Il ct dell'Italia è severissimo dopo lo 0-2 rimediato in Nations League contro il Belgio: la dura analisi di Roberto Mancini a bocce ferme.
Roberto Mancini non ha nascosto la sua rabbia per la prestazione della Nazionale già al momento in cui il Belgio ha segnato il secondo gol contro la sua Italia. Dopo che la sfida di Roma è terminata 0-2 bagnando nel peggiore dei modi la prima in Nations League e l’esordio della sua seconda gestione, il ct Azzurro nel dopopartita non si è nascosto e anzi si è schierato da parte dei sostenitori che all’Olimpico hanno contestato. “I fischi ci stanno. Quando perdi mi sembrano qualcosa di abbastanza normale”, ha ammesso ai microfoni di ‘Sky Sport‘.
“Questo è”, il laconico commento sullo stato di forma attuale della Nazionale. Quindi Mancini ha respinto al mittente gli alibi dovuti alla forza del Belgio: “C’è da lavorare e basta. Sappiamo che affronteremo ancora partite difficili come quella di stasera, ma dobbiamo continuare il nostro lavoro senza lasciarci abbattere. Nel primo tempo il Belgio ha giocato meglio di noi e ci ha fatto soffrire, a inizio ripresa abbiamo giocato bene 25 minuti e poi abbiamo concesso il raddoppio. Lì è finita la partita. C’è tempo, ci sono cinque partite da giocare, proveremo a vincerle. Vedremo come andrà”.
Il copione della partita si è ripetuto identico nei due tempi, con due errori individuali a consegnare al Belgio le due transizioni decisive. Il gol del vantaggio ospite al 21′ è nato da un pallone strappato dai piedi di Alessandro Romano da Kevin De Bruyne, con la successiva verticalizzazione per Mika Godts. Il raddoppio di Dodi Lukebakio al 69’ ha invece sfruttato una leggerezza di Nicolò Barella in trequarti avversaria e il mancato ripiegamento dei suoi compagni. Nel mezzo, gli Azzurri avevano fallito tre limpide occasioni per pareggiare con Kean, Gianluca Mancini e Pio Esposito, prima che il ct varasse un triplo cambio inserendo Scalvini, Frattesi e Maldini per Coppola, Romano e Pio Esposito.
Particolarmente amara la serata per Romano, sul quale il commissario tecnico aveva scommesso con convinzione come perno della mediana. Il centrocampista del Cagliari, nato a Winterthur il 17 giugno 2006 da una famiglia con radici napoletane e pugliesi, aveva percorso tutta la trafila delle giovanili svizzere prima di essere notato dalla Roma nel 2022, per poi approdare al Cagliari dopo un prestito allo Spezia in Serie B. La FIFA aveva approvato il cambio di nazionalità sportiva aprendo la strada alla convocazione azzurra, una scelta che in Svizzera non era passata inosservata: “Se uno ha fatto tutto il proprio percorso qui e poi preferisce andare con l’Italia, che vada con l’Italia. La Nazionale svizzera non deve chiedere l’elemosina a nessuno”, aveva commentato con una punta di amarezza l’ex internazionale elvetico Alberto Regazzoni.
Il risultato pesa ancor di più alla luce degli obiettivi dichiarati da Mancini al momento del suo ritorno sulla panchina azzurra. “Sulla scelta di anni fa dovrò fare bene per riconquistare i tifosi azzurri che si sono arrabbiati o si sono sentiti traditi”, aveva ammesso lo stesso ct in conferenza stampa. Un proposito che la serata dell’Olimpico ha reso subito più complicato da perseguire, con parte del pubblico capitolino che ha abbandonato gli spalti già a un quarto d’ora dal triplice fischio finale. Ora il calendario non concede margini di manovra: dopo questa sconfitta, l’Italia dovrà affrontare due volte la Turchia prima di chiudere il primo blocco di impegni con la complicata trasferta di Saint-Denis contro la Francia di Zinedine Zidane. Nel Gruppo 1 di Lega A l’obiettivo minimo resta conquistare uno dei primi due posti per accedere ai quarti di finale in programma nel marzo 2027, ma la strada si è già fatta in salita dopo appena novanta minuti.