Situazione scomoda dopo l'emergenza Ebola che ha creato problemi diplomatici e logistici
Ancora attrito tra la Repubblica Democratica del Congo e gli Stati Uniti a pochi giorni dall’inizio del Mondiale ospitato dagli USA, dal Messico e dal Canada. L’emergenza Ebola aveva spinto la Casa Bianca a pretendere in un primo momento l’isolamento in una bolla della selezione congolese, pena la revoca dell’ingresso in America, ma il caso diplomatico era stato risolto dalla FIFA che aveva assicurato la piena sicurezza sanitaria del team africano.
Il nuovo scontro riguarda invece i tifosi: la Repubblica Democratica del Congo ha chiesto alla FIFA di rimborsare il costo dei biglietti per i Mondiali 2026 acquistati dai tifosi che ora non possono entrare negli Stati Uniti a causa delle restrizioni di viaggio legate all’Ebola. Lo riporta la BBC. I Leopardi tornano ai Mondiali per la prima volta dal 1974, ma i loro sostenitori difficilmente avranno il visto per poter viaggiare verso gli USA. Gli Stati Uniti hanno infatti vietato l’ingresso ai non americani che sono stati nella RD Congo, in Uganda o in Sud Sudan negli ultimi 21 giorni. “Abbiamo chiesto alla FIFA se è possibile prendere in considerazione questa situazione, perché i biglietti costano un po’ caro”, ha dichiarato alla BBC Sport Africa Veron Mosengo-Omba, presidente della federazione calcistica della RD Congo (Fecofa). “Sono puniti perché non possono entrare negli USA per vedere i Mondiali e sostenere la loro squadra. Non vogliamo che i nostri tifosi, che amano il calcio e amano i Mondiali, perdano tutto”.
I biglietti sono fino a sette volte più costosi rispetto al torneo del 2022 in Qatar a causa del modello di pricing dinamico della FIFA. In risposta alla richiesta della Fecofa, la Federazione mondiale ha dichiarato alla BBC che “valuterà la questione a tempo debito”. La politica standard dell’organo mondiale prevede che i biglietti vengano messi in rivendita o trasferiti a un’altra persona, piuttosto che rimborsati, riservando quest’ultima opzione a circostanze eccezionali come la cancellazione delle partite. La seconda partita del girone del Congo contro la Colombia si giocherà a Guadalajara, e la maggior parte dei tifosi congolesi si sta ora orientando a dirottare i propri piani di viaggio verso il Messico, riporta sempre il canale britannico.
La restrizione come detto non riguarda la squadra congolese: tutti i 26 giocatori della selezione di Sebastien Desabre e tutto lo staff tecnico sono basati fuori dal Paese o hanno già lasciato il Paese per soddisfare il requisito della quarantena di 21 giorni. Il caso aveva scatenato voci su un possibile ripescaggio dell’Italia o di altre nazionali eliminate, simili a quelle sulla situazione dell’Iran.