Esplode un altro caso a pochissimi giorni dall'inizio della rassegna iridata: i Bafana Bafana non possono volare in Messico.
La partenza del Sudafrica per il Mondiale 2026 è saltata all’ultimo momento. I Bafana Bafana avrebbero dovuto lasciare il Paese domenica, con un volo charter diretto verso la base di preparazione a Pachuca, in Messico, ma come riportato da Reuters diversi giocatori e membri dello staff non hanno ancora ottenuto il visto, a soli undici giorni dall’esordio contro i padroni di casa, costringendo la delegazione a un rinvio e a una conseguente riunione d’emergenza per capire il da farsi.
La situazione ha provocato un’ondata di critiche. Il ministro dello Sport, Gayton McKenzie, ha definito la vicenda “imbarazzante e profondamente ingiusta” nei confronti di squadra e allenatori, annunciando di aver chiesto alla Federazione un rapporto dettagliato e provvedimenti verso i responsabili. “Ci stanno facendo fare la figura degli stupidi” ha scritto in un post.
La SAFA, la Federazione calcistica sudafricana, ha confermato in una nota che la partenza è stata rinviata per “problemi legati ai visti” e ha assicurato di star lavorando senza sosta per consentire alla delegazione di raggiungere Città del Messico il prima possibile. Nel frattempo, la nazionale continuerà ad allenarsi a Johannesburg, in attesa dell’esito della riunione d’emergenza.
Il Sudafrica manca dai Mondiali dall’edizione ospitata in casa nel 2010. Il percorso verso il 2026 era già stato accidentato: un errore amministrativo aveva rischiato di compromettere la qualificazione, dopo che la vittoria per 2-0 sul Lesotho era stata annullata per l’impiego del giocatore squalificato Teboho Mokoena. Nonostante la penalizzazione, i Bafana Bafana sono riusciti a chiudere il girone con un punto di vantaggio su Nigeria e Benin. Il sorteggio li ha inseriti nel Gruppo A con Messico, Repubblica Ceca e Corea del Sud.
Il caso Sudafrica non è isolato in un Mondiale 2026 che non è ancora iniziato ma sta vivendo situazioni caotiche e potenziali defezioni: resta infatti delicata la situazione dell’Iran, coinvolto in un conflitto aperto con gli Stati Uniti e al centro di un braccio di ferro diplomatico, e non va dimenticata la questione legata alla Repubblica Democratica del Congo, alle prese con l’emergenza sanitaria legata all’Ebola e ai rigidi protocolli statunitensi.
In questo scenario, torna inevitabilmente a circolare l’ipotesi di un ripescaggio qualora una delle nazionali coinvolte non riuscisse a prendere parte al torneo. L’Italia, prima esclusa nel ranking FIFA tra le non qualificate, resta una delle selezioni che verrebbero prese in considerazione in caso di forfait.