La donna fa parte dello staff della squadra Under 17 del club del Lecchese.
Montevecchia calcio all’avanguardia. Ne abbiamo parlato con Sabrina Redi, che fa parte dello staff della squadra Under 17 del club del Lecchese.
Quanto conta l’aspetto mentale nel percorso dei giovani calciatori?
Un dirigente del settore giovanile deve riconoscere come la componente mentale sia decisiva. Quasi la metà dei ragazzi che abbandonano prima dei 16 anni lo fa per stress: troppa pressione, meno divertimento e difficoltà nel gestire l’errore. Quando un giovane evita una giocata rischiosa, spesso non è una scelta tecnica, ma il segnale di una paura costruita nel tempo. Ignorare questo aspetto significa lavorare solo su una parte del calciatore.
Che tipo di ambiente serve per far crescere davvero i ragazzi?
Un contesto attento a tutti gli aspetti permette di formare atleti più motivati e pronti ad affrontare la pressione, riducendo anche il rischio di abbandono. Al contrario, un ambiente che trascura questi fattori può generare stress continuo, con conseguenze negative sia nello sport sia nella vita personale. In queste dinamiche, il peso del giudizio esterno, da parte di allenatori, genitori e osservatori, può diventare determinante.
Lo sport può essere qualcosa di più della competizione?
Assolutamente sì. Lo sport è anche uno spazio diverso, quasi un mondo a parte, dove i ragazzi possono staccare da tutto il resto: scuola, pressioni, problemi quotidiani. In campo si crea un ambiente con regole semplici, dove contano impegno, rispetto e voglia di migliorarsi. Qui nascono relazioni vere: si condividono allenamenti, fatica, vittorie e sconfitte. È così che si costruiscono amicizie solide e si impara a collaborare, fidarsi e affrontare le difficoltà insieme.
Che valore educativo ha lo sport?
È un percorso formativo completo. Aiuta a sviluppare disciplina, responsabilità e capacità di affrontare le sfide. Insegna a gestire sia le vittorie sia le sconfitte, mantenendo equilibrio. Sono competenze che vanno ben oltre il campo e accompagnano i ragazzi nella vita di tutti i giorni.
Quanto incide lo sport sul benessere generale?
Molto. Fare sport è una vera medicina per corpo e mente. Migliora la salute fisica, ma aiuta anche a liberare la testa, ridurre lo stress e ritrovare equilibrio. Dopo un allenamento si sta meglio e si affrontano le cose con più lucidità. Per questo è importante trasmettere ai giovani il valore dello sport non solo come competizione, ma come occasione per stare bene e costruire qualcosa di positivo.
Che ruolo hanno genitori e ambiente familiare?
Un ruolo fondamentale, spesso sottovalutato. Un giovane ben formato è quello che mantiene intensità, cerca il confronto e vede l’errore come parte della crescita. Ma i genitori possono influenzare molto questo percorso, nel bene e nel male. Se la pressione diventa eccessiva, rischia di essere controproducente. Per questo è utile coinvolgerli, spiegare il metodo di lavoro e chiarire che il risultato non è l’unico parametro. Serve coerenza tra ambiente sportivo e familiare, altrimenti si crea uno stress difficile da gestire per i ragazzi.
La società biancorossa è in piena fase di tesseramento per la squadra Under 17 che prenderà parte al campionato della prossima stagione: per informazioni si possono contattare Sabrina Redi (3280192128) e Michael Tomasini (3291373849)