Mondiali 2026, dalla Francia un attacco diretto a Trump e FIFA: scoppia la polemica

Articolo di Nicola Lama

Pesantissima presa di posizione da parte de 'L'Equipe' a poco più di ventiquattr'ore dall'inizio della rassegna iridata.

‘L’Équipe’ ha acceso la miccia a poco più di ventiquattr’ore dal calcio d’inizio dei Mondiali 2026. Il quotidiano sportivo francese, nella sua edizione del 10 giugno, ha dedicato la prima pagina alla rassegna iridata con un’immagine che ha immediatamente fatto il giro del mondo e che ha scatenato una tempesta politica e sportiva.

Il titolo, ‘Welcome to the USA’, introduce una copertina al vetriolo: Donald Trump ritratto con al collo la medaglia del ‘FIFA Peace Prize’, la Coppa del Mondo stretta nella mano sinistra e, nell’altra, il presidente della FIFA Gianni Infantino trasformato in un burattino. Ai lati, l’arbitro somalo Omar Artan, respinto alla frontiera americana e costretto a rientrare in patria (dove tra l’altro è stato accolto come un eroe) e un agente dell’ICE mascherato che completa il quadro.

Una scelta grafica durissima, che punta il dito contro l’organizzazione dei Mondiali 2026 e contro la gestione dei visti da parte delle autorità statunitensi, tema centrale ormai da mesi, sin da quando erano stati avanzati i primi dubbi sull’ingresso negli USA della nazionale iraniana. La prima pagina del quotidiano sportivo francese denuncia apertamente quella che a livello internazionale è percepita come una commistione pericolosa tra politica, sicurezza e governance del calcio, con Trump e la FIFA messi sullo stesso piano di responsabilità.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Negli Stati Uniti, la prima pagina è stata bollata da alcuni commentatori come una provocazione politica mascherata da satira sportiva, mentre dal mondo del calcio sono arrivate letture più sfumate ma comunque critiche. La FIFA, invece, ha già ribadito più volte la propria posizione, sostenendo di non avere alcun ruolo nelle politiche migratorie del Paese ospitante. La polemica è però fortissima e le varie vicende legate ai visti continuano ad essere lette come un segnale di fragilità nella gestione del torneo.

La Francia, attraverso L’Équipe, ha scelto una strada diretta, quasi brutale, per denunciare quello che considera un Mondiale nato sotto una cattiva stella: il torneo intanto si avvicina e tensione attorno all’evento sembra destinata a restare ancora alta.

Insieme con la musica lo sport è sempre stato al centro dei suoi interessi. Gli piace leggere e scrivere ed è anche appassionato di cinema: il suo idolo è Quentin Tarantino e il suo film preferito è Pulp Fiction.

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