Germania

Aggiornato Lun 30 Mar 2026 alle 23:10

Le ultime notizie sulla nazionale tedesca raccontano di una squadra in piena costruzione verso i Mondiali 2026, con Julian Nagelsmann alle prese con scelte difficili e qualche caso spinoso da risolvere. Il percorso della Mannschaft negli ultimi mesi è stato tutt’altro che lineare, ma la Germania si è qualificata alla rassegna iridata e ora punta a presentarsi in Nord America nella miglior forma possibile.

Sané e il rebus dell’ultima chance

Tra i temi più caldi delle ultime settimane c’è senza dubbio il futuro di Leroy Sané in nazionale. Il commissario tecnico Nagelsmann lo ha convocato per le amichevoli contro Svizzera e Ghana di marzo 2026, ma il messaggio lanciato dall’ambiente tedesco è chiaro: per l’ex Bayern Monaco, ora al Galatasaray, potrebbe trattarsi dell’ultima occasione per guadagnarsi un posto nel gruppo che parteciperà al Mondiale. La leggenda tedesca Stefan Effenberg ha sintetizzato la situazione con parole nette: «Sané non è più un titolare fisso nella nazionale tedesca ma piuttosto un caso limite, e il calciatore lo sa bene. Questa potrebbe essere la sua ultima occasione per partecipare a un grande torneo con la nazionale tedesca. Deve lottare adesso altrimenti sarà troppo tardi».

Nagelsmann, dal canto suo, aveva già espresso la sua posizione in un’intervista a Kicker: «Non abbiamo molti giocatori con il suo profilo. Se la sua salute regge, può essere un giocatore molto importante per noi ai Mondiali». Il ct ha però ammesso candidamente l’incostanza dell’ala: «Siamo onesti: non sappiamo mai al 100% cosa porterà in campo». In questa stagione con il Galatasaray, Sané ha collezionato 6 gol e 8 assist in 35 presenze, un rendimento altalenante che rispecchia quello dell’ultima annata al Bayern. La decisione di Nagelsmann su Sané continua a far discutere nell’ambiente calcistico tedesco.

Nella stessa convocazione spicca anche Deniz Undav, protagonista di una stagione straordinaria con lo Stoccarda: 21 gol in 37 partite tra tutte le competizioni. Nonostante le tensioni nate da un’intervista in cui l’attaccante aveva accusato Nagelsmann di scarsa comunicazione, il ct ha chiarito che il rapporto con Undav è «assolutamente intatto», sottolineando la capacità dell’attaccante di segnare gol decisivi nei momenti che contano.

La qualificazione sofferta e il cammino verso il Mondiale

La strada verso i Mondiali 2026 non è stata priva di insidie per la Germania. Tutto era cominciato nel peggiore dei modi: a settembre 2025, all’esordio nelle qualificazioni, la Slovacchia aveva inflitto uno shock alla Mannschaft vincendo per 2-0. Il capitano Joshua Kimmich aveva lanciato l’allarme senza mezzi termini: «Se continuiamo così, non ci qualificheremo affatto». Una dichiarazione che aveva fatto il giro del mondo e aumentato la pressione su Nagelsmann.

La reazione era però arrivata puntuale. I tedeschi avevano inanellato una serie di vittorie, tra cui un netto 4-0 sul Lussemburgo e un 3-1 sull’Irlanda del Nord, risalendo in testa al girone. La qualificazione era poi arrivata nell’ultima giornata, con la Germania che aveva battuto nuovamente il Lussemburgo per 2-0 grazie a una doppietta di Woltemade. La qualificazione tedesca ai Mondiali 2026 si era decisa all’ultimo respiro, con la Slovacchia che inseguiva fino alla fine.

Prima ancora delle qualificazioni mondiali, la Germania aveva vissuto un’altra avventura intensa in Nations League, eliminando l’Italia nei quarti di finale. I tedeschi avevano vinto 2-1 a San Siro nella gara d’andata, con le reti di Kleindienst e Goretzka, per poi resistere al clamoroso rimonta azzurra nel ritorno di Dortmund, dove il 3-3 finale aveva qualificato la Mannschaft alle semifinali. Successivamente, però, il cammino in Nations League si era concluso in semifinale con la sconfitta per 2-1 contro il Portogallo, decisa da un gol di Cristiano Ronaldo.

Nagelsmann e il progetto tecnico verso Nord America

Al di là dei singoli episodi, ciò che emerge con chiarezza dalle ultime news sulla Germania è la solidità del progetto tecnico di Julian Nagelsmann. Il commissario tecnico ha saputo gestire momenti di crisi, come il crollo iniziale nelle qualificazioni, e situazioni delicate come quella legata a Sané o le tensioni con Undav, mantenendo sempre una linea chiara. Il suo 4-2-3-1 ha mostrato qualità con giocatori come Florian Wirtz, Kimmich e Gnabry, e la rosa a disposizione appare competitiva per puntare in alto al Mondiale che prenderà il via l’11 giugno tra Canada, Messico e Stati Uniti.

Le amichevoli contro Svizzera e Ghana rappresentano l’ultimo banco di prova prima di definire la lista definitiva. Nagelsmann le utilizzerà per sciogliere i nodi ancora aperti, a partire proprio dal caso Sané, e per mettere a punto i meccanismi di una squadra che vuole presentarsi ai Mondiali con ambizioni concrete. Le ultime convocazioni di Nagelsmann confermano una rosa di qualità, con giovani talenti come Lennart Karl che si affiancano ai veterani. La Germania, come sempre, è lì: compatta, imprevedibile, e pronta a recitare un ruolo da protagonista sulla scena mondiale.