Ripescaggio Italia ai Mondiali, la Federazione neozelandese non ne vuole sapere

Articolo di Aldo Seghedoni

La Coppa del Mondo si svolgerà negli Stati Uniti, in Messico e in Canada dall’11 giugno al 19 luglio ma ci sono tre squadre (Nuova Zelanda, Egitto e Belgio) che ancora non sanno se sfideranno o meno l’Iran: una situazione paradossale. La Federazione calcistica neozelandese ha dichiarato che continuerà a monitorare la situazione. Ha inoltre richiamato la dichiarazione della FIFA del 18 marzo, in cui si affermava che l’organizzazione non vede l’ora che tutte le squadre partecipanti competano secondo il calendario delle partite annunciato il 6 dicembre. “Ci stiamo preparando a disputare le partite della Coppa del Mondo FIFA 2026 come previsto, fino a quando non riceveremo indicazioni diverse dalla FIFA”, ha dichiarato la Federazione calcistica neozelandese. Contro la Nuova Zelanda, ai Mondiali del Sudafrica, nel 2010, i campioni del mondo in carica non andarono oltre l’1-1, con Iaquinta che agguantò gli All Whites su rigore dopo il goal di Smeltz nei minuti iniziali, arrivato sugli sviluppi di un calcio di punizione.

Il nodo centrale della vicenda riguarda l’Iran, in guerra dal 28 febbraio dopo essere stato attaccato da Stati Uniti e Israele. La selezione di Teheran aveva chiesto alla FIFA di spostare le proprie partite del girone — originariamente programmate a Los Angeles il 15 e il 21 giugno e a Seattle il 26 giugno — in territorio messicano, ma la richiesta è stata respinta. A confermarlo è stata la presidente messicana Claudia Sheinbaum, che ha dichiarato ad Al-Jazeera: “La FIFA ha infine deciso che le partite non possono essere spostate dalle sedi originarie. Il trasferimento renderebbe la logistica troppo complicata, e questa decisione è stata presa dalla FIFA”. A ribadire la posizione di Teheran è stato il ministro dello Sport iraniano Ahmad Donyamali: “La probabilità che l’Iran partecipi alle partite dei Mondiali negli Stati Uniti è molto bassa”.

Sul piano regolamentare, l’articolo 6, paragrafo 7 del regolamento della competizione stabilisce che “in caso di ritiro o esclusione di una federazione partecipante, la FIFA deciderà a sua esclusiva discrezione e adotterà i provvedimenti che riterrà opportuni”. Una norma che lascia aperto qualsiasi scenario, anche se la prassi consolidata vorrebbe che il posto venisse assegnato a una selezione dello stesso continente asiatico. In questo senso, gli Emirati Arabi Uniti restano i candidati più accreditati: per gli UAE si tratterebbe di un ritorno storico, con l’unica precedente partecipazione a una fase finale risalente a Italia ’90, quando il Paese arabo fu inserito in un girone con Germania Ovest, Jugoslavia e Colombia, uscendo con tre sconfitte e dieci gol subiti.

Tuttavia, nelle ultime ore sta prendendo sempre più corpo l’ipotesi di un mini-torneo intercontinentale dell’ultimo minuto. Secondo quanto riportato dal portale francese nicematin, le quattro squadre coinvolte potrebbero essere Italia e Danimarca per la UEFA, ed Emirati Arabi Uniti e Oman per l’AFC. Gli Azzurri, attualmente tredicesimi nel ranking FIFA, sono la nazionale con il coefficiente più alto tra quelle non qualificate al Mondiale. La decisione definitiva della FIFA dovrebbe arrivare entro la fine di aprile o ai primi di maggio, con l’Iran che avrebbe tempo fino al 13 maggio per comunicare l’eventuale forfait ufficiale, pena pesanti sanzioni.

La prospettiva di un possibile ripescaggio dell’Italia non ha lasciato indifferenti le altre squadre del Gruppo G. In Belgio, i media sportivi bollano l’ipotesi come “folle” e “surreale”, sottolineando come l’inserimento degli Azzurri complicherebbe non poco il percorso dei Diavoli Rossi, che erano stati sorteggiati in uno dei gironi più abbordabili dell’intero torneo. La sfida tra Italia e Belgio sarebbe in programma il 21 giugno a Los Angeles, città con una folta comunità italiana. Un timore tutt’altro che infondato: dal 2000 l’Italia ha vinto 6 delle 8 partite disputate contro il Belgio, perdendone soltanto una. Sul fronte italiano, invece, il ministro dello Sport Andrea Abodi ha commentato la questione con evidente imbarazzo: “Mi sembra difficile che possa essere ripescata un’europea e non me lo auguro neanche”.

Gli dicono tutti che è troppo elegante ma lui non crede sia vero. Ha sempre avuto una grande attrazione per la NBA ma l’altezza non l’ha mai supportato e così ha dovuto ben preso riporre il sogno nel cassetto di diventare un giocatore di basket professionista. Ma non considera che scrivere sia un ripiego, tutt’altro.

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