Welkom, 2004. Valentino Rossi batte Max Biaggi e si commuove

Lontano, arido, isolato, esotico, caldo, un luogo ostile, da un punto di vista sportivo: guidare lì non è semplice.

11 Dicembre 2020

Biaggi vuole vincere. E soprattutto battere, sconfiggere, annientare il suo rivale e dimostrare che è migliore di lui.

Davide Brivio, team manager brianzolo, ha da poco convinto Valentino Rossi a salire in sella alla Yamaha. L’addio alla Honda sa di tradimento, per i giapponesi che non hanno mai messo sul piedistallo Rossi, preferendo coccolare la loro capacità costruttiva e ingegneristica. La sfida è complessa, ma allo stesso tempo affascinante. La Yamaha non vince un mondiale da qualche anno, l’ultima volta Kenny Roberts Junior, nel 2000, trionfa proprio davanti a un giovanissimo e inesperto Rossi, ma quando il Dottore molla la Honda, il gioiello meccanico nipponico è pressoché perfetto. A guidarla, nella stagione del “tradimento”, sarà Max Biaggi, il rivale di sempre. La prima gara della stagione si svolge in Sudafrica, a Welkom. Lontano, arido, isolato, esotico, caldo, un luogo ostile, da un punto di vista sportivo, perché guidare lì, non è semplice.

Biaggi vuole vincere. E soprattutto battere, sconfiggere, annientare il suo rivale e dimostrare che è migliore di lui. Questa è la stagione giusta per agguantare l’occasione. Ed è quello che ha intenzione di fare. Biaggi parte terzo, Rossi in pole. La gara è un’altra storia. Storia di uomini, di passione, di emozioni, di intuizioni. Biaggi mette sull'asfalto tutto se stesso e una gara degna di un fuoriclasse. A due giri dalla fine della corsa è davanti, ma durerà ben poco la sua leadership. Rossi ne ha. Ne ha di più, ne ha da vendere. Il binomio con la Yamaha sembra ancora più incredibile rispetto a quello con la Honda. Il feeling tra moto e pilota è stato un colpo di fulmine, come se fosse l’amore della vita e quando riconosci l’amore, vuoi che subito succeda qualcosa. E qualcosa accade. Il sorpasso avviene dopo 26 giri dall’inizio della gara. Biaggi non se lo aspetta, Rossi allarga la traiettoria e il Corsaro deve adeguare la sua traiettoria. Rossi è davanti e le risposte dell’avversario non riescono mai a cambiare le posizioni in pista nonostante il motore superiore della Honda. Biaggi ci prova, ma Rossi è baciato dall’amore e per due giri riesce a restare davanti, tra una derapata e l’altra Rossi c’è. Alla prima tappa, la prima vittoria. Ma ciò che più emoziona è quello che succede dopo la linea del traguardo. Biaggi raggiunge Rossi nel giro di rallentamento e gli tende la mano per complimentarsi. Nemici, avversari, ma nel merito ci deve essere la stima, nella stime il rispetto di un risultato fuori dall’ordinario. Valentino poi, poco dopo, ferma la sua M1, si appoggia gli pneumatici, scende e si siede accanto al suo amore e… e piange, si commuove, si emoziona per aver compiuto qualcosa di sperato, ma inattesto, possibile ma incredibile e non scontato.

Welkom. Che letto così, sembra voler dire benvenuto, in inglese. È così che ho sempre pensato che il Motomondiale avesse dato il suo saluto al cambio, alla mutazione, all’addio o tradimento di Rossi alla Honda. Benvenuto, Dottore. Adesso sì che inizia a fare la storia delle due ruote.

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