Yamaha
Aggiornato Mar 28 Apr 2026 alle 08:19La Yamaha sta vivendo una delle fasi più turbolente e al tempo stesso più ricche di cambiamenti della sua storia recente in MotoGP. Tra risultati altalenanti in pista, un mercato piloti in continua evoluzione e una rivoluzione strutturale che punta al rilancio, le ultime notizie sul costruttore di Iwata dipingono un quadro complesso ma in movimento.
Quartararo lascia, Ogura arriva: il nuovo volto della Yamaha ufficiale
La novità più significativa riguarda il futuro della line-up del team factory. Fabio Quartararo, campione del mondo 2021 e volto della Yamaha per anni, ha concluso il suo rapporto con la casa giapponese a fine 2026, passando alla Honda HRC. Un addio che segna la fine di un’era, considerando che il francese aveva rinnovato il contratto fino al 2026 nonostante anni di sofferenza con una M1 lontana dalla vetta. Le sue ultime dichiarazioni da pilota Yamaha erano state impietose: dopo le prime gare del Mondiale 2026, aveva ammesso che “il team non ha idee su come risolvere i problemi” e che tutto della moto era frustrante. Un epilogo amaro per un rapporto che aveva regalato grandi gioie — il titolo mondiale, pole position storiche — ma che negli ultimi anni si era trasformato in una convivenza difficile.
Al suo posto, secondo le ultime indiscrezioni, la Yamaha ufficiale avrebbe scelto Ai Ogura per affiancare Jorge Martin nel 2027. Il giovane pilota giapponese, classe 2001 e campione del mondo di Moto2, ha impressionato nel suo anno da rookie in MotoGP nel 2025 e si sta confermando competitivo anche nel 2026, con due quinti posti nelle prime gare e il settimo posto in classifica generale con 37 punti. La trattativa sarebbe in fase avanzata, anche se manca ancora l’ufficialità. Prima di virare su Ogura, la Yamaha aveva valutato diversi profili, tra cui Daniel Holgado — poi accasatosi al team Gresini — e nomi come Luca Marini, Fabio Di Giannantonio e Toprak Razgatlioglu.
Proprio Razgatlioglu era stato annunciato nel 2025 come nuovo pilota Yamaha per il 2026 con il team Prima Pramac, dopo una carriera straordinaria in Superbike dove aveva conquistato due titoli mondiali e 63 vittorie. Il turco, tuttavia, sta vivendo un debutto complicato nella classe regina: nelle prime gare del 2026 ha faticato ad adattarsi alla MotoGP, raccogliendo il primo punto solo ad Austin. Un percorso di apprendimento atteso, ma che conferma quanto sia difficile il salto dalla Superbike alla MotoGP.
Un mercato 2027 tra rivoluzioni e nuovi equilibri
Il mercato MotoGP 2027 si preannuncia come uno dei più movimentati di sempre, e la Yamaha è al centro di molti degli scenari in gioco. L’arrivo di Ogura nel team ufficiale costringerà il satellite Trackhouse — ex team Aprilia — a riorganizzarsi, con Raul Fernandez in pole per la conferma e Joan Mir come possibile alternativa. Nel frattempo, anche sul fronte costruttori si registrano novità importanti: la Honda sarebbe in trattativa con il team Tech3, attualmente legato a KTM, con l’obiettivo di schierare sei moto in griglia nel 2027 e avvicinarsi al dominio numerico della Ducati, che tra il 2022 e il 2024 aveva raggiunto quota otto moto in pista.
Tutti gli annunci ufficiali, però, restano in attesa della definizione del nuovo accordo tra costruttori e organizzatori del campionato, passaggio necessario per sbloccare formalmente le trattative. Un dettaglio burocratico che tiene in sospeso un mercato già di fatto definito nei suoi contorni principali.
Vale la pena ricordare che la trasformazione della Yamaha era iniziata già nel 2024, quando Pramac Racing aveva ufficializzato il passaggio da Ducati a Yamaha, siglando un accordo pluriennale di sette stagioni. Una mossa che aveva segnato la volontà della casa di Iwata di costruire un progetto solido e competitivo, dotando il team satellite del miglior materiale disponibile. Un cambio di strategia che, almeno nelle intenzioni, puntava a replicare il modello Ducati, capace di dominare il campionato anche grazie alla forza numerica in griglia.
La Yamaha in pista: luci e ombre di una transizione
Sul piano delle prestazioni, il 2025 aveva rappresentato un anno di timida rinascita per la M1. Quartararo aveva ottenuto pole position a Jerez, Le Mans e Assen, oltre a un secondo posto nel Gran Premio di Spagna — il primo podio dopo anni di digiuno. Risultati che avevano alimentato speranze, anche se la distanza dalla Ducati in gara restava evidente. Il 2026, invece, ha riportato la Yamaha in una situazione critica: tutte le moto della casa giapponese hanno chiuso nelle ultime posizioni nei test pre-stagionali, e le prime gare hanno confermato le difficoltà, con Quartararo sempre più frustrato e apertamente critico verso il team.
Anche in Superbike la situazione non è stata più rosea: Andrea Locatelli ha vissuto un inizio di stagione 2026 difficile, raccogliendo solo un quinto posto nelle tre gare di Phillip Island e ammettendo che i risultati ottenuti “non sono sufficienti” rispetto al potenziale della moto. Un segnale che le difficoltà della Yamaha non riguardano solo la MotoGP, ma investono più in generale la competitività del costruttore giapponese su più fronti.
Nonostante tutto, c’è chi crede nel progetto. Carlo Pernat, manager di Enea Bastianini, aveva dichiarato senza esitazioni di essere pronto a “mettere delle fiches” sulla Yamaha, convinto che con gli investimenti fatti — tra cui l’ingaggio di Massimo Bortolini e la partnership con Pramac — la casa di Iwata possa tornare al top nel giro di qualche anno. Una fiducia che il mercato sembra condividere, a giudicare dalla quantità di movimenti che ruotano attorno al marchio dei Tre Diapason in vista del 2027.