Pecco Bagnaia, nuovo problema con la Ducati: “Perché non parto più bene?”

Articolo di Marco Enzo Venturini

L'opaca Sprint Race del Mugello solleva una nuova perplessità per Pecco Bagnaia, che non l'ha nascosta nelle dichiarazioni del dopogara.

Pecco Bagnaia chiude un sabato amaro al Mugello con il settimo posto della Sprint Race, risultato pesantemente condizionato dalla partenza tutt’altro che efficace della Ducati numero 63. E proprio questo è l’aspetto su cui si è concentrato il piemontese a fine giornata, evidenziando che la sua ripresa in sella alla Desmosedici GP26 si sta accompagnando a un problema che continua a non essere risolto in questo periodo in cui per lui una difficoltà sembra tirare l’altra.

“Bisogna capire per quale motivo io non riesca più ad azzeccare una partenza fatta bene – si è lamentato Bagnaia dopo la bandiera a scacchi -. Io sono sempre stato molto veloce al via, era un mio punto di forza. Adesso invece, per qualche ragione, impenno molto e questo mi fa perdere parecchio tempo. Solo nelle fasi del via prendo quattro decimi da Marc, un’enormità”. Resiste quindi il confronto interno con Marc Marquez, in un momento in cui comunque l’ottimismo in casa Ducati è in ripresa.

“Per domani abbiamo alcune idee, dobbiamo lavorarci su. Dispongo di dati molto chiari, quello che ci serve è un po’ di grip in più. Anche perché in gara, senza traffico, andavo anche forte. Questa Ducati ha il potenziale per fare bene, devo trovare il modo per fare meglio io. E in gara, se parto come si deve, posso chiudere nei primi quattro”, è la promessa con cui ha concluso Bagnaia.

A rendere ancora più amaro il settimo posto di Bagnaia è il contesto della Sprint Race nel suo complesso: la gara corta del Mugello è andata a Raul Fernandez, che dalla seconda posizione in griglia ha dominato con la sua Aprilia Trackhouse, chiudendo con oltre un secondo di vantaggio su Jorge Martin e tre secondi su Fabio Di Giannantonio, terzo sul podio con la Ducati del team VR46. Quarto Marco Bezzecchi, leader del Mondiale con 148 punti davanti a Martin (136) e allo stesso Di Giannantonio (123). Bagnaia, dunque, si è ritrovato alle spalle anche di Marc Marquez, quinto, e di Fermin Aldeguer, sesto con la Ducati Gresini.

Il problema della partenza non è una novità assoluta per il piemontese in questo periodo della stagione. Valentino Rossi, che con Bagnaia condivide spesso le sessioni di allenamento, aveva già sollevato il tema settimane fa dal paddock di Barcellona: “A Le Mans ha fatto un weekend della Madonna. Ha conquistato la pole, poi ha sbagliato entrambe le partenze, altrimenti avrebbe potuto vincere tutte e due le gare”. Parole che fotografano con precisione chirurgica il tallone d’Achille del campione piemontese in questa fase della stagione.

Il confronto con Marquez, d’altra parte, appare tanto più significativo se si considera che il campione del mondo in carica è tutt’altro che al meglio della condizione fisica. Lo spagnolo, rientrato al Mugello dopo le operazioni al piede destro e alla spalla, ha ammesso venerdì di non sentirsi ancora pronto per lottare per la top-5, lamentando debolezza muscolare e difficoltà nelle curve a destra e nei cambi di direzione. Eppure, nonostante questi limiti evidenti, Marquez ha preceduto Bagnaia sia in qualifica — quarto contro sesto — sia nella Sprint. Un dato che pesa, e che Pecco conosce bene.

Il momento delicato di Bagnaia si inserisce in un quadro più ampio che riguarda anche il suo futuro in Ducati. Sempre Rossi, parlando a Barcellona, aveva lasciato intendere che il rapporto tra il pilota e la casa di Borgo Panigale si sia raffreddato dopo la scorsa stagione: “Probabilmente Pecco non sarà più in Ducati il prossimo anno”, aveva detto il fondatore del team VR46, auspicando comunque che entrambe le parti continuassero a impegnarsi al massimo fino alla fine. In questo contesto, la gara lunga di domenica al Mugello assume un valore che va ben oltre i semplici punti in palio.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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