Fabio Grosso

Aggiornato Mar 08 Set 2026 alle 18:05

La notizia era nell’aria da ore, ma è arrivata quasi a mezzanotte: la Fiorentina ha esonerato Fabio Grosso. Con un comunicato laconico diffuso nella serata del 6 settembre 2026, il club viola ha reso noto che il tecnico romano è stato sollevato dall’incarico di allenatore della Prima Squadra maschile. Una decisione che chiude un’avventura durata appena tre giornate di campionato, tutte perse, e che segna un altro capitolo amaro nella carriera di un allenatore che aveva convinto tutti con il lavoro svolto al Sassuolo.

Tre sconfitte in tre gare: un inizio da incubo

L’avvio di stagione della Fiorentina sotto la guida di Grosso è stato semplicemente disastroso. Prima il pesante 4-0 subito all’Olimpico contro la Roma di un ispiratissimo Malen, poi la clamorosa sconfitta casalinga contro il neopromosso Frosinone per 3-0, infine la rimonta subita dal Torino di Ignazio Abate al Franchi. Proprio quest’ultima partita si è rivelata fatale: i viola erano passati in vantaggio al 48′ con Pellegrino, ma i granata hanno ribaltato il risultato con Mandragora al 74′ — ex viola ceduto nell’ultimo giorno di mercato per soli cinque milioni — e con Adams all’82’. Una partenza che alla Fiorentina non si registrava dalla stagione 1935-36, come sottolineato da più parti.

La curva non aveva nascosto il proprio malcontento già nel corso della gara contro il Torino, intonando ripetutamente il coro ‘Grosso salta la panchina’. Un segnale inequivocabile dell’umore di una piazza già esasperata dopo le prime due sconfitte. Nel pomeriggio del 6 settembre, il tecnico aveva ancora escluso pubblicamente qualsiasi ipotesi di dimissioni, assumendosi tutte le responsabilità: ‘Non ho mai pensato alle dimissioni’, aveva dichiarato, ricordando di essere consapevole fin dall’inizio delle difficoltà che avrebbe incontrato a Firenze. La società, in quel momento, aveva fatto filtrare una linea di continuità. Poi, nel giro di poche ore, qualcosa è cambiato in maniera decisiva.

Da Firenze a Firenze: la parabola di Grosso

L’arrivo di Grosso alla Fiorentina, annunciato a giugno 2026, era stato accolto con entusiasmo. Il campione del mondo 2006 aveva firmato un contratto biennale da 1,2 milioni di euro all’anno, portando con sé la credibilità guadagnata al Sassuolo: prima la promozione dalla Serie B, poi una salvezza tranquilla da neopromosso con l’undicesimo posto in classifica. Un curriculum solido, costruito con pazienza dopo esperienze alterne tra Bari, Verona, Brescia, Frosinone e la breve e sfortunata parentesi al Lione, dove fu esonerato dopo appena due mesi nel novembre 2023 con la squadra ultima in classifica.

A Firenze, Grosso aveva preso il posto di Paolo Vanoli con l’obiettivo dichiarato di riscattare una stagione precedente deludente. Il mercato estivo aveva portato diversi cambiamenti nella rosa viola, e proprio questa fase di transizione era stata addotta dalla società come motivazione per non procedere all’esonero immediato dopo le prime due sconfitte. Una valutazione che si è rivelata temporanea: la terza sconfitta consecutiva ha fatto saltare ogni equilibrio.

Chi siederà sulla panchina viola?

Con l’esonero di Grosso si apre immediatamente il rebus del successore. Nelle ore precedenti all’annuncio ufficiale circolavano già i primi nomi, e tra i candidati più accreditati spicca quello di Alberto Gilardino, anch’egli campione del mondo 2006 come Grosso e legato a Firenze da un trascorso da calciatore tra il 2008 e il 2012 e poi nel 2015. Una suggestione tutta italiana, che farebbe leva sul legame affettivo tra l’ex attaccante e la città toscana. In ascesa anche le quotazioni di Thiago Motta, che dopo l’esonero dalla Juventus nella stagione 2024-2025 è alla ricerca di una nuova panchina per rilanciarsi.

La Fiorentina si trova dunque a dover correre ai ripari in tempi rapidissimi, con una classifica già compromessa e una piazza che chiede risposte immediate. L’esonero di Grosso rappresenta una svolta brusca per un club che aveva scelto il tecnico romano con convinzione appena tre mesi fa, e che ora deve trovare in fretta l’uomo giusto per raddrizzare una stagione già pericolosamente in salita.