Danimarca
Aggiornato Mer 15 Apr 2026 alle 17:56La Danimarca è protagonista di un momento cruciale nel suo percorso verso i Mondiali 2026, con le ultime notizie che raccontano una nazionale in piena evoluzione, tra sfide decisive nei playoff e un attaccante ritrovato che sta facendo parlare di sé in tutta Europa.
Playoff Mondiali 2026: la Danimarca sfida la Macedonia del Nord
La partita più importante del momento per la nazionale danese è quella andata in scena al Parken Stadium di Copenaghen contro la Macedonia del Nord, sfida secca valevole per i playoff Mondiali 2026. Una gara da dentro o fuori, con i danesi favoriti davanti al proprio pubblico ma costretti a fare i conti con assenze pesanti: out per infortunio il difensore Christensen e l’esterno Dorgu del Manchester United, due pedine fondamentali nello scacchiere del commissario tecnico Brian Riemer.
Dall’altra parte, la Macedonia del Nord si è presentata a Copenaghen senza il suo bomber Miovski, squalificato, affidandosi a un atteggiamento difensivo e alle giocate dei suoi leader storici come Bardhi ed Elmas a centrocampo e Trajkovski in attacco. La Danimarca ha risposto con il suo classico 4-2-3-1, con Hermansen tra i pali, la coppia centrale Andersen-Nelsson e il capitano Eriksen a dettare i tempi in mezzo al campo. Il peso dell’attacco è ricaduto tutto su Rasmus Hojlund, supportato dalla velocità di Isaksen e Lindstrom.
Questa sfida rappresenta il culmine di un percorso di qualificazione non privo di difficoltà. Nel girone C, i danesi avevano chiuso al primo posto con 11 punti, un punto davanti alla Scozia, ma non senza patemi: il pareggio per 2-2 in casa contro la Bielorussia nel novembre 2025 aveva riaperto i giochi, costringendo la squadra di Riemer a giocarsi tutto nello scontro diretto con gli scozzesi ad Hampden Park. Una vittoria in quel match aveva poi garantito il primo posto, ma non la qualificazione diretta, aprendo la strada ai playoff.
Hojlund rinato: il ct Riemer esalta il Napoli
Al centro delle ultime novità sulla Danimarca c’è inevitabilmente Rasmus Hojlund, il centravanti classe 2003 che ha vissuto una vera e propria rinascita dopo il trasferimento al Napoli. Il ct Riemer, dopo la doppietta dell’attaccante contro la Bielorussia nelle qualificazioni, aveva speso parole entusiastiche sul rendimento del suo bomber: «Hojlund gioca finalmente in una squadra che funziona bene, e intorno a sé ha giocatori felici di contribuire alle buone prestazioni dei loro compagni», aveva dichiarato il tecnico danese.
Un giudizio netto, che aveva portato Riemer a sostenere apertamente come il Napoli rappresentasse per Hojlund un contesto migliore rispetto al Manchester United, club di cui il giocatore è ancora di proprietà. «Rasmus ha le qualità per entrambi i campionati, sia la Premier League che la Serie A», aveva aggiunto il ct, ricordando come il danese avesse già dimostrato il suo valore in Italia ai tempi dell’Atalanta, con 10 reti in 34 presenze nella stagione 2022-2023. Quella stagione gli aveva aperto le porte dei Red Devils, dove però aveva faticato a imporsi con continuità, collezionando 26 gol in 95 presenze complessive. Al Napoli, invece, era già a quota 4 marcature dopo appena 6 presenze, un segnale inequivocabile di ritrovata fiducia e brillantezza.
La storia di Hojlund con la maglia danese è del resto costellata di numeri straordinari fin dagli esordi. La sua tripletta alla prima da titolare contro la Finlandia nel marzo 2023, seguita da una doppietta contro il Kazakistan pochi giorni dopo, aveva fatto capire a tutti che la Danimarca aveva trovato il suo centravanti di riferimento per il futuro. Cinque gol in quattro presenze, una media che aveva fatto sognare i tifosi biancorossi.
Un ciclo che si rinnova: da Kjaer a una nuova generazione
Il percorso verso i Mondiali 2026 coincide anche con il completamento di un ricambio generazionale nella nazionale danese. L’estate del 2024 aveva segnato la fine di un’era con il ritiro di Simon Kjaer, storico capitano che aveva indossato la maglia biancorossa per 15 anni e 132 presenze, partecipando a sei tra Mondiali ed Europei. L’addio di Kjaer aveva chiuso simbolicamente un capitolo importante, lasciando spazio a una squadra più giovane ma già collaudata.
A Euro 2024 in Germania, la Danimarca aveva mostrato carattere e qualità, pur uscendo agli ottavi di finale contro i padroni di casa tedeschi per 2-0. Nel girone C, i danesi avevano pareggiato 1-1 con l’Inghilterra — con Hjulmand che aveva risposto al gol di Kane — e chiuso in parità anche contro la Serbia, qualificandosi come secondi. Contro la Germania, una partita sospesa per venti minuti a causa di un nubifragio aveva visto i danesi cedere ai gol di Havertz e Musiala, con Hojlund che aveva sfiorato il vantaggio prima dell’intervallo. Un’eliminazione che aveva comunque lasciato buone indicazioni per il futuro, confermando Eriksen come punto di riferimento e Hojlund come il presente e il futuro del gol danese.
Oggi, con il pass per i Mondiali 2026 nel mirino, la Danimarca si presenta come una squadra matura, consapevole dei propri mezzi e con un attaccante in grande forma. Le ultime notizie raccontano di una nazionale che vuole tornare sul palcoscenico mondiale dopo l’eliminazione ai gironi di Qatar 2022, quando l’Australia aveva sorprendentemente battuto i danesi per 1-0 condannandoli all’ultimo posto nel girone. Un’occasione da non sprecare.