Scisma nel calcio, l’Uefa risponde alle minacce di Infantino: “Le nazionali europee non parteciperanno ai Mondiali”

Articolo di Martino Davidi

Il presidente della FIFA passa all'attacco e l'UEFA replica duramente: "Il suo modello non ha posto nel calcio mondiale"

Il calcio mondiale si avvia verso una clamorosa spaccatura: il presidente della Fifa Gianni Infantino nonostante le polemiche continua con il suo piano di vendere una parte del Mondiale ai fondi d’investimento privati per incassare miliardi attraverso la Fifa Forward Enterprise (FFE): la neonata impresa commerciale sarà destinata a gestire i diritti del Mondiale per nazionali e di quello per club e vedrà tra i soci la banca statunitense JP Morgan e il fondo Thrive Eternal, guidato dalla famiglia del genero di Donald Trump Jared Kushner.

Infantino ha inviato una lettera a tutte le 211 federazioni, in cui esplicita come chi aderirà al progetto FFE incasserà subito un assegno una tantum da 20 milioni di dollari, con i contributi annuali per il quadriennio successivo che schizzerebbero da 2 a 5 milioni. Compensi irresistibili soprattutto per i piccoli Paesi. Inoltre Infantino ha minacciato di ritorsioni chi non si metterà in riga, con un taglio immediato del 75% dei fondi Fifa.

L’Uefa ha convocato un Consiglio d’emergenza con tutte le 55 Federazioni europee che hanno deciso di dare una risposta ad Infantino: non parteciperanno a nessun torneo Fifa finché Infantino non ritirerà la sua proposta. Nel mirino c’è senza dubbio il Mondiale per club, grande fonte di denaro per la Fifa, che si ritroverebbe senza le squadre più forti del mondo, e poi il Mondiale 2030. “La Uefa le sue 55 federazioni affiliate sono unite. Respingiamo all’unanimità e senza riserve la proposta della Fifa di trasferire la proprietà della Coppa del Mondo e di altre competizioni Fifa a investitori privati. La Coppa del Mondo non può essere trattata come un prodotto di investimento. È una delle più grandi eredità sportive del calcio. È stata costruita nel corso delle generazioni da giocatori, nazionali e tifosi di ogni continente. Nessuna parte di essa dovrebbe mai essere ceduta a investitori privati”.

“La Coppa del Mondo non è in vendita. È irresponsabile e indifendibile che una proposta di tale importanza per il calcio sia stata concepita in segreto e portata quasi all’approvazione senza alcuna consultazione significativa con coloro a cui è affidata la gestione di questo sport. Non si tratta solo di una grave mancanza di leadership, ma di una vera e propria abdicazione al dovere della Fifa di custode del calcio mondiale. Le federazioni nazionali di tutto il mondo si trovano ora di fronte a un ultimatum: accettare l’irreversibile acquisizione delle più grandi competizioni calcistiche o subirne le conseguenze. Questa non è una “decisione democratica”, ma un governo basato sull’intimidazione, un atto di coercizione indegno di un’istituzione a cui è affidata la tutela del calcio mondiale. Ma la nostra opposizione va ben oltre la procedura. Nel momento in cui investitori esterni acquisiscono quote di proprietà nelle competizioni Fifa, il calcio cambia per sempre. Il profitto commerciale diventa un obbligo permanente. Le aspettative degli investitori diventano una pressione quotidiana. Da quel momento in poi, ogni decisione sul calendario internazionale, ogni decisione sui formati delle competizioni e ogni decisione che plasma il futuro del calcio non è più guidata da ciò che meglio serve al gioco, ma da ciò che meglio serve agli azionisti”, è la nota riportata dalla Gazzetta dello Sport.

“Questo modello non ha posto nel calcio mondiale. Il futuro del calcio non può essere dettato dalle aspettative di coloro il cui primo dovere è massimizzare il profitto finanziario. Né gli interessi delle federazioni nazionali, delle leghe, dei club, dei giocatori e dei tifosi possono essere subordinati ai profitti degli investitori. Il calcio non può ipotecare il proprio futuro per un guadagno finanziario. La posizione dell’Europa è chiara. Non daremo mai legittimità a questo modello. Nessuno ha l’autorità morale per vendere ciò che detiene in custodia per la prossima generazione. A seguito della discussione odierna, nessuna nazionale Uefa parteciperà ad alcuna competizione Fifa finché queste proposte rimarranno in piedi, a meno che non vengano abbandonate nella loro interezza e non vengano fornite garanzie vincolanti che la Fifa non aprirà mai più la sua governance o le sue competizioni alla proprietà privata. Nessuno deve avere dubbi: la Uefa e le sue federazioni nazionali si opporranno a questi piani con assoluta determinazione. Ci sono momenti in cui le istituzioni non vengono giudicate da ciò che sono disposte ad accettare, ma da ciò che si rifiutano di compromettere. Questo è uno di quei momenti. Alcune cose sono semplicemente troppo importanti per essere vendute. La Coppa del Mondo Fifa appartiene al calcio. Appartiene per sempre. E finché l’Europa avrà voce in capitolo, non sarà mai in vendita”.

Grande appassionato di sport, è stato un discreto lanciatore di peso ma ha dovuto smettere per problemi ai tendini. Ciò non gli ha impedito di mantenere i legami con il magico mondo dell’atletica. Gli piace scrivere, ma anche leggere: il suo autore preferito è Stephen King e spera di poterlo incontrare un giorno.

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