Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha definito i comportamenti degli Stati Uniti “contraddittori ed eccessivi”, sostenendo che rappresentino un forte ostacolo al percorso diplomatico.
Non c’è ancora alcuna certezza su quale sarà la quarta squadra del girone del campionato del mondo di calcio che già comprende Belgio, Egitto e Nuova Zelanda. Più si avvicina il via del torneo di Canada, Stati Uniti e Messico più è probabile che sia una tra Iran ed Emirati Arabi Uniti ma tutto può ancora succedere.
Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha definito i comportamenti degli Stati Uniti “contraddittori ed eccessivi”, sostenendo che rappresentino un forte ostacolo al percorso diplomatico. Le dichiarazioni sono arrivate durante un incontro con il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi, come riportato da Al Jazeera. Araghchi ha inoltre ricordato le precedenti promesse non mantenute da Washington, spiegando che proprio questi precedenti alimentano la profonda sfiducia di Teheran nei confronti dell’establishment americano. Il capo della diplomazia iraniana ha infine precisato che la partecipazione dell’Iran ai negoziati per mettere fine al conflitto nasce esclusivamente da quello che ha definito un “approccio responsabile”.
Secondo quanto riferito da Sky News Arabia, l’ultima proposta di accordo inviata da Teheran a Washington si basa su tre punti centrali: l’eliminazione delle sanzioni internazionali contro l’Iran, lo sblocco dei beni iraniani congelati all’estero e la revoca delle restrizioni economiche imposte al Paese. Il piano includerebbe inoltre la cessazione delle tensioni e dei conflitti nei vari scenari regionali, compreso il Libano. A riportarlo è stato il vice ministro degli Esteri iraniano.
Sul fronte strettamente calcistico, la tensione geopolitica si riflette direttamente sulla partecipazione del “Team Melli” ai Mondiali. Il nodo centrale rimane quello dei visti: al momento non è stato rilasciato alcun documento d’ingresso agli Stati Uniti per i giocatori iraniani, e i dirigenti della Federcalcio di Teheran sospettano che si tratti di un vero e proprio boicottaggio da parte dell’amministrazione Trump.
Un ulteriore elemento di complessità riguarda i giocatori che hanno prestato servizio militare obbligatorio nel Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC), considerato un’organizzazione terroristica da Stati Uniti e Canada. Teheran ha chiesto garanzie esplicite anche per questi elementi, una richiesta che potrebbe andare in conflitto con i protocolli di sicurezza predisposti da Washington. Andrew Giuliani, responsabile della Task Force americana per i Mondiali, ha dichiarato al Sun che gli Stati Uniti “faranno di tutto e non si fermeranno davanti a nulla” per garantire la sicurezza di squadre e tifosi, precisando però che “ogni volta che si ha a che fare con un Paese coinvolto in tensioni o conflitti in corso, il quadro di sicurezza cambia”.