Ripescaggio Italia ai Mondiali, arriva una sentenza senza appello

Articolo di Aldo Seghedoni

Le speranze non sono nulle ma per qualcuno sono ormai ridotte al lumicino.

Mentre si continua a discutere della possibilità di un ripescaggio dell’Italia in vista dei Mondiali 2026 che si disputeranno in estate tra Stati Uniti, Messico e Canada, arriva una nuova sentenza senza appello. Sulla base della situazione in corso, abbiamo chiesto all’Intelligenza Artificiale una stima realistica e quindi non “teorica” della percentuale di possibilità che gli Azzurri alla fine partecipino alla Coppa del Mondo. E le speranze, sebbene non siano nulle, sono ormai ridotte al lumicino.

Come si sottolinea mettendo insieme i dati, l’evento iniziale è già improbabile. Serve infatti prima che l’Iran rinunci al Mondiale 2026, venga escluso, oppure non possa partecipare per motivi geopolitici. E al momento FIFA continua a considerare l’Iran regolarmente qualificato. Anche se l’Iran uscisse, peraltro, l’Italia non sarebbe la sostituta naturale.

La linea più logica e più citata è che, in caso di defezione dell’Iran, si proceda alla sostituzione con una nazionale asiatica (che ha quindi partecipato alle qualificazioni della AFC). In questo caso, esclusa ovviamente l’Italia, la principale candidatura coinvolgerebbe probabilmente gli Emirati Arabi Uniti o altra squadra AFC meglio piazzata.

La FIFA ha in ogni caso discrezionalità totale sulla decisione. Il regolamento lascia alla FIFA “sole discretion” nella scelta dell’eventuale sostituta, e questo è l’unico motivo per cui si parla ancora dell’Italia. I motivi per cui gli Azzurri risultano ancora in corsa sono essenzialmente tre: quella italiana è la nazionale non qualificata col ranking più alto, la sua partecipazione ai Mondiali 2026 commercialmente sarebbe molto appetibile e alcuni scenari mediatici ipotizzano un mini-playoff straordinario.

Nonostante tutto questo, i segnali concreti sono negativi. Al momento, infatti, non risulta “nessun piano” della FIFA per sostituire Iran con Italia, governo italiano e CONI sono contrari all’idea e infine precedenti e logica sportiva favoriscono una squadra della stessa confederazione. Quindi, traducendola in percentuali pratiche: l’Iran regolarmente al Mondiale è stimato al 95-98%, con uno scenario che apre il posto a un ripescaggio ridotto al 2-5%. Oltretutto che l’Italia sia effettivamente scelta da FIFA in quello scenario rappresenta al momento la minoranza delle possibilità. Da qui la stima finale molto bassa.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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