In quasi cent'anni di storia sono arrivati nemmeno troppo raramente risultati interessanti anche dalle 'finaline'.
Quella tra Francia e Inghilterra, in programma sabato alle 23 italiane all’Hard Rock Stadium di Miami Gardens, sarà la ventunesima finale per il terzo posto nella storia dei Mondiali di calcio: una partita che, di fatto, nessuno vuole giocare dopo l’amarezza di una semifinale persa, ma che comunque può dare la soddisfazione di salire sul podio iridato, risultato che non capita certamente tutti i giorni.
Due le sole edizioni senza una ‘finalina’: gli Stati Uniti e la Jugoslavia furono classificati al terzo e al quarto posto dell’edizione del 1930 solo dopo uno studio della FIFA pubblicato cinquantasei anni dopo, mentre nel 1950 il titolo fu assegnato al termine di un girone a quattro squadre in cui solo per coincidenza le prime due si giocarono il titolo all’ultima giornata e le altre due il terzo posto (in quest’ultimo caso la Svezia prevalse sulla Spagna per 3-1).
La storia delle finali del terzo posto inizia ai Mondiali italiani del 1934: la Germania batté l’Austria 3-2 allo Stadio “Ascarelli” di Napoli, con la doppietta di Ernst Lehner e il gol di Edmund Conen che resero inutili le marcature di Johan Horvath e Karl Sesta. Quattro anni dopo fu il Brasile a vincere la finale di consolazione, battendo a Bordeaux la Svezia per 4-2: Romeu, il mitico Leonidas (con una doppietta) e Peracio lanciarono la Seleçao, mentre gli scandinavi andarono a segno con Sven Jonasson e Arne Nyberg.
Per trovare la successiva finale per il terzo posto bisogna andare al 1954: 3-1 dell’Austria sull’Uruguay a Zurigo, con Juan Hohberg a pareggiare il vantaggio iniziale di Ernst Stojaspal su rigore prima dell’autorete di Luis Cruz e del gol nel finale di Ernst Ocwirk. Nel 1958, a Goteborg, furono ben nove i gol tra Francia e Germania, con i transalpini vittoriosi per 6-3 grazie a quattro gol di Just Fontaine e alle marcature singole di Raymond Kopa (su rigore) e Yvon Douis. Di Hans Cieslarczyk, Helmuth Rahn e Hans Schaefer i gol teutonici.
Nel 1962 il Cile si guadagnò la terza posizione davanti al pubblico di casa, battendo 1-0 la Yugoslavia con gol di Eladio Rojas al 90′. Nel 1966, invece, fu il Portogallo di Eusebio ad arrivare terzo nel Mondiale inglese, con la Pantera Nera a segno su rigore nel 2-1 contro l’Unione Sovietica, in cui andarono in gol anche Eduard Malofeyev con il momentaneo pareggio e José Torres per i lusitani al minuto 89.
A Messico 1970 la Germania Ovest trovò consolazione dopo l’eliminazione in semifinale per mano dell’Italia battendo l’Uruguay per 1-0 con rete di Wolfgang Overath, mentre nel 1974, tra l’altro proprio in Germania, fu la Polonia a conquistare il gradino più basso del podio battendo il Brasile per 1-0 con gol-vittoria di Grzegorz Lato. Nel Mondiale argentino del 1978, poi, la terza posizione fu appannaggio del Brasile, che sconfisse l’Italia per 2-1 con reti di Nelinho e Dirceu a ribaltare quella azzurra del ‘Barone’ Franco Causio.
Il ‘Mundial 82’, tanto caro ai colori azzurri, vide una finalina di prestigio fra la Polonia, una delle potenze calcistiche di quegli anni, e la Francia: finì 3-2 per le Aquile bianche, lanciate dai gol di Andrzej Szarmach, Stefan Majewski e Janusz Kupcewicz, mentre per i Bleus andarono a segno René Girard e Alain Couriol.
Nel 1986, al termine della seconda rassegna ospitata dal Messico, i francesi si presero una simbolica rivincita, salendo sul podio dopo aver battuto ai supplementari, per 4-2, il Belgio: dopo il 2-2 dei regolamentari (Jean-Marc Ferreri e Jean-Pierre Papin in gol per la Francia, Jan Ceulemans e Nico Claesen in rete per i Diavoli Rossi), i Bleus prevalsero nel finora unico extra time a livello di finali per il terzo posto, grazie alle reti di Bernard Genghini e Manuel Amoros, quest’ultimo dal dischetto.
A Italia 90 l’unico successo azzurro in una finale del terzo posto: nella gara giocata al San Nicola di Bari, la squadra di Azeglio Vicini batté 2-1 l’Inghilterra con gol di Roberto Baggio e del compianto Totò Schillaci, che su rigore rese nullo il momentaneo pareggio di David Platt. A USA 94, invece, la Svezia travolse la Bulgaria, sorpresa del torneo: 4-0 il risultato finale, in gol Tomas Brolin, Haakan Mild, Henrik Larsson e Kennet Andersson.
A Francia 98 arrivò il primo podio della Croazia: 2-1 ai danni dell’Olanda nella finalina, con reti di Robert Prosinecki e Davor Suker a rendere inutile il momentaneo pari di Boudewijn Zenden. Nel 2002, nell’edizione ospitata congiuntamente da Giappone e Corea del Sud, la nazionale coreana non riuscì a completare il proprio percorso in terza posizione, fermata con il risultato di 3-2 dalla Turchia: Lee Eul-young rispose alla rete lampo di Hakan Sukur, ma Ilhan Mansiz con una doppietta indirizzò la partita e Song Chong-gug segnò troppo tardi per riaprirla.
Nel 2006 la Germania padrona di casa, battuta dall’Italia nell’epica semifinale di Dortmund, si consolò battendo il Portogallo 3-1 nella finale per il terzo posto: grande protagonista fu Bastian Schweinsteiger con una doppietta, l’altro gol tedesco fu in realtà un’autorete di Petit. Di Nuno Gomes, nel finale, l’unica rete lusitana. Quattro anni dopo, in Sudafrica, altro terzo posto per i tedeschi grazie al 3-2 sull’Uruguay: a segno Thomas Muller, Marcell Jansen e Sami Khedira per la Mannschaft, Edinson Cavani e Diego Forlan per la Celeste.
Nel 2014 un Brasile segnato nell’animo dall’1-7 in semifinale proprio contro i tedeschi (poi campioni) crollò anche nella finalina davanti al proprio pubblico, concedendo un 3-0 senza appello all’Olanda: Robin van Persie su rigore aprì le marcature, Daley Blind e Georginio Wijnaldum resero il risultato ancor più rotondo. Nel 2018 in Russia fu invece il Belgio a regalarsi la terza posizione: Inghilterra sconfitta 2-0, a segno Thomas Meunier e Eden Hazard.
Arriviamo così al 2022, ultima finale per il terzo posto giocata prima di quella di sabato: in Qatar si affrontarono Croazia e Marocco, con vittoria per 2-1 della nazionale a scacchi biancorossi, trascinata dalle reti di Josko Gvardiol e Mislav Orsic. Per i Leoni dell’Atlante, comunque grande sorpresa del torneo, andò invece a segno Achraf Dari.