Mamma Siglinde Sinner is the new nonna di Florenzi

Articolo di Flavio Brambilla

La rete segnata da Alessandro Florenzi in Roma-Cagliari del 2014 è rimasta scolpita nel cuore dei tifosi giallorossi e dello stesso ex capitano romanista.

Il gesto di mamma Siglinde durante la finale vinta da Jannik Sinner agli Internazionali d’Italia ha ricordato, per intensità emotiva, scene rimaste iconiche nello sport italiano. Negli ultimi punti del match contro Casper Ruud, con il Centrale del Foro Italico pronto a esplodere di gioia, la madre del numero uno azzurro ha abbassato lo sguardo e si è coperta il volto, sopraffatta dall’emozione mentre accanto a lei papà Hanspeter seguiva ogni scambio con il fiato sospeso.

Un’immagine che ha fatto immediatamente il giro del web, proprio come accadde nel 2014 con Alessandro Florenzi e il celebre abbraccio alla nonna dopo il gol segnato in Roma-Cagliari. Anche in quel caso fu l’autenticità del momento a conquistare tutti: emozioni vere, spontanee, capaci di andare oltre il semplice risultato sportivo e di restare impresse nella memoria collettiva dei tifosi.

In tribuna, accanto ai genitori, era presente anche Laila Hasanovic, la modella danese fidanzata di Jannik, a completare il quadro di una famiglia che ha vissuto ogni punto come se fosse l’ultimo. Un torneo, quello romano, già carico di tensione emotiva per i Sinner ancor prima della finale: in occasione della semifinale contro Daniil Medvedev, disputata a cavallo tra venerdì sera e sabato pomeriggio, mamma Siglinde aveva dovuto abbandonare il Campo Centrale dopo il secondo set, troppo provata nel vedere il figlio soffrire fisicamente in campo. Una sensibilità che, evidentemente, non conosce tregua nemmeno quando Jannik trionfa.

Lo stesso campione, interpellato sull’argomento nel corso della sua ospitata da Fabio Fazio a Che Tempo che fa sul Canale Nove, ha commentato il gesto della madre con una battuta affettuosa e un sorriso: “Il problema è che io la vedevo dal campo, è difficile. Ma è già tanto che sia rimasta lì…”. Parole che raccontano, meglio di qualsiasi analisi, il rapporto speciale che lega il numero uno del mondo alla sua famiglia e la consapevolezza, tutta umana, di quanto quelle tribune possano essere un posto ancora più difficile del campo.

La giornata trionfale al Foro Italico aveva già regalato un altro momento destinato a restare nella memoria collettiva: durante la premiazione, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e di Adriano Panatta — l’ultimo italiano ad aver vinto a Roma prima di lui, nel lontano 1976 — Sinner si era rivolto al Capo dello Stato chiamandolo “Signor Mattarella” anziché Presidente. Lo stesso Mattarella aveva sorriso di gusto per il piccolo lapsus, mentre il pubblico incoraggiava il campione a non farsi travolgere dall’emozione. Una scena che ha confermato come, fuori dal campo, Sinner resti un ragazzo normalissimo, capace di emozionarsi e imbarazzarsi come chiunque altro.

Sul piano sportivo, il successo negli Internazionali d’Italia ha rappresentato il sesto Masters 1000 consecutivo per Sinner — dopo Parigi 2025, Indian Wells, Miami, Monte Carlo e Madrid — rendendolo il primo tennista dopo Rafael Nadal, che ci riuscì nel 2010, a conquistare nello stesso anno tutti e tre i Masters 1000 sulla terra rossa. Un’impresa che gli è valsa anche l’ingresso in un club esclusivissimo: quello dei tennisti capaci di completare il Career Golden Masters, ovvero di vincere almeno una volta ciascuno dei nove tornei della categoria. Prima di lui, l’unico ad averci mai impresa era stato Novak Djokovic, che sui social non ha mancato di celebrare il giovane collega con un messaggio eloquente: “Complimenti Jannik, sei impressionante. Benvenuto in questo esclusivo club”.

Laureato in Lettere Moderne, ama redigere articoli di tutti gli sport con grande attenzione alle statistiche. In particolare, è appassionato di basket e di ciclismo, una passione trasmessa dal nonno che era stato gregario di Gino Bartali.

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