Germania

Aggiornato Gio 01 Ott 2026 alle 23:08

La Germania sta vivendo una fase di profonda trasformazione dopo uno dei periodi più bui della sua storia calcistica recente. Le ultime notizie sulla Mannschaft raccontano di una nazionale che ha voltato pagina, affidata a un nuovo commissario tecnico con un progetto ambizioso e una visione chiara per il futuro.

Klopp alla guida della Germania: la rivoluzione inizia con 44 convocati

Jürgen Klopp ha ufficialmente debuttato come selezionatore della nazionale tedesca con una mossa senza precedenti: due liste di convocati per un totale di 44 giocatori, suddivisi in base alle quattro partite di Nations League in programma tra fine settembre e inizio ottobre. La prima rosa è stata impiegata per le sfide contro l’Olanda e la Grecia (andata), mentre la seconda è destinata alle gare contro la Serbia e al ritorno con i greci. Una strategia che riflette la volontà del tecnico di allargare la base, testare profili diversi e costruire un gruppo flessibile fin dai primi giorni del suo mandato.

Tra i nomi più attesi nelle convocazioni spiccava quello di Nicolò Tresoldi, l’attaccante del Club Brugge che aveva dichiarato pubblicamente di voler rappresentare la Germania piuttosto che l’Italia. La sua assenza da entrambe le liste ha sorpreso molti osservatori, considerando che il giocatore aveva già espresso chiaramente la propria preferenza per la Mannschaft. Tutti i dettagli sulle convocazioni di Klopp confermano invece la presenza di elementi come Florian Wirtz, ora al Liverpool, e Nick Woltemade della Juventus, inseriti nella seconda lista.

Klopp era stato nominato commissario tecnico a luglio, dopo le dimissioni di Julian Nagelsmann seguite alla clamorosa eliminazione ai sedicesimi del Mondiale 2026 contro il Paraguay. Nella conferenza stampa di presentazione, l’ex allenatore del Liverpool aveva subito messo in chiaro le proprie condizioni, rivolgendosi direttamente ai tifosi e ai media: «Se vi scaglierete contro la mia famiglia, me ne vado. Se pensate che io sia una schifezza, ditemelo in faccia e me ne andrò immediatamente, senza chiedere alcuna buonuscita». Parole nette, che hanno tracciato il perimetro del suo rapporto con l’ambiente tedesco. Klopp ha anche annunciato che quella con la Germania sarà la sua ultima esperienza da allenatore.

Il fallimento ai Mondiali 2026: il Paraguay e la crisi della Mannschaft

Per capire il contesto in cui Klopp si è inserito, è necessario ripercorrere il disastro del Mondiale 2026. La Germania è stata eliminata dal Paraguay ai sedicesimi di finale, perdendo ai calci di rigore per 4-3 dopo l’1-1 nei tempi regolamentari e supplementari. Una sconfitta che ha lasciato ferite profonde, non solo per il risultato ma per le modalità con cui è maturata.

Le immagini che hanno fatto il giro del mondo mostravano il capitano Joshua Kimmich impegnato in un conciliabolo teso con diversi compagni prima del sesto rigore della serie ad oltranza. Goretzka, Brown, Anton, Thiaw e Tah apparivano tutti esitanti, poco disposti ad assumersi la responsabilità del tiro. Alla fine fu Jonathan Tah a presentarsi sul dischetto, calciando però ben oltre la traversa. I media tedeschi, Bild in testa, hanno duramente criticato i giocatori che avrebbero rifiutato di tirare, mentre sui social sono stati apostrofati come «disertori». Quelle immagini sono diventate il simbolo di una nazionale incapace di reggere la pressione nei momenti decisivi.

Il percorso iridato della Germania era stato comunque contraddittorio fin dall’inizio. Dopo il travolgente 7-1 contro Curaçao all’esordio e la vittoria in rimonta per 2-1 sulla Costa d’Avorio, la Mannschaft aveva subito una sconfitta indolore contro l’Ecuador nell’ultima giornata del girone, già qualificata al primo posto. Contro il Paraguay, però, il copione si era ripetuto in modo drammatico: oltre 300 passaggi nel primo tempo contro i 55 degli avversari, zero tiri in porta, e il gol subito da Enciso di testa al 42′. Le polemiche sui «disertori» hanno dominato il dibattito tedesco per settimane dopo l’eliminazione.

A rendere ancora più amaro il bilancio era stato il record negativo di Manuel Neuer: contro il Paraguay era arrivata la decima partita consecutiva ai Mondiali con almeno un gol subito, un primato negativo senza precedenti nella storia della nazionale. L’ultimo clean sheet risaliva alla finale del Mondiale 2014 vinta contro l’Argentina. Da allora, in tutte le successive dieci gare iridate, Neuer era stato costretto almeno una volta a raccogliere il pallone in fondo alla rete.

Ora, con Klopp in panchina e una rosa rinnovata, la Germania prova a ripartire. Le ultime news sulla Mannschaft parlano di un progetto ambizioso, fondato su una base ampia di giocatori e su una leadership carismatica che vuole ridare identità e coraggio a una nazionale che, dopo la vittoria mondiale del 2014, ha faticato a ritrovare se stessa nei momenti che contano. Le prossime partite di Nations League saranno il primo banco di prova per capire se la rivoluzione di Klopp è già in moto.