Fabio Grosso non si dimette ma circola già un nome come alternativa

Articolo di Flavio Brambilla

Nonostante la dura contestazione dei tifosi, ma soprattutto tre sconfitte di fila in tre gare, di cui due in casa, resta alla guida della Fiorentina.

Fabio Grosso non si dimette e, nonostante la dura contestazione dei tifosi, ma soprattutto tre sconfitte di fila in tre gare, di cui due in casa, resta alla guida della Fiorentina. Dopo la sconfitta contro il Torino, l’allenatore viola ha escluso qualsiasi passo indietro, assumendosi però tutte le responsabilità per un avvio di stagione decisamente al di sotto delle aspettative. “Non ho mai pensato alle dimissioni”, ha chiarito il tecnico, ricordando di essere consapevole fin dall’inizio delle difficoltà che avrebbe incontrato a Firenze.
La tensione attorno alla squadra è però evidente. La curva, dopo aver sostenuto i viola per buona parte della gara, ha manifestato apertamente la propria delusione, intonando più volte il coro “Grosso salta la panchina”. A pesare sono soprattutto i risultati: tre sconfitte nelle prime tre giornate di campionato, una partenza che alla Fiorentina non si registrava dalla stagione 1935-36.
Nonostante il malcontento della piazza, la società per ora non sembra intenzionata a cambiare allenatore. Nessun dirigente si è presentato nel dopopartita per difendere pubblicamente Grosso, ma la linea fatta filtrare dal club è quella della continuità. Proprietà e dirigenza non sono soddisfatte né dei risultati né delle prestazioni, tuttavia ritengono prematuro un esonero, considerando i numerosi cambiamenti estivi e una squadra ancora in fase di costruzione.
Ovviamente stanno già cominciando a circolare i primi nomi nel caso in cui la situazione non dovesse raddrizzarsi velocemente: da escludere un Paolo Vanoli-bis, c’è chi ipotizza una chance per un altro campione del mondo del 2026, Alberto Gilardino, in viola da calciatore dal 2008 al 2012 e per alcuni mesi nel 2015.

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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