Conference League
Aggiornato Gio 03 Set 2026 alle 12:31La Conference League 2025-2026 si avvicina alla sua conclusione con le semifinali di ritorno in programma questa sera, 7 maggio 2026. Le ultime notizie confermano un doppio appuntamento imperdibile: da un lato il Crystal Palace ospita lo Shakhtar Donetsk al Selhurst Park, dall’altro lo Strasburgo affronta il Rayo Vallecano allo Stade de la Meinau. La finale si disputerà a Lipsia, e i quattro club si contendono i due posti rimasti.
Crystal Palace e Rayo Vallecano verso la finale di Lipsia
Il Crystal Palace parte con un vantaggio enorme: il 3-1 dell’andata contro lo Shakhtar Donetsk mette le Eagles in una posizione di assoluto privilegio. Oliver Glasner schiera una formazione compatta con Henderson in porta, una difesa a tre guidata da Lacroix e un centrocampo con Wharton e Kamada. In attacco il tridente Sarr-Mateta-Yeremi Pino è chiamato a chiudere definitivamente i conti davanti al proprio pubblico. Lo Shakhtar, allenato da Arda Turan, deve compiere un’autentica impresa: segnare almeno due reti di scarto per portare la partita ai supplementari. I campioni ucraini, freschi di successo nel derby contro la Dinamo Kiev, si affidano a una formazione più aperta con una linea di quattro trequartisti a supporto dell’unica punta Traoré.
Nell’altra semifinale, il Rayo Vallecano arriva in Francia con un vantaggio di 1-0 conquistato a Madrid e con grande fiducia. Iñigo Pérez punta sull’equilibrio con un 4-2-3-1 che vede Alemao come unico terminale offensivo, supportato da Palazon, De Frutos e Akhomach. Lo Strasburgo di Gary O’Neil, invece, deve ribaltare il risultato davanti ai propri tifosi e si affida alla velocità di Enciso in attacco e alla spinta sulle fasce di Chilwell e Hogsberg. Le probabili formazioni di Strasburgo-Rayo Vallecano confermano un match equilibrato, con gli spagnoli favoriti ma la qualificazione ancora apertissima.
Il fallimento italiano e il crollo nel ranking UEFA
Guardando a queste semifinali, colpisce l’assenza totale del calcio italiano. Le ultime notizie sul ranking UEFA raccontano una storia amara: con le eliminazioni di Bologna dall’Europa League e della Fiorentina dalla Conference League nei quarti di finale dello scorso aprile, la Serie A non ha più alcun rappresentante nelle competizioni europee. Il crollo dell’Italia nel ranking UEFA è stato netto, con gli azzurri scivolati al quinto posto alle spalle di Inghilterra, Spagna, Germania e Portogallo.
La Fiorentina, in particolare, ha vissuto una stagione europea deludente. Dopo aver raggiunto la finale di Conference League nella stagione precedente — eliminata ai supplementari dal Betis Siviglia — i viola sono stati eliminati ai quarti di finale dal Crystal Palace, sconfitti 3-0 al Selhurst Park nell’andata e incapaci di ribaltare il risultato al ritorno. La serata da incubo di Bologna e Fiorentina aveva già segnato la fine del sogno europeo per entrambe le squadre italiane. Un percorso in Conference League che per la Fiorentina era iniziato con alti e bassi già dalla fase a campionato, tra il cambio in panchina da Pioli a Vanoli e una classifica di Serie A disastrosa.
Il contrasto con la stagione precedente è stridente. Nel 2024-2025, la Fiorentina di Palladino aveva sfiorato la terza finale consecutiva di Conference League, cedendo solo ai supplementari contro il Betis Siviglia. Quella stagione si era conclusa con il Chelsea campione, vincitore per 4-1 in finale proprio contro gli andalusi a Breslavia. Ora, un anno dopo, il torneo si appresta a incoronare una nuova vincitrice tra Crystal Palace, Shakhtar Donetsk, Strasburgo e Rayo Vallecano — quattro club che rappresentano rispettivamente Inghilterra, Ucraina, Francia e Spagna, con l’Italia completamente fuori dai giochi.
La Premier League si conferma la forza dominante del calcio europeo: l’Inghilterra guida il ranking UEFA con quattro squadre ancora in corsa nelle competizioni continentali, e il Crystal Palace è a un passo dalla finale di Conference League. Per il calcio italiano, invece, questa stagione europea rappresenta un campanello d’allarme difficile da ignorare, con la Serie A che dovrà fare i conti con un gap competitivo sempre più evidente rispetto alle principali leghe del continente.