Il pilota piemontese ha concluso la giornata di venerdì a Misano in diciannovesima posizione, davanti a due soli altri piloti.
Non c’è pace per Pecco Bagnaia. Il tre volte iridato, nonostante le buone aspettative in vista del Gp di San Marino e della Riviere di Rimini che si corre su un circuito che conosce come le sue tasche come quello di Misano Adriatico, ha concluso le prequalifiche in diciannovesima posizione, a oltre un secondo e tre decimi dal miglior tempo di Marco Bezzecchi, a circa otto decimi dalla decima posizione che garantiva l’accesso diretto nella Q2 di sabato e davanti a due soli piloti, gli alfieri del team Pramac Jack Miller e Toprak Razgatlioglu, su Yamaha.
Bagnaia ha a lungo parlato, all’interno del box Ducati, di un grosso problema di manovrabilità che ha riscontrato nel corso della sessione: nei cambi di direzione il pimeontese ha fatto più volte fatica a controllare la sua Desmosedici GP26, rischiando anche di cadere in alcuni casi. Un problema che il suo compagno di squadra Marc Marquez, invece, non ha riscontrato, chiudendo la seconda sessione alle spalle del solo Bezzecchi, con un ritardo di 103 millesimi.
Continuano quindi le difficoltà di Bagnaia, che già al suo arrivo a Misano non aveva risparmiato parole forti nei confronti delle moto del 2025 e del 2026, con cui non ha mai trovato il giusto feeling. “Il potenziale della GP24 era imbattibile – aveva detto, senza mezzi termini, incontrando i media nel circuito dedicato alla memoria di Marco Simoncelli -. Se oggi ci fossero quattro GP24, saremmo i primi quattro nel Mondiale”.
Le parole di Bagnaia erano parse una risposta diretta alle critiche interne dopo il Gp di Aragona: il team manager della squadra ufficiale, Davide Tardozzi, aveva parlato apertamente di un “problema psicologico” e di fiducia, mentre il direttore generale Gigi Dall’Igna aveva definito la prestazione del piemontese “l’unica nota stonata” di un weekend altrimenti perfetto, segnato dal doppio successo di Marc Marquez.