La crisi di Pecco Bagnaia continua a tenere banco in casa Ducati
La crisi di Pecco Bagnaia continua a tenere banco in casa Ducati. Il Gran Premio della Malesia, concluso dal pilota piemontese con un deludente 13° posto, ha riacceso le polemiche sulle difficoltà tecniche della Desmosedici e sul rapporto tra il due volte campione del mondo e la squadra di Borgo Panigale. A far discutere sono soprattutto alcune dichiarazioni di Bagnaia, che dopo la gara di Sepang ha fatto riferimento a qualcosa che sarebbe cambiato rispetto al Giappone del 2025 e ai test di Misano.
Parole alle quali ha risposto Davide Tardozzi, team manager Ducati, intervenuto ai microfoni di Sky Sport. La sua replica è stata piuttosto diretta: la squadra non avrebbe lasciato nulla di intentato per aiutare il proprio pilota, ma non avrebbe ancora individuato la soluzione ai suoi problemi.
Il team manager della Ducati non nasconde le difficoltà della squadra nel risolvere i problemi del pilota piemontese. “Non so a cosa si riferisca”, ha ammesso Tardozzi, commentando il passaggio più enigmatico delle dichiarazioni di Bagnaia. Pecco aveva infatti spiegato che durante i test di Misano e il Gran Premio del Giappone 2025 sulla sua moto era presente qualcosa che gli aveva permesso di tornare a guidare come voleva, ma che successivamente sarebbe scomparso.
Il dirigente Ducati ha riconosciuto che la situazione è diventata particolarmente complicata, nonostante il lavoro portato avanti dalla squadra e dai tecnici che seguono il pilota torinese: “Qualsiasi cosa abbiamo fatto ultimamente, e anche da più di un anno a questa parte, non è giovata alle prestazioni di Pecco. Siamo consapevoli che sia un campione e che abbia una velocità innata, ma in questo momento nemmeno il suo capotecnico e il suo elettronico, con i quali ha vinto due Mondiali, hanno una strada definita. Le abbiamo indagate tutte e siamo in una situazione di impasse”.