Sudafrica

Aggiornato Sab 11 Lug 2026 alle 15:49

Il Sudafrica ha vissuto un Mondiale 2026 da protagonista inatteso, scrivendo pagine di storia del calcio africano prima di uscire di scena agli ottavi di finale. Un percorso fatto di sorprese, battaglie e momenti indimenticabili, che ha tenuto il mondo con il fiato sospeso dall’esordio all’Azteca fino all’ultima disperata resistenza al SoFi Stadium di Los Angeles.

Il cammino dei Bafana Bafana: dalla sconfitta inaugurale alla storica qualificazione

Le ultime notizie sul Sudafrica ai Mondiali 2026 raccontano una storia di crescita progressiva e di un gruppo che ha saputo superare ostacoli enormi, anche fuori dal campo. Prima ancora di scendere in campo, i Bafana Bafana avevano rischiato di non partire nemmeno: a fine maggio, la delegazione sudafricana aveva dovuto rinviare il volo charter verso la base di Pachuca, in Messico, perché diversi giocatori e membri dello staff non avevano ancora ottenuto il visto americano. Una situazione definita “imbarazzante e profondamente ingiusta” dal ministro dello Sport Gayton McKenzie, che aveva scatenato reazioni durissime e persino una nota di protesta dell’Iran, alle prese con un analogo braccio di ferro burocratico con Washington.

Una volta risolti i problemi burocratici, il Sudafrica ha fatto il suo ingresso nel torneo con una sconfitta per 2-0 contro il Messico nella partita inaugurale all’Azteca, terminando addirittura in nove uomini per le espulsioni di Sithole e Zwane. Un inizio difficile, ma non definitivo. Nella seconda giornata del Gruppo A, contro la Repubblica Ceca, i Bafana Bafana hanno strappato un pareggio per 1-1 grazie a un rigore trasformato da Mokoena all’83’, dopo essere stati in svantaggio per quasi tutta la partita. La rete del pareggio era arrivata su decisione dell’arbitra americana Tori Penso, seconda donna nella storia a dirigere una partita di un Mondiale maschile, che aveva assegnato il penalty per un fallo di mano confermato dal VAR.

Il momento più esaltante è arrivato nell’ultima giornata del girone, quando il Sudafrica ha battuto 1-0 la Corea del Sud grazie a un preciso sinistro di Maseko nella ripresa, conquistando uno storico accesso ai sedicesimi di finale: un traguardo mai raggiunto nemmeno nel Mondiale casalingo del 2010. La Corea del Sud, che con un pareggio avrebbe chiuso al secondo posto, è rimasta beffata nonostante l’ingresso in campo di Son nella ripresa.

Los Angeles, Eustaquio e la fine del sogno

Ai sedicesimi di finale, il Sudafrica ha affrontato il Canada al SoFi Stadium di Los Angeles in una partita entrata nella storia per più di un motivo. I canadesi, secondi nel Gruppo B alle spalle della Svizzera, erano costretti a giocare in trasferta rispetto al loro Mondiale casalingo: una stranezza regolamentare che ha fatto del Canada la prima nazionale a disputare una gara di un Mondiale di cui è paese organizzatore fuori dai propri confini.

Per quasi tutta la partita, il portiere Williams è stato il vero protagonista, parando tutto ciò che il Canada riusciva a costruire. Jonathan David, attaccante della Juventus, si è scontrato più volte con la sua resistenza senza riuscire a sbloccarsi, nonostante le numerose occasioni create. Il Sudafrica ha retto con le unghie e con i denti, costruendo anche qualche occasione pericolosa con Appollis, e sembrava destinato ai supplementari. Invece, al 92′, Stephen Eustaquio ha firmato il gol della qualificazione canadese con uno splendido tiro in controbalzo, spezzando il sogno dei Bafana Bafana e mettendo fine a un Mondiale comunque straordinario per la nazionale di Hugo Broos.

Attorno a quella partita si era creata anche una curiosa storia di scommesse e superstizioni. Il rapper canadese Drake aveva annunciato sui social di aver puntato 770mila dollari sulla vittoria del Canada, con una quota di 1.30 che gli ha fruttato circa un milione di dollari. La giocata era nata da una provocazione del dj sudafricano Black Coffee, che aveva stuzzicato il cantante in chat. I tifosi canadesi avevano tremato alla notizia, temendo la famigerata “Drake Curse”: la maledizione del rapper, che in passato aveva colpito tra gli altri Jannik Sinner agli US Open 2025, sconfitto in finale da Carlos Alcaraz nonostante i 300mila dollari puntati da Drake sul tennista azzurro. Stavolta, però, la maledizione non si è materializzata.

Il Mondiale 2026 si chiude dunque per il Sudafrica con un bilancio complessivamente positivo, considerando le difficoltà iniziali e le aspettative modeste alla vigilia. Dalla sconfitta inaugurale contro il Messico all’eliminazione agli ottavi per mano del Canada, i Bafana Bafana hanno dimostrato di poter competere con le migliori nazionali del mondo, lasciando un’impronta significativa in questa edizione della Coppa del Mondo. Il portiere Williams, già diventato eroe nazionale alla Coppa d’Africa 2024 parando quattro rigori contro Capo Verde, ha confermato di essere uno dei migliori nel suo ruolo, e l’intera squadra ha guadagnato rispetto e ammirazione a livello internazionale.