Conference League

Aggiornato Gio 07 Mag 2026 alle 11:22

La stagione italiana in Conference League 2025-2026 si è conclusa nel peggiore dei modi: con l’eliminazione della Fiorentina ai quarti di finale per mano del Crystal Palace, il calcio italiano ha salutato definitivamente tutte e tre le competizioni europee. Un epilogo amaro che certifica un momento di profonda crisi per il movimento calcistico nostrano.

Il crollo della Serie A in Europa: nessuna italiana in semifinale

Le ultime news sulla Conference League raccontano di un’Italia calcistica sempre più lontana dai vertici europei. La doppia sconfitta di Bologna e Fiorentina nell’andata dei quarti di finale aveva già fatto presagire il peggio: i rossoblù erano caduti 3-1 in casa contro l’Aston Villa, mentre la Viola aveva perso 2-0 a Selhurst Park contro il Crystal Palace. I ritorni del 16 aprile non hanno ribaltato il verdetto, e così la Serie A è rimasta senza rappresentanti nelle semifinali di tutte e tre le coppe europee.

Le ultime notizie sul ranking UEFA per club fotografano impietosamente la situazione: l’Italia è scivolata al quinto posto, superata da Inghilterra, Spagna, Germania e persino Portogallo. La Premier League, con quattro squadre ancora in corsa nelle semifinali, continua a dominare il panorama continentale. Un fallimento totale per il calcio italiano, che si aggiunge alla già dolorosa esclusione dal Mondiale.

Il cammino della Fiorentina: dalle speranze all’eliminazione

La Fiorentina era arrivata ai quarti di Conference League dopo un percorso tutt’altro che lineare. La stagione era iniziata con i preliminari superati contro il Polissya Zhytomyr, seguiti da una fase a gironi altalenante: tre vittorie e tre sconfitte, con la necessità di passare per il turno preliminare a eliminazione diretta. Proprio in quella fase, i viola avevano eliminato il Rakow in rimonta, con Ndour protagonista assoluto sia all’andata che al ritorno in Polonia, dove la Fiorentina aveva vinto 2-1 grazie anche a un gol nel finale di Pongracic, con il portiere avversario avanzato su calcio d’angolo.

Il cammino europeo della Viola era stato segnato anche da importanti turbolenze interne. L’esonero di Stefano Pioli, avvenuto dopo un inizio di campionato disastroso, aveva portato prima all’interim di Daniele Galloppa e poi all’arrivo di Paolo Vanoli dall’undicesima giornata. Proprio sotto la guida di Vanoli, la squadra aveva ritrovato continuità in Europa, anche se in campionato la situazione restava critica. Il tecnico aveva debuttato nelle coppe europee proprio in Conference League, contro l’AEK Atene, dichiarando alla vigilia: «La Conference League non è un ostacolo ma un altro step di rilievo per me come per la squadra».

Tra i momenti più significativi della stagione europea viola, spicca la vittoria contro la Dinamo Kiev del dicembre 2025, decisa da Albert Gudmundsson al 74′, che aveva interrotto un digiuno di quasi due mesi. Un segnale di ripresa che aveva alimentato le speranze dei tifosi gigliati, poi però ridimensionate dall’eliminazione ai quarti per mano degli inglesi del Crystal Palace.

Un epilogo che fa riflettere: il confronto con la stagione precedente

La novità più amara di questa stagione è il confronto con quella precedente. Nel 2024-2025, la Fiorentina era arrivata fino in semifinale di Conference League, venendo eliminata dal Betis Siviglia ai supplementari. Quella stagione si era conclusa con la finale di Wroclaw tra Chelsea e Betis, vinta dai Blues per 4-1. Quest’anno, invece, i viola non sono nemmeno riusciti a raggiungere le ultime quattro.

Il percorso della Fiorentina in Conference League negli ultimi anni aveva abituato i tifosi a grandi palcoscenici — due finali e una semifinale nelle tre precedenti partecipazioni — rendendo ancora più bruciante questa eliminazione ai quarti. Il Crystal Palace, che aveva già dimostrato solidità nel corso della competizione, si è rivelato un ostacolo insormontabile per una squadra che ha pagato le difficoltà accumulate nel corso di una stagione travagliata.

Le ultime notizie sul calcio italiano in Europa consegnano dunque un bilancio sconfortante: nessuna squadra di Serie A in semifinale, ranking UEFA in caduta libera, e un’intera nazione costretta a fare da spettatrice nelle fasi decisive delle competizioni continentali. Un campanello d’allarme che il movimento calcistico italiano non può permettersi di ignorare.