Germania
Aggiornato Lun 29 Giu 2026 alle 23:33Il cammino della Germania ai Mondiali 2026 si è concluso nella fase a gironi con un bilancio di due vittorie e una sconfitta, sufficiente tuttavia per chiudere al primo posto nel Gruppo E e accedere ai sedicesimi di finale. Le ultime notizie sulla Mannschaft raccontano di una squadra capace di dominare le avversarie più deboli ma anche di cedere il passo quando l’intensità è venuta meno, come dimostrato dalla clamorosa sconfitta contro l’Ecuador nell’ultima giornata.
Il Mondiale della Germania: dominio, rimonte e la beffa dell’Ecuador
La rassegna iridata in Nord America era iniziata nel migliore dei modi per la Mannschaft: un travolgente 7-1 contro Curaçao all’esordio aveva lanciato segnali chiari sulla qualità della rosa a disposizione di Julian Nagelsmann. Havertz con una doppietta, Nmecha, Schlotterbeck, Musiala, Brown e Undav avevano fatto a pezzi gli isolani, con l’unica nota stonata rappresentata dal momentaneo 1-1 firmato da Comenencia. Nella seconda partita, contro la Costa d’Avorio, era arrivata una vittoria sofferta per 2-1: gli Elefanti erano passati in vantaggio con Kessie al 30′, e la Germania aveva dovuto aspettare la ripresa e le sostituzioni di Nagelsmann per ribaltare il risultato. Decisivo ancora una volta Deniz Undav, entrato dalla panchina e autore di una doppietta che aveva regalato i tre punti ai tedeschi, con il gol decisivo arrivato addirittura al 94′.
L’ultima giornata del girone, però, ha riservato una sorpresa amara. L’Ecuador ha ribaltato la Germania per 2-1, in una partita che i sudamericani hanno dominato per larghi tratti contro una Mannschaft remissiva e senza idee, già qualificata e al sicuro del primo posto. Sané aveva portato avanti i tedeschi al 2′, ma Angulo aveva pareggiato al 9′ e Plata aveva firmato il definitivo 2-1 al 78′. Una sconfitta indolore sul piano della classifica, ma che ha evidenziato i limiti di una squadra capace di abbassare la guardia quando la posta in palio sembra ridotta.
Undav e Sané: i protagonisti della spedizione tedesca
Tra i giocatori più in vista della Germania in questo Mondiale spicca senza dubbio Deniz Undav, l’attaccante dello Stoccarda che si era già messo in mostra nelle amichevoli pre-torneo. Stefan Effenberg aveva sottolineato la sua qualità speciale: quella di segnare gol decisivi nei momenti che contano, non solo reti di contorno. Una caratteristica che Nagelsmann ha saputo sfruttare con intelligenza, inserendolo spesso a gara in corso per cambiare l’inerzia delle partite. Undav aveva già dimostrato questo vizio del gol nell’amichevole contro il Ghana di marzo, quando aveva firmato all’88’ il 2-1 decisivo.
Più controversa la figura di Leroy Sané, l’ala del Galatasaray che aveva vissuto mesi di incertezza sulla sua convocazione. Nagelsmann aveva ammesso pubblicamente l’incostanza del giocatore, definendolo un “caso limite” ma riconoscendone l’unicità del profilo tecnico. Alla fine Sané era stato convocato e aveva trovato spazio nel torneo, risultando però al centro di una polemica nell’ultima partita contro l’Ecuador: il suo gol del vantaggio era stato preceduto da un fallo su Pedro Vite non rilevato dall’arbitro né dal VAR, scatenando le proteste furiose dei sudamericani.
Da segnalare anche la vicenda di Lennart Karl, il giovane talento del Bayern Monaco che era stato costretto a lasciare il ritiro prima dell’inizio del torneo a causa di un infortunio in allenamento. La sua assenza aveva privato Nagelsmann di una delle opzioni più interessanti in attacco, anche se la rosa tedesca si era dimostrata sufficientemente profonda per sopperire alla perdita.
Il contesto: dalla Nations League alle qualificazioni mondiali
Il percorso che ha portato la Germania al Mondiale era stato tutt’altro che lineare. La sconfitta all’esordio nelle qualificazioni contro la Slovacchia per 2-0 aveva scosso profondamente l’ambiente, con il capitano Joshua Kimmich che aveva lanciato l’allarme: “Se continuiamo così, non ci qualificheremo affatto”. La rimonta era poi arrivata, con la Germania che aveva chiuso il girone davanti agli slovacchi e staccato il biglietto per il Mondiale.
Prima delle qualificazioni, la Mannschaft aveva anche disputato una Nations League intensa, eliminando l’Italia nei quarti di finale grazie a una rimonta a San Siro e a un 3-3 nel ritorno di Dortmund, salvo poi cedere in semifinale al Portogallo di Cristiano Ronaldo per 2-1. Risultati che avevano confermato la solidità del progetto di Nagelsmann, pur evidenziando alcune fragilità difensive che si sarebbero ripresentate anche in questo Mondiale. Ora la Germania attende di conoscere la propria avversaria nei sedicesimi di finale, con la consapevolezza di essere una delle favorite per il titolo ma anche con la consapevolezza che, quando abbassa la guardia, può essere battuta da chiunque.