F1 a Sepang, cabala e precedenti fanno sorridere la Ferrari

Articolo di Marco Enzo Venturini

Il prossimo weekend presenterà un'anomalia, il GP del Bahrein disputato "all'estero": ma per la Ferrari si tratta di una doppia, promettente coincidenza.

Corno portafortuna in mano per la Ferrari e i suoi tifosi, in vista di un appuntamento iridato che sorride alle Rosse quantomeno per quanto riguarda la cabala. La Formula 1 si prepara infatti a fare il suo ritorno nel prossimo weekend al Sepang International Circuit, autodromo che si trova non lontano da Kuala Lumpur. A differenza di quanto avvenne tra il 1999 e il 2017, tuttavia, non si tratterà del Gran Premio della Malesia. Il circuito asiatico ospiterà infatti il Gran Premio del Bahrein, costretto a lasciare la tradizionale location di Sakhir (nei pressi di Manama) per la delicata situazione geopolitica in Medio Oriente. Ma questo cambio di calendario presenta alcune coincidenze che non possono che regalare un certo ottimismo ai sostenitori del Cavallino.

Nella storia è infatti capitato solo in altri tre casi che uno Stato ospitasse un Gran Premio in realtà disputatosi “all’estero”: avvenne nel 1982, quando il Gran Premio di Svizzera si tenne nella francese Digione, quando tra il 1997 e il 1998 il Nürburgring ospitò il Gran Premio del Lussemburgo e ovviamente la lunga parentesi in cui tra il 1981 e il 2006 Imola fu la sede del Gran Premio di San Marino. E proprio il 2006 salutò una storica vittoria di Michael Schumacher: quindi, prima del prossimo Gran Premio del Bahrein, l’ultimo appuntamento iridato della F1 “fuori sede” vide una vittoria proprio della Ferrari. E non è tutto: se è vero che l’ultimo pilota a vincere a Sepang fu Max Verstappen nel 2017 è giusto ricordare che in Malesia la Ferrari ha raccolto in tutto sette successi, più di chiunque altro. Uguale anche il dato delle pole position, che presenta un’altra promettente coincidenza: il record individuale vede in testa a quota 5 Michael Schumacher, leggenda di Maranello, e Lewis Hamilton che una Rossa la guida oggigiorno. E chissà che questi numeri non possano essere riscritti proprio nel 2026, su una pista che presenta alcune caratteristiche non così diverse da quelle di Silverstone. Dove, giusto ricordarlo, quest’anno a trionfare è stato Charles Leclerc.

Il contesto in cui la Ferrari arriva a Sepang è però tutt’altro che sereno. Il Cavallino deve fare i conti con un momento di forma preoccupante: ben cinque gare consecutive senza salire sul podio, un digiuno che ha inevitabilmente alimentato le voci su un possibile cambio al vertice della squadra. Il nome di Christian Horner, ex team principal della Red Bull, è circolato con insistenza negli ultimi giorni, con l’inglese che si è addirittura autocandidato pubblicamente per prendere il posto di Frederic Vasseur, arrivando a definire la Ferrari “il gigante addormentato della F1” in un’intervista al Times. La risposta di Maranello non si è fatta attendere: la scuderia ha ribadito con fermezza la propria fiducia nel manager francese, sottolineando la volontà di isolare il team dai rumors esterni e di concentrarsi esclusivamente sulle gare rimaste in calendario.

Sul piano puramente tecnico, il recente Gran Premio dell’Azerbaigian ha offerto segnali contrastanti. A Baku, Charles Leclerc ha chiuso quarto e Lewis Hamilton sesto, con la Mercedes di George Russell dominatrice dall’inizio alla fine. Il divario emerso in qualifica aveva fatto scalpore: Russell aveva firmato la pole con un vantaggio di otto decimi su Leclerc, un gap che non si vedeva dal 2023 e che aveva spinto lo stesso Vasseur a puntare il dito contro la FIA: “Come è possibile che Mercedes non sia stata identificata come il miglior motore presente sulla griglia? Non lo so, chiedete alla FIA, io ti darei una risposta diversa probabilmente”. Un sfogo che la dice lunga sulle frustrazioni accumulate in casa Ferrari nelle ultime settimane.

In questo scenario, il Gran Premio del Bahrein a Sepang assume un valore che va ben oltre i semplici punti in palio. Per la Ferrari si tratta di un appuntamento da non fallire, sia per ragioni sportive che per quelle interne alla squadra. La classifica iridata vede Kimi Antonelli saldamente al comando con la Mercedes, mentre Hamilton insegue a distanza considerevole. Le coincidenze storiche e i numeri favorevoli del tracciato malese possono alimentare l’ottimismo, ma sarà la pista a emettere il suo verdetto: e Maranello sa bene che un altro risultato deludente rischierebbe di riaprire definitivamente il “caso Vasseur”, proprio mentre il Mondiale si avvia verso la sua fase conclusiva.

Giornalista iscritto all'Albo dei Pubblicisti della Lombardia, ha iniziato la sua collaborazione con Sportal.it nel 2012 intervallandola con altre importanti esperienze in ambito sportivo e non solo. Laureato in Scienze Giuridiche, ha scritto di politica, economia, ambiente e legge. Ma calcio, F1 e wrestling restano la sua isola felice.

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