Il direttore sportivo è stato chiaro riguardo al prolungamento del difensore francese.
Nei giorni corsi il Bayern Monaco ha annunciato il rinnovo di contratto di Dayot Upamecano, arrivato al termine di una trattativa lunghissima che in diversi momenti è stata molto vicina a saltare. L’accordo con il difensore francese non è stato molto economico per il club bavarese ma Max Eberl, intervistato da Sport1, ha provato a giustificarsi.
“Certo, i rinnovi di contratto costano, però costa ancora di più dover acquistare calciatori forti quanto Joshua Kimmich, Jamal Musiala, Alphonso Davies o Dayot Upamecano, ammesso che si riesca a trovarli. Per esempio, Jérémy Jacquet dello Stade Rennes sarebbe stato un ottimo giocatore per noi, ma quando abbiamo visto che andrà al Liverpool a 19 anni per una cifra stimata di 70 milioni di euro, abbiamo dovuto valutare cosa fosse meglio per noi. E la nostra risposta è stata quella di puntare sul rinnovo di Dayot. Conosce il club, è nel pieno della sua carriera ed è uno dei migliori difensori centrali al mondo. Sia dal punto di vista sportivo che finanziario, è stata la decisione giusta”.
A far discutere è stato soprattutto il bonus alla firma, una pratica che il Bayern Monaco è costretto a concedere spesso: “Le somme coinvolte sono certamente cambiate e, in quest’epoca di mercato, se ne parla sempre di più – ha continuato Max Eberl -. I bonus hanno però sempre giocato un ruolo in queste trattative, specialmente dopo la sentenza Bosman del 1995. Molti anni fa, un giocatore era solitamente disponibile a parametro zero solo se ritenuto in esubero dal club, ora molti giocatori si assumono semplicemente il rischio di entrare nell’ultimo anno del loro contratto e vedere cosa succede. Questo conferisce ai bonus alla firma un significato particolare”.
Nella trattativa con Dayot Upamecano è emerso, ancora una volta, il ruolo cruciale degli agenti dei calciatori che spesso richiedono commissioni altissime ai club: “Gli agenti non sono un fenomeno nuovo e forse i giocatori hanno sempre più la sensazione di doversi tutelare. I contratti ora hanno 30 pagine o più. Riguardano marketing, diritti e altro ancora. Il business degli agenti si è quindi sviluppato perché, oltre alle prestazioni in campo, sono entrati in gioco molti altri fattori” ha detto Eberl.