato a San Siro nel prepartita di Milan-Inter, ricevendo la maglia numero 13 di Alessandro Nesta. Un omaggio della città di Milano ai protagonisti delle Olimpiadi invernali, accolto dal boato caloroso dei tifosi rossoneri. Un momento di festa che ha suggellato una stagione che resterà nella memoria dello sci alpino italiano.