Mercato Inter, stellina a rischio: bisogna vendere per accontentare Chivu

Articolo di Aldo Seghedoni

In mezzo al campo c'è grande affollamento ma il tecnico desidera da tempo allenare il campione inglese.

In questa prima parte di calciomercato l’Inter si è concentrata sul rinforzare la difesa e, oltre al nuovo portiere Ivan Provedel, Beppe Marotta e Piero Ausilio hanno portato a Milano anche l’esperto John Stones Proveniente dal Manchester City. I nerazzurri sembrano decisi a confermare Pavard per completare il pacchetto difensivo e vogliono investire in mezzo al campo.

Numericamente i campioni d’Italia non hanno urgenza ma Cristian Chivu continua a spingere per allenare Curtis Jones, campione del Liverpool che l’Inter ha provato ad acquistare già la scorsa estate. Il classe 2001 può essere schierato anche come regista e l’anno scorso con i Reds è stato impiegato anche da terzino: la duttilità è tra le sue migliori doti e Chivu vorrebbe portarlo subito a Milano.

La richiesta del Liverpool per liberare Jones è di circa 40 milioni di euro e il club inglese non ha intenzione di fare sconti. Oltre ai partenti Davide Frattesi e Kristjan Asllani, l’Inter dovrebbe vendere anche Aleksandar Stanković per accontentare Chivu, un sacrificio molto importante considerando il potenziale del figlio di Dejan.

La dirigenza nerazzurra è divisa sulla questione: c’è chi preferirebbe dare fiducia al giovane Aleksandar e chi invece preferirebbe liberare il posto per un calciatore più pronto come Curtis Jones. Lo stesso Cristian Chivu pare sia molto combattuto: da una parte considera Jones un innesto importantissimo per i suoi schemi, dall’altra è molto legato a Stanković (i due hanno lavorato insieme nella Primavera del Biscione) ed è soddisfatto del precampionato del classe 2005.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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